Pseudoartrosi: cause e sintomi della patologia

Ultimo aggiornamento il 12 Settembre 2022
Pseudoartrosi

L’Ing. Matteo Mancini ci parla di pseudoartrosi. Questa patologia rappresenta il mancato consolidamento di una frattura dopo almeno 6 mesi dal trauma e si caratterizza per la presenza di tessuto fibrocartilagineo (e non tessuto osseo maturo) nella regione interframmentaria. Si tratta di un problema che può insorgere a seguito di fratture soprattutto diafisarie, che sarebbe meglio non trascurare. Ecco perché è bene parlarne con l’Ortopedico.

La percentuale di fratture che va incontro a questo ritardo di consolidamento è compresa tra il 2% e il 7%: l’incidenza di pseudoartrosi è maggiore nelle fratture che coinvolgono la parte centrale delle ossa lunghe, con una casistica superiore per quanto riguarda le fratture esposte di tibia, una delle due ossa lunghe della gamba. Ad oggi la causa della pseudoartrosi non è ancora chiara. Si è certi che l’osso non guarisce ed evolve in pseudoartrosi quando manca di stabilità sufficiente o il flusso di sangue è ridotto, situazioni che a volte possono coesistere. Appare quindi evidente che molteplici fattori sistemici o locali possano influenzare il processo di consolidamento della frattura, sia al momento del trauma che durante la guarigione.

Tra i fattori sistemici ricordiamo:

  • età,
  • stato nutrizionale,
  • malattie metaboliche,
  • terapia, specie se di lunga durata ed ad alto dosaggio, con corticosteroidi,
  • malattie del metabolismo osseo,
  • tumori,
  • uso di farmaci antineoplastici.

Tra i fattori locali vi sono:

  • apporto ematico inadeguato per difetti di vascolarizzazione distrettuale,
  • sede della frattura,
  • riduzione non adeguata dei monconi ossei,
  • immobilizzazione oltre-ragione,
  • lesioni dei tessuti molli circostanti l’area di frattura,
  • infezione del distretto.

La comparsa di dolore a distanza di mesi dalla frattura, dopo una fase di benessere a seguito del trattamento, può essere indice dell’instaurarsi di una pseudoartrosi. Il Medico specialista in Ortopedico, con attento esame clinico e con indagini specifiche di tipo ematico e radiologico (Rx, TC e RMN) può valutare l’avanzamento della guarigione o l’eventuale mancato consolidamento della frattura.

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