La Sacro-Iliaca

Ultimo aggiornamento il 19 Ottobre 2022
LA SACRO-ILIACA

Questa sconosciuta

del Dott. Matteo Turchetta

L’articolazione sacro-iliaca è la più grande articolazione assiale del corpo umano, la cui superficie media si aggira intorno ai 17.5 cm. Vi è un’importante variabilità della stessa in termini di misura e forma, sia tra diversi individui che, tra la destra e la sinistra, nella stessa persona. Le funzioni biomeccaniche principali dell’articolazione sacro-iliaca sono dare stabilità, trasmettere e dissipare le forze provenienti dal tronco dirette verso gli arti inferiori e nelle donne facilitare il parto.

Senza addentrarci ulteriormente nelle nozioni biomeccaniche e anatomiche più tecniche, al lettore basti capire che tale articolazione si muove pochissimo e che quindi, in accordo con il principio di Lamarck in base al quale “la funzione crea l’organo”, è pochissimo irrorata.

Esistono delle disfunzioni o delle patologie che colpiscono tale articolazione?

Sì, dalla più comune alla meno si tratta di:

  • artralgia sacro-iliaca su base artrosica
  • lesioni dell’apparato legamentoso posteriore
  • spondilite anchilosante
  • sindrome di Reiter
  • artrite psoriasica
  • artrite enteropatica
  • morbo di Pott.

Soffermiamoci ora per un momento sulla più comune di tali condizioni, ovvero il fisiologico cambiamento correlato al trascorrere degli anni. Esso ha inizio dalla terza o quarta decade, quando si fanno evidenti delle irregolarità sulla superficie dell’articolazione sacro-iliaca, fino ad arrivare alla sesta decade, quando il suo movimento si fa via via sempre più limitato per via della capsula che diventa sempre più fibrosa ed infine anchilotica con erosioni e placche ubiquitarie sulla sua superficie.

Queste patologie sono cause di dolore lombare?

Sì. Sono causa di dolore lombare che si irradia al gluteo.

Quanto sono statisticamente significative?

Il 22,5 % delle lombalgie è causato da una disfunzione o patologia che interessa l’articolazione sacro-iliaca.

Ci sono dei fattori di rischio che possono favorire o rendere più precoci tali cambiamenti artrosici?

Sì. In primo luogo, l’obesità, in secondo la sedentarietà, per terzo alcune attività fisiche, per ultimo interventi chirurgici maggiori alla colonna lombare che coinvolgono il sacro. Tra le attività fisiche che possono far aumentare il rischio di artralgia sacro-iliaca la prima è la danza. Studi condotti di recente hanno dimostrato che le disfunzioni dell’articolazione sacro-iliaca rappresentano il 12% di tutti gli infortuni del danzatore.

L’ultimo fattore di rischio è dovuto alla compromissione del meccanismo di dissipazione delle forze provenienti dal tronco dirette verso gli arti inferiori, causata da un’artrodesi che coinvolga il disco L5-S1. In tali condizioni il primo segmento libero che le forze provenienti dal tronco incontrano è rappresentato dall’articolazione sacro-iliaca, che naturalmente può andare incontro prima a sovraccarico funzionale e poi ad artrosi precoce.

Esistono dei trattamenti per il dolore causato dalla disfunzione meccanica dell’articolazione sacro-iliaca?

Sì. I principali trattamenti conservativi sono la terapia posturale e la TENS. Queste terapie sono da preferirsi in tutti quei soggetti che non desiderano procedere con terapie più invasive e nei quali il dolore è lieve-moderato. Per la restante parte dei pazienti i trattamenti invasivi più descritti in letteratura sono le infiltrazioni intra-articolari con steroidi e lidocaina, la denervazione con radiofrequenza e l’artrodesi. L’autore di questo articolo ha un’esperienza con l’utilizzo dei trattamenti conservativi e con le infiltrazioni intraarticolari. Queste ultime hanno dato a lui e a molti altri autori risultati eccellenti nel trattamento del dolore.

I dubbi sulla classificazione

L’unicità e la particolarità della sua anatomia hanno posto non pochi problemi nella classificazione dell’articolazione sacro-iliaca. Anche se disposta storicamente nel gruppo delle diartrosi (articolazioni sinoviali), studi anatomici più recenti hanno dimostrato che solamente il terzo anteriore dell’interfaccia tra il sacro e l’ileo è realmente coperto da una membrana sinoviale, mentre il resto dell’articolazione è formato da un intrico di legamenti, la cui funzione più ovvia sembrerebbe quella di limitare in tutti i piani dello spazio il movimento. Tali legamenti, infatti, sono più esili nella donna per permettere la sua mobilità necessaria al parto. L’articolazione sacro-iliaca è anche in connessione tramite i suoi legamenti con il muscolo grande gluteo, il muscolo piriforme ed il muscolo bicipite femorale, che possono influenzarne la mobilità.

Innervazione: Si o no?

Anche l’innervazione è campo di intenso dibattito. La maggior parte degli anatomisti afferma genericamente che sia innervata dai rami laterali dorsali di L4-S3. Studi più profondi che tentano di suddividerla in anteriore e posteriore si trovano in disaccordo tra quelli che osservano la parte anteriore innervata dal nervo otturatore, il nervo gluteo superiore e il tronco lombosacrale, altri che invece suggeriscono sia innervata da L2-S2, altri ancora da L4-S2 e altri dai rami ventrali di L5-S2, fino a quelli che ritengono sia priva di innervazione.

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