La riparazione artroscopica della caviglia

Ultimo aggiornamento il 30 Gennaio 2024
artroscopia caviglia

Il gold standard nel trattamento delle lesioni legamentose

del dott. Fabrizio Forconi, Ortopedico e Traumatologo specializzato in diagnosi e chirurgia della caviglia presso la Casa di Cura Villa Stuart, Centro Medico di Eccellenza FIFA & FIMS

In Italia si stimano circa 5.000 casi di distorsioni di caviglia al giorno. In un quarto dei casi circa, la lesione del complesso legamentoso esterno provoca un’instabilità cronica di caviglia. I sintomi caratteristici dei pazienti affetti sono il dolore nella zona del malleolo esterno e una sensazione soggettiva di caviglia “allentata”. Inoltre, 2 persone su 3 affette da instabilità di caviglia non ricordano traumi passati. Questo rende la popolazione dei pazienti estremamente vasta ed eterogenea. Sorprendentemente, nonostante l’ampia diffusione, questa patologia tende ad essere sottovalutata e poco curata anche dai professionisti sanitari.

È quindi fondamentale rivolgersi ad un team di figure specializzate e dedicate nei diversi ambiti del trattamento della caviglia instabile, in particolare la figura del radiologo, del fisiatra, del fisioterapista e dell’ortopedico. Negli ultimi anni, infatti, c’è stata un’evoluzione delle conoscenze anatomiche e delle tecniche di valutazione biomeccanica per diagnosticare i vari tipi di lesioni legamentose, comprese quelle più subdole.

I trattamenti riabilitativi sono stati perfezionati con percorsi specifici e contemporaneamente sono stati sviluppati nuovi interventi chirurgici meno invasivi di riparazione legamentosa. Molti tra i più recenti studi inerenti il trattamento della patologia legamentosa della caviglia definiscono la riparazione artroscopica come il presente e il futuro Gold Standard. Questa tecnica si fonda su solide basi scientifiche con risultati superiori agli interventi tradizionali e con ovvi vantaggi legati alla minore invasività.

Prima di qualsiasi riparazione chirurgica dei legamenti della caviglia risulta comunque necessario eseguire un tempo artroscopico iniziale. Questo per diagnosticare ed eventualmente trattare l’altissima incidenza di lesioni intra-articolari associate all’instabilità cronica (presenti dal 60% al 90% dei casi) quali:

  • l’impingement osseo o fibroso;
  • le lesioni della cartilagine;
  • i corpi liberi articolari.

Tutte queste sono lesioni che, se non affrontate contestualmente alla riparazione legamentosa, sono responsabili di fastidi e strascichi dolorosi. La tecnica di riparazione artroscopica prevede, in un solo tempo chirurgico, lo studio diagnostico intra-articolare completo, il trattamento delle eventuali lesioni associate e la riparazione anatomica dei legamenti lesionati. Con questa metodica, inoltre, si possono trattare anche i casi di “microinstabilità” spesso non diagnosticati e quindi non curati prima dell’avvento delle tecniche artroscopiche.

Si tratta di quei pazienti che, seppur con esami diagnostici e clinici negativi per lesioni legamentose, presentano un dolore persistente al lato esterno della caviglia e una sensazione soggettiva di instabilità. Questi pazienti con sintomi torbidi spesso nascondono una lesione parziale molto piccola del legamento peroneo astragalico anteriore, ovvero del suo fascio superiore intra-articolare, non visibile con altri esami se non con l’ausilio dell’artroscopia. I risultati della validità della riparazione sono stati posti a confronto con le tecniche tradizionali in studi svolti su ampi numeri di pazienti operati ed è stata confermata la validità della tecnica artroscopica con un netto vantaggio in termini di:

  • minor rischio di complicanze;
  • minore dolore post-operatorio;
  • un recupero funzionale più rapido soprattutto rispetto al rientro sportivo.


Nei centri Top Physio Clinics Roma e presso la Casa di Cura Villa Stuart Sport Clinics, i pazienti che rispondono a
queste premesse sono coinvolti in un percorso dedicato e condiviso tra i diversi super-specialisti per:

  • una valutazione clinica iniziale;
  • un percorso diagnostico strumentale;
  • una valutazione in laboratorio di biomeccanica per definire l’instabilità funzionale con test e scale di valutazione dedicate;
  • un trattamento riabilitativo iniziale con monitoraggio del miglioramento clinico, sempre attraverso la valutazione biomeccanica;
  • una valutazione ortopedica al termine ed eventuale indicazione all’intervento artroscopico in caso di scarsa soddisfazione o inadeguato recupero della stabilità dopo la fase riabilitativa;
  • una riabilitazione post-chirurgica e preparazione al rientro sportivo.

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