Il Futuro Oggi

Ultimo aggiornamento il 26 Aprile 2023
Raimondo Astarita

Messaggio dal Direttore della Comunicazione di Top Physio Quality Network

RAIMONDO ASTARITA – DIRETTORE DELLA COMUNICAZIONE DI TOP PHYSIO QUALITY NETWORK

È diventato complicato fare programmi per il futuro. Il Covid- 19 e la guerra ci hanno insegnato a vivere più alla giornata, interpretando con maggiore intensità il nostro presente.
Da un lato è un bene perché si riesce ad apprezzare meglio ciò che si fa, dall’altro però questo nuovo modo di pensare non ci è del tutto congeniale in quanto l’abitudine porta sempre a orientarsi verso il passo successivo senza completare quello precedente.


È difficile oggi investire in progetti a lungo termine. Le decisioni importanti da prendere nel lavoro e nel privato non si rimandano: si rischia di più ma si accelera una scelta. I dati indicano il rapido aumento di separazioni e divorzi e, anche nei settori più disparati del business, le aziende considerate fino a poco tempo fa intoccabili vengono cedute e accordi impensabili vengono stipulati. In questo scenario sociale, chi ha un lavoro stabile deve reinventarsi. Chi ha una responsabilità verso gli altri deve cambiare marcia.

Il cittadino ha bisogno di risposte nei tempi giusti. Sente di non avere più tempo per aspettare, ha fretta di risolvere problemi trascinati. Questo vale nel pubblico come nel privato dove a manager qualificati viene sempre più richiesta concretezza nelle scelte e nei risultati piuttosto che una buona immagine.
Avere una specializzazione oggi è vincente, scardina velocemente le diffidenze di chi deve affidare un progetto.
Il giovane tuttologo fatica a trovare spazi e, nel caso riuscisse effettivamente ad occuparli, saranno comunque di retroguardia. Chi invece ha approfondito una tematica suscita un’attenzione diversa e viene il più delle volte favorito. Sono nati lavori nuovi in vari campi che consentono anche negli studi di cercare altro rispetto agli indirizzi tradizionali.
Largo spazio a chi ha inventato un’app capace di sostenere i nostri tesori principali: il turismo e l’accoglienza.


L’offerta deve privilegiare la qualità, da non ricercare necessariamente nel lusso. Gli esperti di marketing nel campo alimentare creano, grazie alla ricerca, prodotti con pochi ingredienti, concentrandosi sul concetto di “più sano e più digeribile” e moltiplicando su questo obiettivo gli investimenti pubblicitari.
Il sistema bancario stenta a vincere la guerra con la propria burocrazia: troppe carte e firme, mentre il mondo assicurativo lancia nuove proposte adeguandosi velocemente alla realtà dei tempi e investendo molto sulla formazione del personale.


Chi è rimasta indietro è la sanità. Poteva rilanciarsi uscendo più forte e strutturata dal dramma della pandemia ma ad oggi ancora non lo ha fatto. Continua a non migliorare, nonostante debba essere il punto di inizio di tutto, il rapporto medico-paziente. Nel pubblico risulta quasi inesistente, con eccellenze positive in rari casi, nel privato è ancora molto deludente.
Manca un’alleanza terapeutica tra paziente e professionista sanitario, che non instaura un rapporto di fiducia con l’assistito. Il medico non riesce ad essere comunicativo, raramente è rassicurante. Basterebbe dedicare il giusto tempo per spiegare una diagnosi ed essere chiari sui tempi di recupero di un post-operatorio per stabilire un rapporto umano e di fiducia con il paziente.


Il nostro Paese ha bisogno di formazione. Non esiste un settore in cui poter essere superficiali o approssimativi, specialmente quello sanitario. Gli investimenti europei che verranno saranno unici e irripetibili. Voglio sperare che lo sappia bene chi dovrà dare le priorità sul modo in cui utilizzarli. Questo periodo di “grandi cambiamenti”, non dobbiamo viverlo come spettatori rassegnati, ma portando avanti la nostra esperienza e il nostro ottimismo.

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