Mal di schiena e idrokinesi: i benefici del trattamento in acqua

Ultimo aggiornamento il 4 Ottobre 2023
mal di schiena e idrokinesi

DOTT.SSA SIMONA VALENTE – Fisioterapista e Idrokinesiterapista. Docente del Master in Fisioterapia dello Sport di Top Physio Academy

La lombosciatalgia è il primo motivo di consulto negli studi di fisioterapia e osteopatia. È ormai accertato il beneficio dell’accostamento al trattamento conservativo classico con quello realizzato nelle vasche di idrokinesiterapia, specialmente nella fase acuta. L’ambiente terapeutico acquatico consente infatti di beneficiare di alcuni vantaggi:
temperatura tra i 32/34°: favorisce una riduzione del tono miofasciale, vasodilatazione, miglioramento degli scambi metabolici tissutali e riduzione del dolore;
spinta idrostatica e galleggiamento: consente uno scarico complessivo delle articolazioni in sofferenza e conseguentemente il ripristino degli schemi fisiologici di movimento già nella fase di algia acuta;
pressione idrostatica: favorisce la riduzione del ristagno venoso e linfatico degli arti inferiori (spesso concomitante ai quadri di lombalgia) e migliora la percezione del corpo e del suo movimento (propriocezione).
Per un trattamento di idrokinesi è sempre necessario effettuare una precisa valutazione che consenta di definire le cause e tutti gli schemi patologici responsabili della manifestazione dolorosa dello specifico paziente.


Fondamentale è, per l’inquadramento del paziente, distinguere la forma specifica da quella aspecifica a seconda della causa alla base della sintomatologia, oppure definire la forma acuta rispetto alla subacuta o cronica. Durante la seduta, il terapista può eventualmente servirsi di dispositivi di galleggiamento (cinture, tubi, posa testa) o supporti di resistenza (galleggianti, pinne, palette).
Considerato l’inequivocabile potenziale fisiologico dell’ambiente acquatico, anche il trattamento osteopatico può trovare un’utile applicazione all’interno delle vasche riabilitative. Infatti, lo scivolamento del corpo in acqua favorisce un aumento della circolazione di tutti i fluidi, tra cui sangue arterioso e venoso, linfa e liquor cefalorachidiano oggetto della valutazione e trattamento della disciplina cranio sacrale osteopatica. La riduzione dell’effetto gravitario, inoltre, consente un migliore trattamento della disfunzione osteopatica, definita come restrizione della mobilità ai danni del sistema somatico comprensivo dell’apparato muscolo-scheletrico, del sistema circolatorio, nervoso e viscerale.
É frequente riconoscere quadri di lombalgia direttamente o meno correlati al sistema viscerale intestinale o genitale. La correlazione tra i due sistemi trova giustificazioni nei potenti collegamenti fasciali sospensori dei visceri con la colonna lombo-sacrale ma anche nell’espressione del riflesso nervoso viscerosomatico che correla la potenziale disfunzione viscerale al metamero vertebrale corrispondente.
In questo senso, dunque, il lavoro manuale dell’osteopata sulla disfunzione può essere declinato all’interno della seduta di idrokinesiterapia del paziente lombalgico permettendo di fatto, grazie a tale integrazione, una più efficace presa in carico ed un migliore recupero a medio e lungo termine.

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