Idrokinesiterapia: esercizi

Ultimo aggiornamento il 20 Febbraio 2023
Idrokinesiterapia esercizi

L’Idrokinesiterapia si svolge in vasche riabilitative sotto la guida di un Fisioterapista appositamente formato nella riabilitazione in acqua. Il paziente, sotto la sua supervisione, mette in atto specifici esercizi finalizzati alle esigenze e agli scopi dettati dalla sua personale condizione.

Prima di parlare degli obiettivi e dell’efficacia degli esercizi svolti durante le sedute di Idrokinesiterapia è doveroso sottolineare l’importanza e le peculiari caratteristiche dell’ambiente acquatico. Infatti, l’opportunità di muoversi in acqua ha importanti conseguenze sul sistema osteoarticolare, muscolare e cardiovascolare. L’acqua produce particolari effetti sull’organismo e sui sistemi che lo costituiscono ed è bene conoscerli; non è un caso che anche in base ad essi vengano proposti a ciascun paziente gli esercizi più appropriati.

Gli esercizi svolti in acqua per fini riabilitativi sono fondamentali per un ottimale recupero della condizione fisica e, idealmente, si configurano a seguito di specifica prescrizione medica inserendosi all’interno di un percorso che preveda un’alternanza tra fisioterapia svolta a secco (in cabine/palestre riabilitative, ma anche all’aperto) ed idrokinesi. Non è tuttavia semplice individuare il giusto Specialista in grado di saper integrare al meglio queste attività all’interno di un percorso personalizzato.

Caratteristiche dell’ambiente acquatico

Aspetti peculiari dell’ambiente acquatico sono:

  • scarico gravitazionale che progredisce con l’aumentare della profondità;
  • resistenza del mezzo, decisamente maggiore rispetto a quella dell’aria e quindi a quella a cui si è sottoposti durante gli esercizi a secco;
  • riduzione del carico meccanico, con conseguente alleggerimento del peso esercitato su ossa, articolazioni, legamenti e muscoli, ma anche sul sistema di vasi arteriosi, venosi e linfatici;
  • spinte idrostatiche, ossia spinte dal basso verso l’alto ricevute da un corpo immerso in un fluido;
  • vortici (turbolenze), prodotti artificialmente o in modo naturale dal movimento in acqua, capaci di generare un’azione massaggiante.

I fattori elencati, che distinguono l’ambiente acquatico da quello terrestre, generano adattamenti sull’organismo e devono essere considerati nelle proposte di esercizi per l’Idrokinesiterapia. Vediamoli insieme.

Effetti dell’acqua sull’organismo

In acqua agiscono sul corpo forze differenti rispetto a ciò che accade sulla terraferma. Infatti, un corpo immerso in acqua è soggetto allo stesso tempo alla forza di gravità ma anche alla forza di galleggiamento (fondamentale per esercizi rivolti alla mobilità); queste due forze opposte interagiscono tra loro dando vita al cosiddetto Momento di galleggiamento.

L’ambiente acquatico della vasca riabilitativa ha anche particolari effetti sull’organismo e sul movimento del corpo. I principali sono di seguito elencati:

  • rallenta i movimenti eseguibili dai vari segmenti corporei (la velocità è influenzata dalla resistenza del mezzo, dalle spinte idrostatiche, dalla turbolenza e dai vortici);
  • recluta diversamente i muscoli rispetto al lavoro a terra;
  • impegna differentemente il sistema neuromuscolare (minore attivazione neuromuscolare);
  • fa sì che i gruppi muscolari, pur compiendo movimenti identici a quelli effettuati a terra, si contraggano e vengano utilizzati in modo decisamente dissimile;
  • influenza la direzionalità dei movimenti;
  • rilassa i muscoli, riducendone il tono basale; questa azione è particolarmente importante soprattutto per quanto riguarda i gruppi muscolari antigravitari, ossia quelli che, opponendosi alla forza di gravità, esercitano azione estensoria.

La vasca riabilitativa assume le caratteristiche di un ambiente privilegiato dove svolgere esercizi riabilitativi appositamente studiati per favorire il recupero osteo-muscolare: le sue molteplici indicazioni ne fanno un ambiente cruciale per gestire patologie e condizioni acute e croniche. Tuttavia, per meglio affrontare le sfide degli esercizi della fisioterapia in acqua, occorre affidarsi a Professionisti che abbiano conseguito una formazione apposita.

Esercizi Idrokinesiterapia ed esercizi a secco

I muscoli, grazie alla loro contrazione, sono in grado di esercitare una forza sulle leve (le ossa) su cui si inserzionano: il movimento che ne deriva può contrapporsi o essere favorito dalle forze ambientali (estrinseche) che agiscono sul sistema osteo-muscolare. Durante il lavoro a secco l’elevazione degli arti comporta un impegno muscolare maggiore e un maggior senso di fatica, dato il carico gravitazionale più elevato, mentre in acqua la spinta verso l’alto favorisce questo movimento.

L’abbassamento degli arti, al contrario, è più semplice a secco e più impegnativo in acqua data la necessità di opporsi alla spinta idrostatica; in ogni caso è bene ricordare che, nonostante abbassare l’arto in acqua comporti una maggiore attivazione muscolare, si tratta pur sempre di un movimento controllato vista la ridotta velocità di esecuzione.

Possiamo fare un altro esempio per quanto riguarda la salita e la discesa: durante la salita nel lavoro a secco bisogna contrapporsi alla forza di gravità e quindi sostenere il peso del corpo, mentre in acqua accade il contrario; in ambiente acquatico, infatti, a essere più faticosa è la discesa che risulta comunque meno traumatica di quella in terraferma, avvenendo in modo molto rallentato.

Possiamo certamente asserire, in base a studi e ricerche effettuati, che movimenti simili eseguiti in acqua e a secco generano risposte neuromuscolari differenti. In generale si può stabilire che la riabilitazione in acqua garantisce:

  • opportunità di svolgere movimenti in modo protetto;
  • ridotta traumaticità nell’esecuzione degli esercizi proposti;
  • sicurezza dei protocolli riabilitativi;
  • precoce mobilizzazione degli arti lesi.

Obiettivi Esercizi per Idrokinesiterapia

Gli esercizi per Idrokinesiterapia che il Fisioterapista propone al paziente devono sempre tenere conto della sua specifica condizione e degli obiettivi da raggiungere. Infatti, sono moltissime le tipologie di esercizi che si possono eseguire così come svariati sono i livelli di cui può comporsi uno stesso esercizio. L’opportunità di svolgere esercizi in modo graduale e la possibilità di modulare il carico sono aspetti peculiari dell’Idrokinesiterapia ed essenziali per la riabilitazione del paziente. Questi mirano a:

  • il recupero della mobilità articolare;
  • il rinforzo muscolare;
  • il controllo neuromuscolare;
  • il training propriocettivo;
  • la core stability.

Recupero della mobilità articolare

Tra i vari obiettivi dei pazienti cui viene prescritta l’idrokinesiterapia dal Medico Fisiatra rientra il recupero della mobilità articolare. Infatti, le caratteristiche della vasca riabilitativa, gli effetti dell’acqua sopra descritti e il conseguente rilassamento muscolare contribuiscono ampiamente alla flessibilità articolare. Molto spesso, infatti, il lavoro su terraferma potrebbe rivelarsi troppo faticoso o talvolta controproducente per i pazienti che possono invece giovare di un percorso strutturato e meno impegnativo in acqua: ecco perché molto spesso l’idroterapia si associa e completa i protocolli eseguiti a secco.

Negli esercizi di Idrokinesiterapia, volti al recupero della mobilità articolare, uno dei fattori più significativi da tenere presenti è la spinta di galleggiamento. Infatti, quest’ultima può essere sfruttata, in combinazione con attrezzi e ausili presenti in vasca, in diverse fasi della riabilitazione. La variazione d’intensità degli esercizi è un altro elemento che contribuisce al recupero; la riduzione o l’aumento di intensità si possono ottenere modificando le posizioni assunte dal paziente e introducendo ausili zavorranti o galleggianti.

Rinforzo muscolare

Gli esercizi eseguiti in acqua sono ottimali anche per il rinforzo muscolare e possono essere adottati come unica scelta o come integrazione al programma riabilitativo generale. Vi sono alcuni principi del rinforzo muscolare che valgono sia nel lavoro a secco sia nella riabilitazione in vasca idrokinesiterapica. Molte delle modalità di contrazione muscolare proposte nel lavoro su terraferma, infatti, possono essere applicate nell’ambito delle sedute di riabilitazione in acqua.

Una delle differenze rispetto agli esercizi eseguiti nelle palestre riabilitative risiede nel fatto che, nonostante sia possibile compiere gli stessi movimenti, si attiveranno gruppi e pattern muscolari diversi. Ne consegue una differente sollecitazione neuromuscolare, fondamentale per un corretto recupero dello schema motorio. Gli esercizi per Idrokinesiterapia mirati al rinforzo muscolare possono essere calibrati sul momento riabilitativo del paziente e seguire una progressione attraverso più fasi.

  • Incremento del numero di ripetizioni.
  • Aumento della velocità dei movimenti.
  • Introduzione di ausili che accrescano il carico di lavoro.
  • Introduzione di ausili che aumentino la superficie che fa attrito con l’acqua durante il moto (superficie di sezione).
  • Introduzione di ausili che rendano più impegnativo l’avanzamento in acqua.
  • Variazione della posizione del paziente.
  • Variazione della profondità dell’acqua.

Controllo neuromuscolare

Gli esercizi di idrokinesiterapia danno ottimi risultati anche per il trattamento di patologie, condizioni e infortuni che hanno come conseguenza la limitazione del carico. In questi casi, caratterizzati da difficoltà neuromuscolari, è davvero essenziale la riduzione del peso corporeo dovuta all’effetto di microgravità che si ottiene in acqua.

In ambiente acquatico è poi possibile procedere con molta gradualità fino ad arrivare alla riproposizione del carico a secco. Nel caso di un’alterazione agli arti inferiori, all’anca o al rachide (termine talvolta usato come sinonimo di colonna vertebrale, ma che in realtà fa riferimento a una struttura anatomica ancora più complessa) si può ricorrere alla riabilitazione in acqua; infatti, anche dopo aver ripreso a deambulare e a gestire le masse corporee sulla terraferma, gli esercizi di Idrokinesiterapia possono essere molto utili per predisporre in modo progressivo le articolazioni ad attività particolarmente impegnative; queste attività sono di tipo dinamico e pliometrico, ossia attività ad alta velocità durante le quali i muscoli sviluppano la loro massima forza (movimenti “esplosivi”).

Training propriocettivo

Prima di parlare di esercizi di idrokinesiterapia finalizzati al training propriocettivo è bene chiarire il concetto di propriocezione. Con il termine propriocezione si indica la percezione del movimento e della posizione degli arti e del corpo nello spazio; è una sensibilità spaziale indipendente dalla stimolazione visiva e rappresenta una capacità del nostro corpo fondamentale per consentire il controllo dei movimenti, della coordinazione e della posizione eretta. È quindi essenziale recuperarla, nel caso sia stata temporaneamente compromessa a causa di un infortunio o di una particolare patologia.

Gli esercizi di Idrokinesiterapia che hanno come obiettivo il training propriocettivo sono adatti agli arti inferiori, superiori e al rachide. In particolare, quelli eseguiti in acqua sono mirati alla stimolazione delle strutture neurosensoriali e dei recettori propriocettivi e a questo scopo possono venire in aiuto ausili strutturali e attrezzi: tubi, palette, tavolette e palle possono essere utili per variare gli esercizi e intervenire in modo più specifico. Bisogna comunque tenere presente che gli stimoli attivati in ambiente acquatico non sono quelli tipici delle capacità funzionali da recuperare e da applicare poi a secco. Questo comunque non vuol dire che siano inutili o meno efficaci.

La possibilità di eseguire gli esercizi appositamente studiati per un ottimale protocollo riabilitativo in acqua fin dalle fasi precoci, di diversificare gli input neurosensoriali e di mettere alla prova diverse capacità motorie, rende l’Idrokinesiterapia adatta a garantire un training propriocettivo ottimale.

Core stability

Gli esercizi di idrokinesiterapia sono utili anche per intervenire sulla core stability. Con l’espressione core stability si fa riferimento alla stabilità dei muscoli del complesso addomino-lombo-pelvico. Quest’ultima viene attivata naturalmente dalla permanenza e dal movimento in acqua ed è ulteriormente stimolata dagli esercizi. Ecco perché gli esercizi di Idrokinesiterapia rappresentano un’ottima soluzione per trattare l’instabilità di diversi distretti corporei: attraverso la mancanza di punti d’appoggio in vasca si può lavorare sulla riabilitazione dei recettori propriocettivi, intervenendo sia a livello generale sia distrettuale.

I punti d’appoggio possono comunque tornare utili per compiti che sfruttino la resistenza del mezzo e l’immersione.

Focus sul rilassamento muscolare

Come già precedentemente sottolineato, la sola immersione in ambiente acquatico riscaldato come quello della vasca riabilitativa favorisce il rilassamento muscolare, ulteriormente ricercato tramite gli esercizi. Questi ultimi sono solitamente caratterizzati dall’esecuzione di movimenti lenti, in cui si punta alla massima escursione e mobilità articolare, e dall’adozione di posizioni che possono essere mantenute a lungo. Sarà cura del Fisioterapista proporre gli esercizi tenendo conto delle particolari condizioni ed esigenze del paziente.

L’idrochinesi come linfodrenaggio

Ma veniamo ora ad un importante aspetto della rieducazione in acqua: questa è un ottimo ausilio in caso di arti edematosi o affetti da ristagno di liquidi, che ne beneficiano sia in caso di patologie linfatiche primarie (ovvero non determinate da cause esterne) che secondarie (come quelle che si manifestano dopo un intervento chirurgico). Ecco che l’idrochinesi viene impiegata con grande successo per stabilizzare e, anzi, aumentare i risultati auspicati con la tradizionale terapia di decongestione complessa a secco.

La terapia in acqua si può avvalere infatti di esercizi mirati per problemi e disfunzioni linfatiche, in abbinamento a tecniche di respirazione e automassaggio; tutte queste pratiche non fanno altro che aumentare l’efficacia della terapia di decongestione già nell’ambiente protetto della vasca riabilitativa. Infatti, la combinazione dei principi anatomici del sistema linfatico e le caratteristiche fisiche dell’acqua a temperatura termo-neutrale (galleggiamento, pressione idrostatica e viscosità), permettono di eseguire i movimenti in modo lento, sicuro e senza causare un aumento dell’edema, anzi, contrastandolo in modo efficace: la pressione idrostatica aumenta il flusso linfatico e venoso, mentre i pazienti possono mantenere e ottimizzare i risultati ottenuti dopo la terapia intensiva di decongestione.

In conclusione, possiamo concordare che sebbene la terapia anche di specifiche patologie de comprato linfatico e venoso, come il linfedema, abbia in ogni paziente un risultato differente e variabile a seconda di molteplici fattori individuali e tecnici l’idrochinesi si candida come una modalità di intervento riabilitativo da non sottovalutare, e fornisce l’opportunità di un auto-trattamento, che può migliorare la cura di sé, l’autostima, e la socializzazione.

Idrokinesiterapia: esercizi e ruolo del paziente

Non bisogna pensare che i pazienti debbano solamente accogliere la terapia come viene proposta dall’operatore: agli assistiti e alle assistite che decidono di affidarsi ad un percorso di Idrokinesiterapia viene riservato un ruolo estremamente attivo. I motivi sono svariati, ma certamente il monitoraggio continuo a cui sono sottoposti ed i feedback richiesti dall’Operatore consentono di stimolare la mobilità articolare e di attivare il drenaggio linfatico e circolatorio.

Dopotutto, gli esercizi dell’Idrokinesiterapia rappresentano un intervento specialistico riabilitativo che si integra all’attività fisioterapica a secco ed è eseguito in specifiche vasche sanitarie. Le spese ingenti di costruzione e manutenzione dell’ambiente idroterapico, assieme alla necessità di ricorrere a personale appositamente formato, sono i responsabili dei costi mediamente alti della riabilitazione in acqua. Anche per questo motivo, molti centri abitati più piccoli, a differenza delle grandi città come Roma, possono garantire un servizio di idrokinesi all’altezza delle necessità del paziente.

Bibliografia

Idrochinesiterapia, Manuale di Riabilitazione in Acqua, di Piero Benelli e Milco Zanazzo, EdiErmes.

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