Mondo del calcio e riabilitazione in acqua: un approccio integrato

Ultimo aggiornamento il 3 Novembre 2022
Idrokinesiterapia

Idrokinesiterapia tra esercizi e sorrisi

Intervista del Dott. Giuseppe Pallotta a Simona Valente, fisioterapista di Top Physio

Simona Valente fisioterapista 
Top Physio - Villa Stuart
Simona Valente fisioterapista
Top Physio – Villa Stuart

Simona Valente, 14 anni accanto ai pazienti in acqua con Top Physio, come è cambiato il mondo dell’idrokinesiterapia in questo tempo?

In questi anni le innovazioni in ambito chirurgico e l’evoluzione degli esercizi in acqua hanno portato ad una riduzione dei tempi di recupero. Il più grande cambiamento si è visto, però, nella nostra organizzazione. In tutti questi anni, infatti, siamo riusciti a creare una sinergia perfetta tra tutti i reparti: medici, fisioterapisti e preparatori atletici. L’orientamento integrato e specifico di assistenza ai pazienti ci ha permesso di offrire un percorso riabilitativo a 360° unico nel suo genere.

A Villa Stuart hai assistito moltissimi sportivi, c’è qualcuno che porti nel cuore e perché?

Ne porto tanti nel cuore, ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa. Per uno sportivo farsi male vuol dire stravolgere la propria vita, vivendo nella paura di non tornare ai propri livelli. Nonostante questo timore, è incredibile l’affetto che si genera nei nostri riguardi. Il piccolo gesto di congedarsi con noi regalandoci la propria maglietta autografata, seppur possa sembrare banale, è qualcosa sempre emozionante, una manifestazione del forte legame che si viene a creare.

La riabilitazione in acqua di un professionista: quali sono le peculiarità della gestione di un atleta, in particolare per l’intervento di crociato?

Rispetto ad un paziente normale, il professionista segue un protocollo accelerato, che prevede nella stessa giornata il lavoro di fisioterapia in palestra ed in acqua. Rispetto a un paziente che fa 3/5 sedute settimanali, il professionista esegue doppie sedute dal lunedì al sabato e una seduta la domenica mattina. Chi si opera al crociato entra in acqua appena la cicatrice si è chiusa. Grazie all’acqua l’atleta riesce a rifare movimenti che fuori sarebbero impossibili, come il salto e la corsa. Spesso abbiniamo anche degli esercizi tecnici specifici come lo skip con colpo di testa. Questi gesti, che ricordano quelli svolti abitualmente in campo, sono uno strumento importantissimo a livello psicologico per il recupero degli atleti.

In passato hai assistito diversi calciatori come l’olandese Depay e il portiere Cragno, cosa puoi dirci di loro?

Entrambi si sono rivelati dei professionisti esemplari, ma anche dei ragazzi molto amichevoli e socievoli. Sempre seri e concentrati duramente durante gli esercizi, ma pronti a ridere e scherzare con tutti. Un episodio che mi ha fatto sorridere è quando mi sono trovata Depay con tutti gli altri pazienti a cantare in acqua “Simona La La La La” come in un coro da stadio.

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