Motilità del braccio nello spazio

Ultimo aggiornamento il 20 Febbraio 2023
Motilità del braccio nei tre piani dello spazio

Il complesso di strutture anatomiche che costituisce l’articolazione della spalla consente la grande motilità del braccio e l’atteggiamento della mano nello spazio. Grazie alla particolare anatomia del distretto corporeo, infatti, le escursioni del braccio sono più ampie rispetto a quelle concesse agli altri segmenti anatomici.

La motilità del braccio consente di effettuare movimenti di:

  • flessione ed estensione, come quelli compiuti durante una passeggiata accompagnando il passo della gamba opposta;
  • abduzione (abduzione vera) e adduzione (adduzione vera), che si verificano sollevando il braccio lateralmente e riavvicinandolo all’asse mediano del corpo, rispettivamente;
  • rotazione verso l’esterno (extra-rotazione) e verso l’interno (intra-rotazione) del braccio, come per spostare lateralmente e medialmente un vassoio a gomito flesso;
  • la circonduzione.

Questi ampi movimenti sono dovuti alla peculiare anatomia dell’articolazione della spalla e vengono compromessi in caso di patologia cronica o acuta del distretto anatomico, esiti di lussazioni o sublussazioni, ma anche di interventi chirurgici classici di stabilizzazione che privilegiano il ripristino dei rapporti scapolo-omerale sacrificando in parte la motilità.

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