Intervista a Vito Scala, "La mia esperienza al fianco di Francesco Totti"

Ultimo aggiornamento il 26 Ottobre 2023

INFORTUNI IN CAMPO, LESIONI MUSCOLARI E TEMPI DI RECUPERO

di Elisa Longo, giornalista pubblicista

Vito Scala

La carriera calcistica di Francesco Totti risale alla sua infanzia. Aveva 7 anni quando iniziò a giocare a calcio nella Fortitudo prima di trasferirsi nella Smit Trastevere. Dalla tentata richiesta di Braida di portare Francesco Totti al Milan, esito inevitabilmente senza successo, la carriera dell’atleta è storia già nota. Una scelta lungimirante quella dell’allora responsabile del settore giovanile della Roma, Gildo Giannini, di convincere la famiglia Totti a scegliere la maglia giallorossa.

Con l’arrivo in panchina di Zdenek Zeman, Totti crebbe in maturazione fisica e mentale: compatibile con nuovi schemi di gioco, era predisposto alla corsa e al sacrificio in campo. Diventò un punto di riferimento per la squadra e assunse un ruolo sempre di maggiore responsabilità: autore di 16 gol in 42 partite complessive, Totti fu premiato con il Guerin d’Oro in qualità di giocatore con la media più alta della Serie A nelle pagelle della stampa calcistica. Ma dietro un grande talento si nasconde sempre un grande sacrificio legato alla preparazione atletica, agli infortuni sul campo e alle grandi sfide che il Capitano ha affrontato nella sua carriera. Ne abbiamo parlato con Vito Scala, preparatore atletico tutor oltre che grande amico di Francesco Totti, con all’attivo 28 anni come preparatore atletico della A.S. Roma.

Dal 1996 il rapporto con Francesco Totti è diventato un’amicizia profonda, lo conferma?

Si tratta di un’amicizia coltivata e scoperta giorno dopo giorno sul campo. Come preparatore atletico ho seguito numerosi infortuni e ogni problematica fisica. Fino alla fine della sua carriera, Francesco è stato davvero tenace nel mantenere una forma fisica e una condizione funzionale.

I risultati ottenuti sono merito del suo spirito atletico. Qual è la formula perfetta del preparatore sportivo?

Formula perfetta? Non so…il mio obiettivo è stato sempre prevenire infortuni muscolari, ma anche cercare di far respirare i muscoli tutelando la forma fisica. Con Francesco ho avviato un programma personalizzato, diverso da quelli degli altri compagni. Allenamenti specifici, calibrati in base a forza, equilibrio e capacità muscolari. Ogni estate gli consigliavo di andare una settimana in una clinica di Merano. Per smaltire i liquidi in eccesso lì era coccolato, tra tisane depuranti e trattamenti drenanti.

Quante lesioni muscolari ha contratto nella sua carriera Francesco Totti?

Ha dovuto rispondere a vari infortuni di diversa natura: dagli stiramenti muscolari ai problemi più complessi legati al polpaccio e alla rottura di fibre muscolari. La Casa di Cura Villa Stuart di Roma, Centro Medico di Eccellenza FIFA e FIMS e sede di Top Physio Balduina, in questo, è stata testimone di grandi risultati. Anche dopo l’intervento al ginocchio condotto dall’equipe del Prof.Mariani, Francesco è tornato in campo dopo 24 giorni di stop. Un vero traguardo! A due settimane dal derby, la lesione muscolare alla coscia destra lo ha costretto a 15 giorni di stop. L’Olimpico ha trattenuto il fiato in attesa della sfida. All’epoca, uscì dal campo e mi riferì che sarebbe voluto rimanere in campo tutti e 90 i minuti. Quella pizzicata dopo una giocata in profondità lo ha costretto a essere sostituito.


Quando ha temuto il peggio per la carriera e per la squadra?

Quando si procurò una lesione collaterale. La stagione sembrava essere partita male. Effettuò la RM a Villa Stuart con la Prof.ssa Giannini che, fortunatamente, ci diede esiti positivi: non era necessario operarlo. Anche il dott. Brozzi, medico sociale della squadra, riferì che poteva evitare l’intervento chirurgico. Se la cavò con una settimana di riposo.

Quanti giorni di carriera gli sono costati e quanto hanno pesato sulla carriera calcistica?

L’impegno di Francesco è ammirevole. Ha sempre dato il 100% per rimettersi in piedi e tornare in campo il prima possibile, per giocare sicuramente ma anche per la maglia, per la sua squadra. Il suo talento è chiaramente innegabile ma c’è anche molto della volontà personale, della costanza e dell’impegno. In termini di giorni di stop si tratta di brevi o medi periodi, ad eccezione del periodo di 112 giorni in convalescenza quando, nel 2008, subì l’infortunio al legamento crociato. Per quanto riguarda
le lesioni muscolari la preparazione atletica e la funzionalità del muscolo è fondamentale per un trattamento conservativo e rapido. Fanno gioco in questa situazione i tassi di recidiva. La fisioterapia ha avuto un ruolo eccezionale nel suo percorso di riabilitazione.

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