L’eredità del mal di schiena

Ultimo aggiornamento il 9 Settembre 2022
La componente ereditaria del mal di schiena e il ruolo del fumo

La prevenzione è essenziale

Da mamma e papà si può ereditare anche il mal di schiena, seconda causa più frequente di dolore, dopo quello alla testa, e primo motivo di assenza dal lavoro. Secondo un’approfondita analisi statistica dell’Università dello Utah, pubblicata sul prestigioso Journal of Bone and Joint Surgery, i dolori alla schiena passerebbero di padre in figlio in almeno il 50% dei casi. Studiando i dati sanitari e genealogici di oltre un milione di cittadini del loro Stato, è emerso che, se un parente presenta problemi alla schiena, questa condizione è molto più frequente anche negli altri membri della famiglia.

Nelle famiglie in cui erano gli stessi genitori ad avere patologie alla schiena, il rischio per i figli era quadruplicato. Attualmente sono in corso sia studi genetici e di popolazione più specifici per le singole patologie, sia studi che mirano non solo a individuare quali siano i geni coinvolti, ma anche a comprendere le loro modalità di espressione all’interno del nostro organismo. Queste ricerche permetteranno ai medici di individuare determinati geni che predispongono alla comparsa di problemi alla schiena e di intervenire in maniera ancora più mirata per prevenire in modo più incisivo disturbi così trasversalmente diffusi, attraverso l’adozione di corretti stili di vita ed esercizi fisici assistiti da personale medico e fisioterapico esperto.

Fumare fa male anche alla schiena

Una ricerca americana pubblicata su The Journal of Bone and Joint Surgery ha evidenziato un’importante correlazione tra fumo e dolore lombare. Indipendentemente dalla causa, il fumo è infatti correlato ad una maggiore cronicizzazione della patologia ed a una regressione del dolore molto più lenta nei fumatori più accaniti. Per valutare i dati è stato utilizzato l’Oswestry Disability Index, la misura di outcome attualmente più affidabile nella valutazione del dolore di questo distretto corporeo. Questa ha confermato un dato significativo: chi non ha mai fumato ha nettamente meno problemi lombari e i dolori sono meno intensi. Dunque, per chi è a rischio di lombalgie, indipendentemente dalla causa sottostante (professione usurante, postura scorretta, deformità vertebrali ecc.), saranno fondamentali anche programmi di disassuefazione dal fumo.

Per di più è universalmente riconosciuto che il fumo può causare considerevoli problemi ai pazienti che sono stati sottoposti a interventi chirurgici sulla colonna vertebrale, inclusi i seguenti:

  • una frequenza significativamente aumentata di nonunion o pseudoartrosi,
  • peggiore outcome post-operatorio, sia in termini di dolore che di funzione al termine del percorso di recupero,
  • peggiore risultato nella riabilitazione post-operatoria e minore soddisfazione del paziente nel trattamento.

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