Storia ed evoluzione dell’Ortoplastica raccontate dal Dottor Bruno

Ultimo aggiornamento il 8 Agosto 2022
Storia dell'Ortoplastica-Chirurgia di precisione

L’Ortoplastica è quella disciplina chirurgica plurispecialistica in grado di agire su quadri ortopedici (ma non solo) molto complessi. Ce ne parla il Dottor Maurilio Bruno, Top Specialist per la Microchirurgia Ricostruttiva e Neuropatologia di interesse ortopedico presso il Centro Medico di Eccellenza FIFA c/o la Casa di Cura Villa Stuart di Roma – Top Physio Balduina.

L’Ortoplastica e la microchirurgia ricostruttiva

L’indispensabile collaborazione tra Chirurghi ultra-specialisti rappresenta il fulcro dell’Ortoplastica, la chirurgia che coniuga competenze in tema di ortopedia e traumatologia, chirurgia plastica ricostruttiva e padronanza delle tecniche microchirurgiche.

Le metodiche che ancora oggi sono impiegate hanno radici profonde: alcune, come gli interventi di chirurgia microvascolare, sono state eseguite nel primo Novecento, agli albori della chirurgia moderna. I continui passi avanti dati dall’applicazione delle tecnologie che si sono avvicendate nel teatro chirurgico hanno rivoluzionato la prognosi operatoria: con l’impiego del microscopio operatorio (Jacobson e Suarez, 1960) e delle strumentazioni microchirurgiche, la chirurgia microvascolare è riuscita ad eseguire operazioni estremamente complesse (Tamai, 1968).

Questo filone specialistico ha corso parallelamente alla fruttuosa collaborazione tra Chirurgia ortopedica e Chirurgia plastica, antefatto della vera Ortoplastica (Levinnel, 1993).

Questi tre filoni, Chirurgia plastica e ortopedica (Ortoplastica) e Chirurgia microvascolare, sono sublimati con l’avvento della Microchirurgia ricostruttiva, superando i numerosi ostacoli che ne hanno costellato il cammino, come quello rappresentato dalla chirurgia dei plessi nervosi periferici.

La sfida del plesso brachiale

Il trattamento chirurgico delle lesioni del plesso brachiale è solo da poco un’impresa perseguibile: i primi tentativi, infruttuosi, di riparazione chirurgica furono intrapresi nella prima metà del XIX secolo per poi essere abbandonati a causa dei risultati miseri e delle severe complicanze. Dopo la parentesi della Scuola Europea (Bonola, anni ‘30; Seddon, Seconda Guerra Mondiale) si giunse al triste consensus accademico, nel 1966, da parte della SICOT (Società Internazionale di Chirurgia Ortopedica e Traumatologica) di non trattare queste lesioni.

Con l’avvento della microscopia operatoria si è riaperta la partita: sulla scia della Chirurgia italiana di Morelli e Brunelli, il francese Christophe Oberlin ha attuato una vera e propria rivoluzione copernicana che permette, oggi, l’esecuzione delle moderne tecniche operatorie su cui si è fondata l’evoluzione nella chirurgia del plesso brachiale.

L’Ortoplastica oggi: l’intervento in emergenza, urgenza e in elezione

La chirurgia Ortoplastica può essere eseguita in:

  • emergenza/urgenza, ovvero in acuzie, nella necessità di risolvere la perdita di tessuti scheletrici e di tessuti molli quali il mantello cutaneo, muscoli e tendini;
  • urgenza differibile/elezione, ovvero a quadro clinico stabile nella necessità di ricostruire i tessuti dopo eventi morbosi cronicizzati, per gestire:
    • la perdita di sostanza scheletrica e di tessuti molli dopo demolizione oncologica;
    • la perdita di sostanza scheletrica dopo asportazione di focolai e sequestri osteomielitici;
    • la lesione dei nervi periferici e del plesso brachiale;
    • il recupero degli arti altrimenti destinati all’amputazione;
    • la bonifica delle infezioni ossee croniche profonde;
    • le tecniche di trasposizione funzionale dei muscoli;
    • il trattamento del dolore cronico neuropatico (chirurgia del dolore).

Il ruolo dell’équipe nell’Ortoplastica

Per concludere, l’Ortoplastica è una materia estremamente complessa nata per affrontare situazioni specialistiche legate all’urgenza traumatologica e divenuta, con il tempo, sempre più appannaggio della chirurgia di ricostruzione in elezione. Il Professor Bruno specifica che si tratta comunque di un lavoro di squadra, in cui l’ultra-specialista si mette al servizio dell’équipe: le sue peculiarità hanno bisogno di essere conglomerate in una vera e propria strategia operativa grazie a professionisti e strutture dedicate.

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