Infiltrazioni PRP-Trattamento di Medicina rigenerativa

Ultimo aggiornamento il 15 Agosto 2022
Infiltrazioni P.R.P. (Plasma Ricco di Piastrine)-Trattamento di Medicina Rigenerativa

L’utilizzo del noto PRP (Plasma Ricco di Piastrine) nella medicina rigenerativa è una pratica che ormai si conferma valida e consolidata a livello nazionale e internazionale. Le infiltrazioni di PRP trovano applicazione in campo fisiatrico, ortopedico, nella medicina dello sport, nella dermatologia e in altre specialistiche della clinica.

Cos’è il PRP

Il PRP è composto da due elementi principali, ossia il plasma (costituente liquido del sangue) e le piastrine (frammenti di cellule del sangue essenziali nei processi di guarigione). Queste ultime contengono importanti fattori di crescita (in inglese growth factors) responsabili della riproduzione cellulare e della rigenerazione dei tessuti. Per creare il PRP viene prelevato un campione di sangue dal paziente e inserito in una sorta di centrifuga. Grazie a questo apparecchio gli altri componenti del sangue vengono separati dalle piastrine che a loro volta vengono concentrate nel plasma.

Il PRP è un prodotto proveniente dal paziente stesso, detto quindi autologo, a garanzia della massima biocompatibilità e naturalità del trattamento; non presenta quindi rischi di intolleranza, allergia o altra reazione immunitaria.

Grazie alla straordinaria concentrazione di piastrine e fattori di crescita, l’uso del PRP migliora i processi cellulari a molti livelli: infiammatorio, riparazione del tessuto connettivo fibroblasti, fino alla vera e propria rigenerazione di intera matrice cellulare tissutale.

Applicazioni PRP

Utilizzo infiltrazioni PRP

Entrando nel dettaglio, il PRP è un emocomponente; con questo termine si intende un componente del sangue intero venoso o arterioso, che una volta attivato, ossia innescata la sua lisi piastrinica (la rottura delle membrane plasmatiche), rilascia un potente concentrato di fattori di crescita. Questi ultimi stimolano la riparazione e la rigenerazione dei tessuti del corpo, oltreché una neo-angiogenesi, ovvero la formazione di nuovi vasi sanguigni. Proprio quest’ultima è una delle proprietà più importanti per le sue applicazioni in vari ambiti medico-terapeutici. Questo processo è fondamentale in fisiatria, ortopedia, dermatologia, chirurgia plastica e odontoiatria. In medicina dello sport trova applicazione, a titolo di esempio, nei casi di:

  • Infiammazione del tendine di Achille,
  • Infiammazione del tendine del rotuleo, epicondilite,
  • Fascite plantare
  • Lesioni/ degenerazioni dei tendini o muscoli in generale,
  • Artrosi/ condropatie del ginocchio, dell’anca, della spalla, della caviglia
  • Altre artrosi/ condropatie in generale.

PRP: procedura per ricavarlo

L’esecuzione di tale “minima” manipolazione del sangue e dei suoi derivati, anche se di semplice e veloce procedura (circa 6-10 min. di centrifugazione), deve essere eseguita adottando un protocollo ben preciso; infatti, se condotta in assenza di una corretta preparazione descritta in apposita autorizzazione ASL per il centro sanitario erogatore, può determinare:

  • Rischi biologici
  • Rischi di infezioni nei soggetti trattati
  • Somministrazione di un preparato non performante.

La procedura per ricavare il PRP si attua mediante l’applicazione di un protocollo sanitario interno, ovvero una specifica procedura trasfusionale che rispecchia le direttive e le indicazioni di gestione del paziente e produzione dell’emocomponente autologo, somministrazione dello stesso e sua tracciabilità descritte nelle relative delibere regionali. La procedura deve essere poi approvata e autorizzata dalla ASL/SIMT di pertinenza e dal CRS, ovvero dal Centro Regionale Sangue di pertinenza. Inoltre, è obbligatorio l’impiego di specifici dispositivi medici, ovvero kit dedicati in classe 2A o superiori, certificati da appositi enti certificatori e regolarmente registrati al Ministero della salute italiano per questo utilizzo (Es. CND. B0501).

D.M. 2/11/2015: sicurezza emocomponenti

Grazie a queste nuove procedure e dispositivi medici dedicati (S.D.) riconosciuti è infatti sufficiente prelevare soltanto 20-30cc di sangue intero venoso periferico per ottenere una concentrazione ottimale di PRP, rendendo così la procedura anche ambulatoriale. Con questo metodo si ottiene successivamente per separazione ematica il plasma contenente piastrine in alta concentrazione che, una volta lisate, rilasceranno i fattori di crescita piastrinici.

La nuova legge (D.M. 2/11/2015) per la produzione e somministrazione di emocomponenti a uso topico (ossia a uso locale) non infusionale e successive delibere regionali interne (CRS) obbligano qualsiasi centro sanitario privato italiano che volesse effettuare tale attività a intraprendere e ottenere l’accreditamento ASL. Tale autorizzazione consente agli stessi di svolgere i suddetti trattamenti in piena sicurezza secondo i parametri di legge, ma soprattutto di offrire ai pazienti un prodotto autologo e terapeutico di massima qualità ed efficacia.

Possibili effetti collaterali del PRP?

Il trattamento con PRP non presenta effetti collaterali se correttamente elaborato nei centri sanitari autorizzati e somministrato da un medico competente e responsabile nell’arco delle 6 ore di legge dal prelievo ematico. Oltre al referente clinico, ovvero il medico produttore, anche il medico specialista somministratore è responsabile di tutta la procedura e deve essere autorizzato alla sua applicazione. Lo specialista viene reso idoneo da apposito audit del centro trasfusionale di pertinenza e da uno specifico training della ditta fornitrice dei relativi e obbligatori dispositivi medici di classe 2° o superiore previsti dalla legge. Al contrario, una preparazione impropria, che disattende i requisiti di qualità e sicurezza imposti dalla normativa, può rappresentare un rischio per il paziente, sia in termini di inefficacia del preparato, sia per il rischio di esporsi a contaminazione batterica e a conseguenti infezioni.

A chi rivolgersi?

È opportuno rivolgersi esclusivamente a strutture sanitarie che hanno una specifica ed esposta autorizzazione alla produzione e somministrazione di emocomponenti a uso topico. La tecnica PRP infatti, può essere eseguita solo presso servizi trasfusionali o in centri sanitari privati autorizzati che adottano protocolli validati dall’ente ASL/ SIMT di riferimento e dal Centro Regionale Sangue.

Tale autorizzazione consente agli stessi di svolgere i suddetti trattamenti in piena sicurezza secondo i parametri di legge, ma soprattutto di offrire ai pazienti un prodotto autologo e terapeutico di massima qualità ed efficacia.

Cosa sono le infiltrazioni PRP

Una volta ottenuto il PRP secondo la procedura sopra descritta, si procede a iniettare la soluzione nella specifica area da trattare. Tramite infiltrazioni PRP si produce una grande concentrazione di proteine biologicamente attive e ormoni (fattori di crescita) che stimola e accelera il processo di guarigione nella zona lesa. Le infiltrazioni PRP vengono utilizzate per trattare una grande varietà di lesioni e dolori muscolo-scheletrici; inoltre, sono spesso impiegate sugli atleti per far sì che tornino più velocemente alla competizione. Le infiltrazioni di PRP su Sofia Goggia – vincitrice della medaglia d’argento nella discesa libera nei Giochi Olimpici di Pechino 2022l’utilizzo del PRP su Elena Vallortigara rappresentano due casi a conferma dell’efficacia de trattamento di medicina rigenerativa PRP.

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