Macchinari per magnetoterapia: come funzionano

Ultimo aggiornamento il 15 Marzo 2023
Macchinari per Magnetoterapia, come funzionano e principi fisici

I Macchinari per magnetoterapia oggi in commercio rappresentano degli elettromedicali estremamente interessanti la cui versatilità si presta anche ad un impiego a domicilio. In questo articolo analizzeremo quali sono gli effetti della Magnetoterapia sui tessuti biologici, la modalità d’uso di una macchina per magnetoterapia e come si svolge un trattamento con questo strumento.

La Magnetoterapia rappresenta una terapia fisica non invasiva basata sull’applicazione di campi magnetici pulsati a bassa frequenza e bassa intensità, che interagiscono con processi biologici essenziali. I campi magnetici con queste caratteristiche, anche chiamati PEMFs (dall’acronimo inglese di Pulsed Electro-Magnetic Fields), sono prodotti artificialmente dai Macchinari per magnetoterapia con lo scopo di ottenere diversi effetti terapeutici, dalla riduzione del dolore alla guarigione ossea. Questi risultati rappresentano la conseguenza della ripolarizzazione delle membrane cellulari.

La Magnetoterapia è erogata attraverso apparecchi pratici e sicuri: basta effettuare on line una ricerca generica – come “Magnetoterapia apparecchio” oppure “Macchine magnetoterapia” o “Macchinari per magnetoterapia”, o ancora, “Magnetoterapia apparecchiature” – per prendere confidenza con l’ampia offerta disponibile non solo per gli Specialisti, ma anche per i pazienti che vogliano noleggiare comodamente questo elettromedicale.

Grazie agli impulsi elettromagnetici, il tessuto scheletrico – tra tutti – sarà in grado di velocizzare i normali processi di guarigione, incoraggiando la riparazione delle fratture.

Come funziona un apparecchio per Magnetoterapia?

Il macchinario che eroga la Magnetoterapia può essere composto da tre diversi tipi di strutture:

  • avvolgimenti elettrici (chiamati solenoidi) che, rivestiti da materiale apposito, permettono di inserire (come un manicotto) la sede da trattare all’interno del sistema di generazione dei campi elettromagnetici. Di solito questo tipo di macchinari è impiegato per il trattamento degli arti o del dorso;
  • Due bobine magnetiche che possono essere applicate sui lati opposti di un arto, determinando le condizioni idonee per generare un campo elettromagnetico omogeneo;
  • Un materassino piano è talvolta usato per il noleggio nell’abitazione del paziente, magari sotto supervisione di un Fisioterapista accreditato che si occupa di supervisionare un percorso di riabilitazione a casa; in alternativa, uno strumento simile può essere noleggiato da uno dei servizi di affitto di elettromedicali distribuiti sul territorio nazionale.

Gli effetti biologici della magnetoterapia dipendono in larga parte dal macchinario impiegato per l’erogazione dei PEMFs.

Più in dettaglio: gli effetti della magnetoterapia

L’impiego della tecnologia in grado di generare e controllare l’erogazione delle onde elettromagnetiche ha comportato una spinta molto forte nello sviluppo di apparecchiature sempre più complesse. Gli stimolatori di crescita ossea che utilizzano campi elettromagnetici pulsati (PEMFs) hanno ormai quarant’anni di applicazione e possiedono effetti biologici che favoriscono la guarigione.

Questi risultati dipendono da due diverse caratteristiche della Magnetoterapia, ben individuate da studi in vitro e dai dati sperimentali ottenuti durante il trattamento degli organi dotati di una importante concentrazione di un particolare tessuto, il connettivo denso, come le ossa:

  • un’azione magneto-elettrica, che consiste nella capacità dei campi magnetici di attivare lo spostamento delle cariche elettriche naturalmente presenti nei tessuti corporei e nei vasi sanguigni. Questo spostamento induce la formazione di micro-correnti locali (che non vengono percepite dal paziente e non comportano alcun danno), le quali rivestono peculiare importanza perché favoriscono un ambiente ottimale per il metabolismo e per l’utilizzo dell’ossigeno, nonché il ripristino della salute delle membrane alterate dal processo patologico;
  • un’azione magneto-meccanica, che consiste nella capacità propria dei campi magnetici di modificare l’orientamento degli elementi cellulari (agendo sull’allineamento delle cariche elettriche e degli organuli presenti all’interno delle cellule, stimolando il metabolismo tramite una più efficiente ossidazione dei substrati energetici).

Attraverso le loro azioni biologiche, gli impulsi magnetici erogati dalla macchinetta per magnetoterapia influenzeranno le attività degli enzimi e dei complessi formati da più molecole, la diffusione attraverso le membrane dei soluti a cui sono selettivamente permeabili e la velocità di spostamento dei liquidi biologici nei vasi e negli spazi virtuali che si trovano tra cellula e cellula.

La risposta biologica all’applicazione dell’apparecchio per magnetoterapia

Quanto detto è solo apparentemente complesso. Per comprenderlo al meglio è bene tenere a mente che i campi magnetici inducono cambiamenti sostanziali nelle membrane biologiche, negli acidi nucleici che formano il materiale genetico della cellula, negli enzimi e nelle varie altre proteine. O, almeno, questo è quanto si pensa avvenga.

Questa reticenza non deve essere interpretata come un controsenso, ma come un caposaldo del dibattito scientifico: se è vero che numerosi studi popolano la letteratura a nostra disposizione circa l’impiego della magnetoterapia, è anche vero che gli esatti meccanismi grazie ai quali viene stimolata la guarigione dei tessuti nell’organismo umano sono ancora sotto indagine. Si ritiene, infatti, che l’applicazione di specifici campi magnetici incoraggi la mineralizzazione ossea e l’angiogenesi (formazione di nuovi vasi sanguigni), aumenti la sintesi del DNA ed induca modifiche nel contenuto di calcio degli osteoblasti (cellule che formano tessuto osseo).

L’analisi emodinamica, della circolazione dei vasi di minor diametro, dei fenomeni che avvengono presso il microcircolo (trans-capillari) e dei cambianti nelle caratteristiche degli elementi corpuscolati del sangue ha permesso di guadagnare punti di vista interessanti. Tutte le dinamiche sopramenzionate, infatti, parrebbero essere influenzate dall’applicazione dei PEMFs e questa azione è ancora più mancata nel momento in cui si applicano gli impulsi della Magnetoterapia presso la sede di una lesione: l’esperienza clinica, così come i numerosi studi compiuti su animali e in vitro, suggerisce che i tessuti lesionati siano fortemente sensibili ai campi magnetici.

Se, per esempio, un osso è sede di frattura, i tessuti limitrofi che sono raggiunti dalla medesima dose di elettromagnetismo rispetto al sito di lesione sviluppano una risposta minore rispetto all’organo leso. In altre parole, è come se il campo magnetico risultasse maggiormente efficace nel generare effetti biologici quando l’organo è lontano da una condizione di equilibrio fisiologico. Questo tipo di risposta, a volte indicata come “effetto pendolo”, suggerisce che più ci si allontana da una condizione di equilibrio, maggiore sarà la risposta evocata dalla Magnetoterapia.

Macchinari per Magnetoterapia

Modalità d’uso dei Macchinari per Magnetoterapia

Dopo che il Medico di riferimento (molte volte il Fisiatra o l’Ortopedico di fiducia), tramite una visita accurata eventualmente affiancata da una valutazione fisioterapica effettuata da un Fisioterapista iscritto all’Ordine di competenza, si sia premurato del fatto che il paziente non abbia controindicazioni all’applicazione della magnetoterapia, è bene rispettare un protocollo riabilitativo che monitori al meglio il percorso del paziente.

Sarà fondamentale preparare correttamente la parte che deve essere sottoposta a trattamento e spogliarsi di tutti gli oggetti metallici. Non è necessario, invece, scoprire la zona da trattare: il vestiario non compromette la terapia a patto che non alteri la normale circolazione e che non contenga inserti magnetizzabili come cinghie e bottoni metallici! Dopotutto, uno dei punti di forza della magnetoterapia è quello di essere proposto a pazienti che indossano gessi, docce e fasciature medicate o tutori che non presentino rinforzi o perni che possono interferire con le onde elettromagnetiche: lo svolgimento di una seduta di Magnetoterapia avviene in totale sicurezza ed efficacia indossando un vestiario comodo, senza ricorrere ad altro tipo di preparazione.

Magnetoterapia: bassa frequenza o alta frequenza?

La Magnetoterapia non è solo proposta per migliorare e favorire la salute ossea, ma anche per trattare altre patologie a volte sottovalutate. A differenti intensità di erogazione dell’impulso magnetico corrispondono effetti biologici diversificati, come segue:

  • Le patologie a notevole coinvolgimento psicosomatico possono essere trattate con intensità degli impulsi magnetici < 10 G;
  • L’intensità consigliata per ottimizzare le risposte vascolari è 40 G; questi valori sono necessari anche per determinare un buon rilassamento muscolare, contrapponendosi ad eventuali contratture involontarie che si attivano in risposta al dolore (contrazione antalgica);
  • Oltre i 50 G di intensità, invece, si ottengono effetti antinfiammatori (antiflogistici e antiedemigeni) e biostimolanti, comportando una vera e propria attivazione metabolica (reazione trofica e mio-energetica).

La magnetoterapia a bassa frequenza e intensità è diffusamente impiegata per ottenere effetti metabolici che guidano la salute dei tessuti. Non tutte le patologie possono però essere trattate con questo elettromedicale.

Ecco perché, a seconda dell’intensità dell’impulso si riscontreranno benefici distinti, anche se a volte parzialmente sovrapposti. In particolare, la magnetoterapia potrà agire

  • riducendo il dolore alla stregua di un farmaco specifico
  • riducendo l’infiammazione
  • stimolando il riassorbimento di versamenti ed edemi
  • migliorando l’ossigenazione dei tessuti
  • accelerando il processo di guarigione
  • stimolando il rinnovamento cellulare
  • riducendo il tempo di consolidamento delle fratture
  • arrestando la perdita di massa ossea causata da un quadro di osteopenia o osteoporosi in un contesto di cambiamento di stile di vita a cui il paziente è esortato ad aderire.

Macchinari per magnetoterapia: metodi di applicazione

Esistono due modi di utilizzare i campi magnetici a fini terapeutici:

  • terapia mirata agli organi bersaglio, grazie ad applicatori flessibili o piccoli solenoidi che possono efficacemente trattare patologie localizzate. Questo tipo di terapia è adottato per lo più per consentire la guarigione delle articolazioni, ma anche per ridurre il tempo di consolidamento delle fratture evitando complicanze come la pseudoatrosi.
  • terapia totale, per mezzo di solenoidi di grandi dimensioni tramite cui i PEMFs possono essere applicati ad aree più estese. In particolare, la terapia totale può essere utilizzata per trattare il dolore che spesso coinvolge ampi distretti, ma anche processi massivi di infiammazione ed edema.

Tra le principali marche di Macchinari per magnetoterapia compaiono nomi come Genesis, Igea e IACER: alcune combinano la magnetoterapia con ulteriori metodiche come gli ultrasuoni, altre utilizzano i soli campi elettro-magnetici pulsati (CEMP). Non è facile orientarsi nella scelta del giusto elettromedicale: affidati a noi per avere maggiori informazioni sul macchinario che fa al caso tuo!

I Macchinari per magnetoterapia possono essere noleggiati per eseguire in autonomia la terapia prevista. Occorre tuttavia prestare molta attenzione, specialmente se non si è sotto costante supervisione di Personale specializzato. Questa raccomandazione è cruciale specialmente se si tiene a mente che la stimolazione tramite campi elettromagnetici pulsati a bassa frequenza ed intensità potrebbe riservare effetti differenti a seconda del momento in cui vengono applicati: durante il procedere del processo riparativo di una frattura, infatti, la magnetoterapia può aumentare oppure diminuire la proliferazione cellulare e la differenziazione delle cellule coinvolte.

È fondamentale, quindi, rifarsi al parare del Medico di fiducia e rispettare la sua prescrizione in modo quanto più rigoroso possibile, integrando la magnetoterapia all’interno di un percorso di fisioterapia e riabilitazione personalizzato, anche a casa!

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