La fisioterapia nell’universo di Google

Ultimo aggiornamento il 20 Settembre 2022

Scalare il podio dei risultati di ricerca: una sfida possibile?

del Dott. Claudio Genco

La soddisfazione dei pazienti è il miglior modo di promuovere la professionalità clinica: il passaparola generato è sicuramente tra le più efficaci forme di marketing del settore. Premesso ciò, dobbiamo prendere atto del fatto che 43 milioni di italiani usano costantemente internet, stando ai dati diffusi da We Are Social e Hootsuite nel rapporto Digital in Italia 2018.

L’88% degli utenti accede alla rete ogni giorno e trascorre online il doppio del tempo passato davanti la TV, pur rimanendo quest’ultima il canale pubblicitario che introduce più utenti internet a un determinato prodotto o servizio che acquisteranno. In altre parole, la maggior parte delle vendite online avviene successivamente a una prima scoperta del prodotto o servizio in TV.

Più in generale, il 54% della popolazione preferisce completare incarichi in modo digitale: in un mese il 63% degli italiani ha cercato online almeno un prodotto o servizio da acquistare e il 53% degli utenti ha completato l’acquisto. Ma come funzionano esattamente le modalità di risposta dei motori di ricerca, cioè di quei sistemi automatici che elencano i siti in ordine di rilevanza rispetto alla richiesta ricevuta? Per quale motivo ad esempio, cercando su internet la parola “riabilitazione”, appare prima una struttura o un professionista piuttosto che altri? La domanda acquista rilevanza se si pensa che il primo risultato attira oltre il 33,7% degli utenti, il secondo il 17%, mentre chi è in decima posizione viene cliccato solo nel 1,57% dei casi (fonte: CTR Study)

40mila ricerche al secondo

Google è il motore di ricerca più utilizzato al mondo e solo in Italia viene visitato oltre 531 milioni di volte al mese. Il suo algoritmo, cioè la sequenza di operazioni che compongono il suo modo di ragionare per produrre i risultati di ricerca, viene continuamente aggiornato e modificato sia per essere raffinato e dare agli utenti risultati sempre più pertinenti, sia per impedire l’utilizzo di escamotage tecnici finalizzati ad apparire tra i primi risultati pur non avendone il reale merito.

L’algoritmo diventa in questo modo sempre più potente ed articolato. Pur essendo freneticamente studiato da molti, nessuno sa esattamente come funzioni. Alcuni fattori in gioco sono stati verificati, molti altri solo ipotizzati. In compenso, sono note alcune azioni che è possibile intraprendere per migliorare il “gradimento” del nostro sito agli occhi dei motori di ricerca.

Google scansiona periodicamente tutti i siti internet e li inserisce nei suoi database tramite i processi di indicizzazione. Quando un utente compie una ricerca, i risultati “puri” o “organici”, cioè non a pagamento (non contraddistinti con la sigla “Ann.”), sono ordinati secondo una classifica determinata non solo dalla pertinenza rispetto a quanto cercato, ma anche da una enorme mole di ulteriori dati.

Chiunque volesse migliorare la propria visibilità all’interno di queste classifiche dovrà necessariamente lavorare sul proprio “posizionamento”, ottimizzando e migliorando almeno i fattori che notoriamente influenzano questa dinamica, come ad esempio la struttura del sito, l’accessibilità delle informazioni, i collegamenti, le immagini, i contenuti, le parole chiave scelte e le connessioni con i social network.

Si tenga conto che Google valuta moltissimi altri fattori tra cui, solo per nominarne alcuni, il numero di click, il tempo di permanenza degli utenti sul sito, le referenze esterne che parlano di noi, l’anzianità del sito, la reputazione passata, l’utilizzo del grassetto e del corsivo e via dicendo. Complessivamente, le attività di ottimizzazione SEO (Search Engine Optimization) necessitano di diverse e specifiche specializzazioni professionali che è quasi impossibile individuare in una sola persona.

Lasciando gli aspetti più tecnici agli addetti ai lavori approfondiamo in questa sede alcuni argomenti più divulgativi.

Top Physio: i risultati raggiunti

Nel corso del 2017 oltre 43 mila utenti unici (92% dei quali italiani) si sono collegati sul sito toppphysio.it, per un totale di oltre 65 mila sessioni che hanno comportato più di 246 mila visualizzazioni di pagina. Il 69% del traffico è arrivato al portale da ricerche organiche sui motori di ricerca, il 16% tramite accesso diretto (ad esempio digitando l’indirizzo nel browser o cliccando il collegamento da un file o mail), il 15% tramite sorgenti referral (altri siti che puntano verso topphysio.it) e social.

Alcuni esempi di posizionamento raggiunto: il sito topphysio.it si posiziona in media nei primi risultati cercando “centro fisioterapico” (digitata su Google 1300 volte al mese), “centro riabilitazione” (720 ricerche/mese), “centro di riabilitazione” (590 ricerche/mese), “kinesi” (480 ricerche/mese) e “centri di riabilitazione” (260 ricerche/mese). Notevoli sono stati i risultati raggiunti nel corso degli anni. Nell’ultimo anno ad esempio, il sito di Top Physio ha contato più di 70 mila nuovi utenti e 87 mila sessioni, che hanno portato a 160 mila visualizzazioni di pagina.

Content is the king

Il contenuto è la spina dorsale di internet. Praticamente tutto quello che si trova online è un contenuto: video, articoli, foto, etc. Produrre contenuti di qualità, utili, interessanti, pertinenti, con testi scorrevoli, facili da leggere, grammaticalmente corretti e ben organizzati per argomenti, è fondamentale per ottenere valore e autorevolezza da parte dei motori di ricerca.

Ciò si traduce in posizioni più elevate rispetto ai propri concorrenti, tanto più elevate quanto più unici e non artificiosi sono i contenuti proposti (Google compie anche un’analisi semantica). Inoltre, il sito dovrà essere continuamente aggiornato in modo da far tornare i vecchi visitatori e attirarne parallelamente di nuovi. Queste strategie sono usate per aumentare la consapevolezza del brand, puntando a suscitare prima interesse, poi desiderio, infine a convertire l’utente in cliente tramite azioni mirate.

Il primo step di questo processo è rappresentato dal marketing dei contenuti: creare e condividere online materiale che non promuove esplicitamente un marchio, ma che è finalizzato a stimolare l’interesse nei suoi prodotti o servizi. I contenuti educano i potenziali clienti e la loro produzione dà la possibilità di entrare nel ventaglio degli opinion leader di settore, ottenendo un’eccellente esposizione del marchio e l’apertura di molti possibili sviluppi. Si tenga presente che gli utenti riconoscono i contenuti validi e spesso li consigliano ai loro conoscenti. Questo passaparola amplifica la propria reputazione online.

I link non sono tutto

Il numero di collegamenti internet che puntano verso il proprio sito può aiutare, ma proporzionalmente all’importanza e all’attinenza del sito internet di provenienza del link. L’algoritmo che quantifica l’importanza dei collegamenti ipertestuali è noto come PageRank. Collegando due siti internet essi si conferiscono reciprocamente parte della loro reputazione.

Pochi link provenienti da fonti autorevoli e tematicamente simili posizionano molto meglio di tanti link da siti obsoleti, di scarsa qualità e riguardanti temi slegati. In quest’ottica, la forza di Top Physio Network è proprio quella di riuscire ad unire le forze di posizionamento digitale collegando siti molto settoriali e quindi coerentemente intrecciabili.

Ma si può fare di meglio. Vi suggeriamo di continuare a migliorare e ottimizzare il vostro sito: favorirete la sinergia con la vostra pagina web dedicata sul portale topphysio.it, contribuendo a spingere entrambi più in alto nelle posizioni Google e aumentando esponenzialmente le possibilità di farvi trovare dai pazienti. Lavorare assieme per questo obiettivo comune ci aiuterà a scalare le classifiche di posizionamento con molta più facilità ed efficacia rispetto a lavorare da soli, unicamente sui propri siti, favorendo in questo modo il Network rispetto ai concorrenti esterni.

Sopravvivere nella giungla: la scelta del servizio SEO

Un esperto dell’ottimizzazione per i motori di ricerca può aiutare non solo ad aumentare la visibilità su Google, ma anche ad ottenere traffico profilato, cioè di utenti che hanno effettivamente una forte propensione a contattarti, per via della loro necessità di utilizzare i servizi proposti o semplicemente perché cercano informazioni che li riguardano.

Anzitutto occorre diffidare da chi promette risultati immediati e facilmente ottenibili: nessuno è realmente in grado di garantire posizionamenti certi per via della frenetica e incessante evoluzione delle regole di funzionamento dei motori di ricerca (la maggior parte delle quali, come abbiamo già detto, è poco conosciuta ed in continuo mutamento).

Nel momento in cui si prende la decisione di rivolgersi a un professionista, affidandogli il proprio sito web è bene tutelarsi verificando alcuni punti:

  • chiedere esempi di lavori svolti in passato e farsi mostrare casi di ottimizzazione (per quali clienti è stato svolto il lavoro di posizionamento e relativamente a quali parole chiave);
  • verificare da quanto tempo viene svolta l’attività, oltre all’esperienza nel proprio settore e territorio;
  • verificare la stima dei risultati ottenibili e le relative tempistiche necessarie per raggiungerli;
  • verificare le esperienze acquisite nella ottimizzazione dei siti internazionali. Essendo molto più complessi, competitivi e concorrenziali, chi vanta casi di successo in mercati sovranazionali ha sicuramente una referenza in più;
  • chiedere spiegazioni. Diffidate di chi non fornisce validi chiarimenti sulla strategia, in particolare di fronte a proposte particolarmente onerose. Esistono diverse fonti ufficiali dove verificare se un investimento è realmente motivato o meno.

Concludendo, sarà poi opportuno richiedere dettagliati report periodici per monitorare l’andamento e l’utilità del servizio, oltre a valutare il ritorno dell’investimento. L’ideale sarebbe avere una giusta sintesi di informazioni, né con troppi dati inutili o al contrario eccessivamente carenti, con i giusti commenti esplicativi di ogni eventuale fluttuazione legata ad esempio al posizionamento del sito o al traffico di utenti.

Queste informazioni sono finalizzate anche a ragionare sulle parole chiave che hanno portato più utenti sul sito, verificando da quali zone territoriali proviene il traffico e quali sono le pagine più visitate o quelle più citate da altri siti. I report dovrebbero contenere spiegazioni circa le azioni già intraprese, oltre ad opportuni consigli sulle criticità e riguardo le azioni ancora da intraprendere per raggiungere gli obiettivi che comporranno il piano strategico proposto per il periodo successivo.

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