Tecar

Ultimo aggiornamento il 23 Novembre 2022
Tecar

La Tecarterapia, o Tecar, è un elettromedicale che sfrutta un agente elettrofisico in grado di indurre variazioni di temperatura corporea a scopo terapeutico agendo tramite una tecnica meglio nota come diatermia. Le applicazioni della Tecarterapia e della sua capacità di erogare localmente calore sono molteplici e comprendono trattamenti per le contratture muscolari, il dolore cronico e i disordini del pavimento pelvico.

 


Durante una generica ricerca on-line della parola “Tecar” o “Tecar Wiki” o “Tecar Wikipedia”, ci imbattiamo in un elevato numero di contenuti relativi all’argomento. Non è facile districarsi tra le informazioni spesso discordanti che troviamo in rete, ecco perché in questo approfondimento proveremo a fare chiarezza riguardo la storia, la funzionalità, e lo stato dell’arte dell’applicazione di questo elettromedicale.

Cosè la Tecar

Iniziamo con lo spiegare cos’è la Tecar.

Con la parola Tecar si indica una tecnologia che impiega le onde elettromagnetiche nello spettro della radiofrequenza a scopi terapeutici, cosmetici e preventivi per gli infortuni sportivi. La Tecar è stata inizialmente sviluppata da INDIBA® e, grazie al suo impiego in ambito fisioterapico, ha segnato una vera e propria rivoluzione nei protocolli riabilitativi che prevedono l’impiego del calore a scopi curativi (la così detta diatermia).

Il lemma stesso “Tecar” è un acronimo derivato da Transferencia Electrica Capacitiva-Resistiva (Trasferimento Elettrico Capacitivo-Resistivo), il principio dei primi apparecchi sviluppati da INDIBA® all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso. Questi, grazie all’impiego della radiofrequenza non invasiva e non ablativa – vedremo nel paragrafo Come funziona cosa si intende con questa terminologia –, sfrutta la corrente elettrica generata da un macchinario appositamente sviluppato per stimolare in profondità il sistema circolatorio sanguigno e linfatico. L’effetto biologico che ne deriva consiste in un aumento della velocità dei processi di guarigione, sfruttando le reazioni fisiologiche che il nostro corpo mette in atto naturalmente, accelerando i tempi di recupero o preparando i tessuti ad affrontare uno sforzo successivo [1].

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Storia della Tecar

La Tecarterapia, sebbene sia una metodica sviluppata solo in tempi recenti, ha in realtà una storia di oltre 130 anni. L’applicazione della corrente elettrica per indurre un calore terapeutico non è nuova: sin dai primi studi sulle correnti alternate ad elevato voltaggio fu chiaro che queste, se debitamente controllate, non solo non arrecavano danno, ma anzi apportavano benefici inediti.

Tecar-la sua storia dal 1889 ad oggi

Come funziona

Come dicevamo nei paragrafi precedenti, la Tecarterapia produce una notevole accelerazione dei processi di guarigione delle lesioni e delle patologie infiammatorie che interessano l’apparato muscolo-scheletrico. Tutto ciò è possibile grazie al trasferimento di energia nei tessuti; questo processo consente al corpo di produrre calore dall’interno, con evidenti benefici per il paziente. È per questo che gli effetti che vengono generali dalla Tecar non sono altro che reazioni endogene (ossia che hanno origini interne). A garantire questa generazione di calore contribuisce un particolare strumento che impiega radiofrequenze, onde elettromagnetiche con una frequenza specifica che nel caso della Tecarterapia coincide con valori di 390-449 kHz.

Se la parola “radiofrequenze” richiama alla mente le più comuni onde necessarie alla produzione di segnali via etere (le onde radiotelevisive), tali entità elettrofisiche vengono usate già da lungo tempo in ambito di fisica medica: si caratterizzano, infatti, per l’ormai comprovata capacità di arrivare in profondità nei tessuti.

Queste particolari onde, come dicevamo, vengono erogate nelle zone che necessitano del loro effetto terapeutico e sono impiegate a scopo ablativo (ovvero per gestire tramite folgorazione tessuti e sanguinamenti anomali e per correggere svariate manifestazioni patologiche) o non ablativo. L’applicazione delle radiofrequenze con scopi non ablativi è effettuata da uno strumento il cui funzionamento si basa sui principi fisici del condensatore. Il condensatore è un componente elettrico formato da una serie di elementi che indichiamo di seguito:

  • Due armature, ossia due piastre caricate elettricamente posizionate una di fronte all’altra.
  • Del materiale isolante posto tra le piastre di modo che si verifichi una distribuzione uniforme di carica tra le due armature in assenza di perturbazioni elettromagnetiche.
  • Un generatore elettrico che carica elettricamente le due armature cui è collegato, producendo una differenza di potenziale. Questo significa che le due piastre hanno cariche uguali, ma segni opposti.

Per maggiore chiarezza, basti pensare che nell’ambito di una seduta di Tecarterapia le armature coincidono con le piastre usate dal/dalla fisioterapista. Una sarà mobile e da applicare sulla parte interessata dal trauma o dalla particolare patologia infiammatoria e l’altra sarà fissa e posizionata nella parte opposta alla zona dolente. Il materiale isolante coincide invece con la zona anatomica sulla quale intervenire, mentre il generatore elettrico corrisponde al macchinario cui sono collegate le piastre.

In un condensatore, le cariche elettriche si concentrano soprattutto vicino al materiale isolante e, quindi, nel caso della Tecarterapia, in prossimità della zona anatomica del paziente. Queste cariche danno così avvio alla mobilizzazione delle cariche elettriche che sono proprie dei composti chimici che costituiscono il corpo umano (dagli elettroliti, agli acidi organici, agli amminoacidi che costituiscono le proteine, ecc.). Questa mobilizzazione si manifesta in un’alternanza tra movimento di attrazione e movimento di repulsione delle cariche elettriche nei tessuti che va a generare un’importante stimolazione cellulare. Proprio questo potenziamento dell’attività cellulare ha come conseguenze il maggiore consumo di ossigeno e il relativo incremento nell’apporto di sangue. A seconda del livello di energia raggiunto dal dispositivo Tecar, stabilito e monitorato dal fisioterapista, si possono ottenere specifici risultati. Differenti livelli di energia generano infatti diversi tipi di reazioni endogene: gli effetti biologici ottenuti in questo processo variano dall’aumento della velocità del microcircolo (livelli energetici bassi), passando per la vasodilatazione (livelli energetici intermedi) fino ad arrivare all’incremento della temperatura (livelli energetici alti).
Ovviamente, è sempre bene specificare che, prima di orientarsi verso sedute di Tecarterapia, è necessario essere provvisti di una prescrizione fornita dal Medico che avrà provveduto alla diagnosi della patologia per cui è indicato l’impiego di questo elettromedicale. Proprio sulla base del ragionamento clinico, il fisioterapista stabilisce la modalità di intervento più appropriata, impostando i livelli energetici più adatti per trattare la zona lesa.

Modalità d’uso

Il dispositivo Tecar può essere impiegato in due differenti modalità; si parla infatti di Tecarterapia Capacitiva e di Tecarterapia Resistiva. La scelta dell’approccio più adeguato da utilizzare dipende dal tipo di tessuto interessato dalla lesione.

La Tecarterapia Capacitiva è più adatta per agire sui tessuti molli, meno resistenti e più ricchi d’acqua. Quando si parla di tessuti molli si fa riferimento a quelle zone anatomiche che hanno una densità minore rispetto all’osso. Si tratta nello specifico di muscoli, nervi, cute, tessuto connettivo, vasi sanguigni, membrana sinoviale e vasi linfatici. In questo specifico caso la Tecarterapia è adatta per trattare patologie e lesioni superficiali ed è in grado di andare a una profondità di circa 2-3 cm. Per poter ottenere questo risultato, tale specifica tipologia di Tecar si avvale di un elettrodo apposito, chiamato capacitivo, ossia un elettrodo caratterizzato da materiale isolante (più frequentemente ceramica), che consente di concentrare le cariche elettriche prettamente in superficie. La Tecar capacitiva rappresenta la modalità ideale da utilizzare su tessuti che dimostrano una bassa resistenza al passaggio della corrente: in questo tipo di Tecarterapia non avviene il passaggio di corrente elettrica tra l’elettrodo attivo e l’elettrodo passivo (posizionato sotto il corpo del paziente).

La Tecarterapia Resistiva, invece, è più indicata per agire sui tessuti più resistenti, caratterizzati da minori concentrazioni d’acqua, in cui gli elettroliti si muovono più lentamente. Tessuti di questo tipo sono le ossa, le cartilagini, i legamenti, i tendini e le capsule. In questa tipologia di Tecarterapia vengono utilizzati elettrodi nei quali è assente il materiale isolante: in tal modo è la zona anatomica da trattare a fungere da mezzo di resistenza al trasferimento dell’energia. Se nella Tecarterapia Capacitiva solitamente l’elettrodo viene mosso circolarmente in modo da evitare che si accumuli troppo calore nella zona cutanea da trattare nella Tecarterapia Resistiva può anche essere tenuto fermo, in quanto il calore raggiunge zone più profonde senza accumularsi sulla cute.

Svolgimento di una seduta di Fisioterapia – Tecar

Una seduta di Tecarterapia si svolge in assoluta sicurezza per il paziente e il professionista: si attua in posizione di riposo, applicando una pressione dell’elettrodo attivo non eccessiva; in caso di esecuzione della modalità capacitiva si eseguono movimenti circolari avanzando di circa il 50% del diametro dell’elettrodo, in modo costane e completando una rotazione al secondo. Come detto in precedenza, in caso di Tecarterapia Resistiva l’elettrodo attivo può anche restare fermo: il risultato è la percezione di una temperatura confortevole per il tempo che il terapista considera adeguato ad ottenere il miglior risultato possibile, che varia da una manciata di minuti a 15-20 minuti.

L’efficacia del trattamento è correlata a due fattori:

  • La durata dell’applicazione
  • La potenza applicata.

Benefici Tecar – a cosa serve

A questo punto, due delle domande che dovremmo porci sono: la Tecar funziona? E: a cosa serve la TECAR? Ebbene, per rispondere dovremmo prima comprendere come funziona! Qui allora analizzeremo come la Tecar-terapia funziona, concentrandoci, tra i suoi svariati impieghi, nel dettagliarne i benefici principali legati alla naturale rigenerazione del corpo ed ai suoi meccanismi intrinseci di guarigione; per determinate frequenze (nello specifico, per frequenze che coincidono con 448 kHz) si evidenziano ancora altri effetti, in assenza di provocare il riscaldamento dei tessuti corporei.

In questo modo, i principali impieghi della Tecarterapia dipendono dalla frequenza dell’onda elettromagnetica:

  • Per frequenze che non comportano un riscaldamento dei tessuti biologici (448 kHz), si ottiene un effetto subtermico che massimizza la naturale propensione del corpo al ripristino del suo stato fisiologico.

Effetto subtermico della Tecar

Con il termine subtemico si intende un effetto biologico in cui l’energia applicata non è sufficiente per incrementare la temperatura; piuttosto si ottiene un risultato che prevede, tra gli altri, la stimolazione delle cellule:

  • staminali, avviando processi di rigenerazione dei tessuti e di guarigione delle lesioni;
  • della cartilagine, per il trattamento delle patologie articolari.

Le applicazioni subtermiche permettono di impiegare le radiofrequenze durante gli episodi acuti (anche in fase di infiammazione attiva), quando altre metodiche sono sconsigliate. La diatermia tramite radiofrequenza non ablativa a frequenze subtermiche propria della Tecar possiede quindi risposte bio-stimolanti.

  • Per frequenze delle onde elettromagnetiche che comportano un incremento modesto della temperatura, il principale effetto che si verifica è a carico della microcircolazione.
  • Per frequenze delle onde elettromagnetiche che comportano un innalzamento della temperatura locale apprezzabile, si verifica un effetto di iper-attivazione.

Indicazioni

Tra le principali indicazioni che possono essere associate al trattamento diatermico della radiofrequenza non ablativa si riconosce l’uso in ambito riabilitativo: ampissimo spazio viene dedicato alla Tecar per favorire il recupero delle ottimali condizioni muscolo-scheletriche. Ulteriore campo di impiego riguarda la preparazione atletica, il recupero post-gara e il trattamento di (micro-)lesioni acute e croniche connesse allo sport. La Tecarterapia ginocchio ad esempio è molto utile per tutti quei professionisti che in ambito sportivo subiscano traumi o lesioni in questa articolazione. Questa tecnologia però non è utile soltanto in caso di traumi ormai avvenuti o di patologie conclamate, ma anche per prevenire e intervenire in modo mirato prima che una lesione si trasformi in qualcosa di più grave; la Tecarterapia ginocchio infatti può essere utilizzata anche a scopo preventivo o per agire tempestivamente su edemi da affaticamento.

La Tecar è utilizzata in ambito riabilitativo ogni volta sia necessario determinare un aumento localizzato di temperatura nel corso di trattamenti fisioterapici rivolti a pazienti adulti. Ecco perché le parole Tecar – Fisioterapia (e ovviamente Fisioterapia – Tecar) sono spesso citate insieme per trattare manifestazioni patologiche solo all’apparenza senza un minimo denominatore comune: la Tecar cervicale, per esempio, è utilizzata per trattare lesioni, così come le principali sindromi dolorose e processi infiammatori di varia natura del distretto del collo. Stesso discorso vale per la Tecar lombare o applicata su qualsiasi altro distretto corporeo.

In linea di massima, le applicazioni della Tecar-terapia si riservano alle seguenti patologie:

  • Patologie muscolo-scheletriche (contratture, strappi e stiramenti muscolari, tendiniti, distorsioni, sinoviti e borsiti);
  • Affezioni dolorose delle articolazioni (artrosi e artriti);
  • Processi infiammatori delle estremità e della colonna vertebrale con sintomatologia dolorosa (cervicalgia, dorsalgia e lombalgia).

È estremamente importante che tutti i trattamenti, indipendentemente dal numero di sedute previste, siano prescritti dal medico di riferimento.

Principali applicazioni della Tecar fisioterapia

Fino a pochi anni fa, per intervenire sui tessuti profondi si dovevano utilizzare sorgenti di energia molto forti, che causavano importanti effetti collaterali. Oggi grazie alla Tecar si può intervenire sui tessuti più profondi utilizzando energia biocompatibile in grado di attivare i processi autoriparativi del nostro organismo, in modo non invasivo, rapido ed indolore. La Tecar è allora uno strumento molto prezioso nella cura di molte patologie del sistema muscolo-scheletrico:

  • Distorsioni
  • Lesioni tendinee
  • Tendiniti
  • Borsiti
  • Condropatia rotulea
  • Coxartrosi
  • Pubalgia cronica
  • Capsulite adesiva
  • Fascite plantare
  • Strappi muscolari
  • Epicondilite
  • Cervicalgia
  • Contusioni
  • Nel primo periodo post-operatorio di un intervento di artroprotesi

La Tecar, oltre ad avere un ruolo di primo piano nella cura delle patologie dell’apparato muscolo-scheletrico non chirurgiche e nella riabilitazione post-chirurgica, ha anche un ruolo fondamentale nella prevenzione degli infortuni. Ma l’effetto più sorprendente e più immediato della Tecarterapia è la netta diminuzione del dolore già dopo le prime sedute. Questa capacità la rende uno strumento di prima linea sia nel trattamento delle patologie non traumatiche, sia nella riabilitazione dopo un infortunio, permettendo di iniziare prima e senza dolenzia il trattamento riabilitativo, soprattutto in caso di patologie dei tessuti duri (ossa e cartilagini), a differenza dell’Ipertermia, che si applica per lo più ai tessuti molli.

Tecarterapia: quante sedute?

In dipendenza dal protocollo elaborato dallo Specialista e dalle necessità del paziente, sarà cura del Professionista indicare quante sedute sarà ottimale eseguire. In linea di massima, le condizioni croniche per solito necessitano di un maggior numero di sessioni rispetto a quelle acute; si inizia con 2-3 applicazioni per poi verificare, anche contestualmente alla sessione fisioterapica, il rapporto rischio-beneficio. In linea teorica non c’è un limite al numero di sessioni che possono essere erogate: questa caratteristica rende la Tecar un ottimo trattamento di mantenimento, la cui frequenza varia da un minimo di 1-2 sessioni a settimana ad 1-2 sessioni al giorno (eventualità non rara in caso di sportivi professionisti).

Principali Marche

La diatermia ed elettroterapia da contatto è oggi presente con diverse opzioni in base allo specifico macchinario di cui si avvale il fisioterapista, i cui prezzi possono raggiungere diverse migliaia di euro: alcuni macchinari sono disponibili su carrello oppure nella versione da tavolo, rendendo le opzioni estremamente versatili e non di rado proposte anche in caso di terapia domiciliare. Tra le principali non si possono non nominare INDIBA per evidenti ragioni storiche, ma anche Human Tecar: questi sono due tra i leader di settore che il personale debitamente formato mirerà ad avere nel suo parco macchinari. La Human Tecarterapia, in particolare, rappresenta una tecnologia all’avanguardia, ampiamente utilizzata nei centri di Fisioterapia e Riabilitazione. Si tratta infatti di una tecnologia brevettata che ha rappresentato davvero un punto di svolta nell’ambito delle terapie riabilitative.

La Human Tecarterapia, in particolare, rappresenta una tecnologia all’avanguardia, ampiamente utilizzata nei centri di Fisioterapia e Riabilitazione. Si tratta infatti di una tecnologia brevettata che ha rappresentato un reale punto di svolta nell’ambito delle terapie riabilitative. Dopo un suo primo utilizzo negli anni ’90 principalmente in ambito sportivo, la Human Tecarterapia si è poi diffusa anche in altri campi che esulavano al Medicina dello Sport. Così, la sua applicazione è oggi fortemente consigliata non ad atleti abbiano subito infortuni o abbiano bisogno di interventi di prevenzione ma anche a coloro che non siano sportivi professionisti ma manifestino la necessità di intervenire su patologie dovute ad eventi traumatici o problemi infiammatori.

Tecarterapia

Tecar controindicazioni

Come ogni strumento, è importante inquadrare la Tecar nel contesto in cui si utilizza: il bilancio tra effetti positivi e negativi sarà infatti dovuto non solo alle indicazioni per le quali si suggerisce di ricorrere alla terapia diatermica, ma anche al rischio più o meno elevato di effetti collaterali, così come alle controindicazioni di impiego.

Relativamente a quest’ultimo punto, generalmente si riserva la necessità di un consulto con lo specialista di riferimento per adoperare la Tecarterapia in caso di:

  • Impianto di pacemaker o alto dispositivo elettronico;
  • Gravidanza;
  • Impiego su pelle lesa, per esempio su ferite aperte o ustioni recenti. La raccomandazione generale usualmente accettata è di procedere sulla sola cute integra;
  • Tromboflebite;
  • Tumori in fase attiva; pur in assenza di connessioni chiare e accertate, è possibile che la Tecar favorisca il riprodursi delle cellule cancerose e la loro diffusione per via ematica e linfatica; resta oggetto di dibattito, nella comunità scientifica, se sia sufficiente, per rispettare il principio di precauzione, attendere cinque anni dalle manifestazioni tumorali, pur restando il cancro una patologia cronica spesso soggetta a riattivazione dopo svariati anni.

I cinque punti di cui sopra rappresentano controindicazioni per solito universalmente accettate all’impiego della Tecar. È bene, poi, per non incorrere in spiacevoli effetti collaterali, ricordare che:

  • Si consiglia di evitare il contatto con collegamenti a terra che potrebbero convogliare le correnti elettriche applicate in percorsi non funzionali o, peggio, dannosi per il paziente;
  • In caso di pazienti ipotesi (affetti da pressione arteriosa bassa) e trattati presso il distretto del collo, può verificarsi un abbassamento ulteriore della pressione con un conseguente peggioramento dopo Tecar-terapia. Per questo motivo si consiglia di procedere con l’applicazione solo dopo normalizzazione dei valori pressori;
  • Si consiglia di rimuovere oggetti di metallo (anelli, orecchini) ma anche protesi dentarie mobili prima di applicare la Tecar (in quest’ultimo caso secondo modalità resistiva).

A questo punto, elencate le principali controindicazioni della Tecarterapia, non resta che ricordare che dopo l’applicazione è possibile che si verifichi un temporaneo aumento dei disagi: questi effetti indesiderati possono anche dipendere dall’applicazione della crema conduttrice, una pomata impiegata per permettere una migliore erogazione dell’energia elettrica.

Tecar a domicilio

Nei paragrafi precedenti abbiamo avuto modo di trattare diversi aspetti della Tecar, sottolineando come costituisce il mezzo più avanzato per il trattamento della traumatologia patologica non chirurgica, accompagnando il paziente nel decorso post-chirurgico e costituendo un importante supporto per gli atleti di élite.

La sua applicazione a domicilio, sempre su prescrizione specialistica, deve essere obbligatoriamente eseguita da personale sanitario e per solito si riserva a tutti coloro che sono impossibilitati a raggiungere gli studi di fisioterapia della propria città: il servizio di fisioterapia domiciliare, infatti, può essere correlato di applicazione della Tecar, ragion per cui la Tecar-terapia può essere eseguita a casa.

Costo Tecarterapia: quanto costa una seduta di Tecar?

L’impiego della Tecarterapia è volto a lenire stati infiammatori acuti, ma anche lunghi e per certi versi eccesivi percorsi riabilitativi francamente evitabili. L’altra faccia della medaglia è rappresentata dal fatto che, trattandosi di un elettromedicale, può essere utilizzato solo da personale sanitario qualificato. È quindi molto importante valutare, all’interno del costo della Tecarterapia, non solo il prezzo del macchinario per Tecar, ma anche la tecnologia il cui razionale di impiego si basa sulla moderna evidenza medico-scientifica, ma anche la preparazione e il continuo aggiornamento dell’operatore che eroga la terapia.

Per questo motivo, nonostante il prezzo per applicazione possa anche superare 50 euro, la maggior parte degli assistiti reputa la spesa comunque vantaggiosa. Sarà però importante tenere in considerazione la possibilità di eseguire la Tecarterapia in funzione di:

  • La tecnologia dei macchinari: specialmente nell’ambito dell’assistenza sanitaria nosocomiale/eseguita presso centro fisioterapico, è fondamentale che il Centro di riferimento utilizzi strumentazioni all’avanguardia e che vegano sottoposte a manutenzione e cambiate periodicamente per garantire sempre il massimo delle performance;
  • Tempi di attesa: il fatto che la Tecar possa essere impiegata in acuto, a differenza di molti altri apparecchi elettromedicali, la rende una delle poche procedure in grado di agire precocemente sul deficit riscontrato all’esame clinico e sulla patologia in corso. Questa caratteristica è estremamente importante per inserire la Tecarterapia fin dai primi momenti riabilitativi.
  • Nonostante gli ampissimi benefici ascrivibili a questa metodica, occorre ricordare che da sola non è in grado di risolvere un fastidio o dolore. Occorre comunque integrarla in un percorso fisioterapico studiato da personale sanitario appositamente formato sulla patologia di interesse e quindi la Tecar è solo una delle eventuali voci di spesa.

Tecar prezzi e tecar detraibile

A questo punto interesserà affrontare un ultimo punto: la Tecar è detraibile? Le spese mediche che rientrano tra i costi che possono essere portati a detrazione del reddito imponibile comprendono le prestazioni che vengono offerte dai fisioterapisti. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito quanto segue:

Al riguardo, tenuto conto delle precisazioni fornite dal Ministero della salute, si ritiene che possano essere ammesse alla detrazione d’imposta di cui all’articolo 15, comma 1, lettera c), del TUIR le spese sostenute per le prestazioni sanitarie rese alla persona dalle figure professionali elencate nel decreto ministeriale 29 marzo 2001, anche senza una specifica prescrizione medica. Ai fini della detrazione, dal documento di certificazione del corrispettivo rilasciato dal professionista sanitario dovranno risultare la relativa figura professionale e la descrizione della prestazione sanitaria resa.

Le spese quindi riferibili alla prestazione erogata dal Fisioterapista non devono necessariamente essere accompagnate da prescrizione medica, ma è invece molto importante premurarsi di verificare che il professionista scelto sia correttamente iscritto all’albo di riferimento e che emetta regolare fattura.

Tecarterapia Roma

Nel contesto delle grandi città come Roma, Milano e Napoli, l’offerta della Tecarterapia è certamente più ampia di quella presente nei piccoli centri urbani. È quindi importante saper scegliere ed affidarsi a Specialisti di settore che siano innanzitutto abilitati nella gestione e nell’erogazione del trattamento, ma anche nel management di eventuali criticità. Come sempre, è buona norma diffidare da preventivi di trattamenti troppo alti o troppo bassi rispetto alla media del territorio, a meno che non siano motivati da scontistiche specifiche, oppure sottintendano servizi aggiuntivi o dalla comprovata efficacia.

Tuttavia, potrebbe non essere facile riconoscere il valore della singola prestazione Tecarteria. Roma, per esempio, offre a chi avesse necessità di ricorrere al calore terapeutico di valutare questo utilissimo strumento nel contesto di un percorso strutturato. Prevedendo l’erogazione di trattamenti e la fruizione di numerose prestazioni a seconda del contesto clinico specifico del paziente, la Tecarterapia si configura come un singolo elettromedicale all’interno di una seduta terapeutica. Il prezzo, in questo caso, è inteso non più a singola erogazione ma per l’esecuzione dell’intera seduta.

Questo è quanto previsto dalla rete sanitario-assistenziale all’avanguardia dei centri Top Physio, dove serietà e competenza accompagnano i pazienti romani durante l’intero processo fisioterapico, dalla gestione della pratica assicurativa alla scelta del miglior percorso di cura.

Bibliografia e sitografia

[1] De Sousa-De Sousa L, Tebar Sanchez C, Maté-Muñoz JL, Hernández-Lougedo J, Barba M, Lozano-Estevan MdC, Garnacho-Castaño MV, García-Fernández P. Application of Capacitive-Resistive Electric Transfer in Physiotherapeutic Clinical Practice and Sports. International Journal of Environmental Research and Public Health. 2021; 18(23):12446 https://doi.org/10.3390/ijerph182312446.

[2] Tecar TherapyTechnology, History, Uses, FAQs.

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