Piede piatto flessibile: in cosa consiste e come correggerlo

Ultimo aggiornamento il 23 Novembre 2022
piede piatto flessibile intervista

Intervista al Professor Vito Pavone, Top Specialist in ortopedia pediatrica

Professore ci spiega in parole semplici cos’è il piede piatto flessibile?

Il piede piatto flessibile è un’alterazione dell’appoggio plantare causata dalla riduzione o dall’assenza della volta mediale. Fino ai cinque anni del bambino, questa condizione è del tutto normale e costituisce una specifica fase dello sviluppo del piede del piccolo.

Qual è la causa del piede piatto?

L’eziologia continua ad essere dibattuta anche se vi sono diversi fattori predisponenti: la lassità articolare, il sesso maschile e il sovrappeso.

Quando il piede piatto è definito flessibile?

Il piede piatto è definito flessibile quando sia l’arco mediale che l’allineamento del tallone sono ristabiliti facendo dorsiflettere il primo dito del piede o facendo mettere sulle punte il paziente.

Quali tipi di trattamento esistono per il piede piatto?

 Esistono diverse opzioni terapeutiche che vanno da approcci maggiormente conservativi, come l’utilizzo di ortesi plantari ed esercizi di stretching, fino a trattamenti chirurgici che hanno l’obiettivo di ricreare il fisiologico arco plantare.

In che cosa consiste l’intervento chirurgico per la correzione del piede piatto?

Per la correzione del piede piatto flessibile l’approccio chirurgico più utilizzato è l’artrorisi. Esistono quindi due tipi di tecniche: le endoseno-tarsiche e le eso-seno-tarsiche (anche dette calcaneo-stop). Nel caso delle artrorisi endo-seno-tarsiche, la tecnica prevede l’introduzione di una vite all’interno del seno del tarso con l’obiettivo di limitare la rotazione dell’astragalo e del calcagno, agevolando il corretto allineamento del retropiede e la formazione della volta. Nel caso delle artrorisi eso-seno-tarsiche, l’impianto del device avviene direttamente sul pavimento del tarso. La vite induce uno stop meccanico nell’articolazione sottoastragalica e riduce la adduzione dell’astragalo e il valgismo del calcagno. Entrambe le tecniche necessitano di una incisione di soli 2 cm a cavallo del seno del tarso.

Entro quale età devono essere eseguiti questi interventi chirurgici?

Non prima del raggiungimento dello sviluppo fisiologico del piede (10 anni) e non oltre i 13 anni perché sfruttano l’azione propriocettiva dei tendini e dei muscoli per indurre la correzione della deformità.

É necessaria la rimozione di questa vite?

Nell’approccio endo-seno-tarsico con vite non riassorbibile la vite viene rimossa a fine accrescimento del piede (16- 17 anni). Alcuni colleghi rimuovono la vite anche dopo un anno dalla sua introduzione. Nel caso si scelga invece una vite riassorbibile essa non ha la necessità di essere rimossa.

Nell’approccio eso-seno-tarsico la vite viene rimossa dopo circa tre anni.

Come si articola la fase post-operatoria? Quali sono i tempi di recupero?

Non ci sono tempi di degenza perché l’intervento è eseguito in regime di day hospital. Alla dimissione viene effettuata una medicazione con bendaggio elastico e al paziente viene chiesto di deambulare con appoggio sfiorante per sette giorni con ausilio di due bastoni canadesi. Il carico totale viene concesso dopo quindici giorni dall’intervento, in concomitanza con la rimozione dei punti di sutura. Il nuoto è concesso dopo la sola rimozione dei punti di sutura, la corsa dopo due mesi e gli sport da contatto dopo tre mesi.

Il piede piatto rappresenta sicuramente una preoccupazione per molti genitori. Quanto è importante affidarsi ad uno specialista in ortopedia pediatrica?

É molto importante affidarsi ad un ortopedico pediatrico o ad uno specialista della chirurgia del piede sia per una corretta diagnosi, sia per un’opportuna scelta di trattamento.

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