Idrokinesiterapia costi

Ultimo aggiornamento il 16 Febbraio 2023
Idrokinesiterapia struttura e costi

Prima di intraprendere un percorso di Idrokinesiterapia è bene informarsi sul prezzo relativo a questo specifico intervento fisioterapico. Rispondiamo allora a queste domande riguardo il tema “Idrokinesiterapia costi”: è utile spendere per sedute di riabilitazione in acqua? Ci sono modalità per abbatterne le spese? Che ruolo riveste la sanità integrativa?

L’importanza di investire nell’Idrokinesiterapia

Il tema “Idrokinesiterapia costi” merita una doverosa introduzione: iniziamo spiegando in cosa consiste l’idrokinesi e le sue principali caratteristiche.

L’Idrokinesiterapia è un trattamento che avviene in vasche sanitarie dalle caratteristiche ben diverse rispetto a quelle delle piscine in cui si esegue attività natatoria e ricreativa. La peculiare temperatura dell’ambiente acquatico e gli esercizi praticati rendono l’idrokinesi un complemento ottimale rispetto agli altri protocolli fisioterapici (a secco). La sinergia che si instaura tra il lavoro fuori dall’acqua e gli esercizi dell’idrokinesi, infatti, è essenziale per ottenere il miglior risultato funzionale possibile dai due interventi: le due attività possono essere complementari e coesistere nella prescrizione del Medico Chirurgo.

Per elaborare la migliore proposta rieducativa, il Professionista specializzato in Idrokinesiterapia deve lavorare in un’équipe in cui la coordinazione delle diverse attività è fondamentale per amplificarne l’efficacia. Vuoi sapere se il Centro di tua fiducia propone una Riabilitazione diversificata a seconda delle esigenze e se il lavoro in équipe rappresenta una realtà effettiva del Protocollo riabilitativo a te proposto?

Quanto costa l’Idrokinesiterapia?

Nonostante l’importanza, riconosciuta, sempre crescente dell’idrokinesi, non tutti i Centri di fisioterapia e riabilitazione possono affrontare il massiccio investimento iniziale per avviare un’attività in acqua. Il costo di costruzione dell’impianto può arrivare a 70.000-80.000 euro e dipende da vari fattori, tra cui:

  • la tipologia di vasca – interrata, in muratura, preallestita, fuori-terra, parzialmente interrata;
  • la tecnologia dell’impiantistica – sistema di aerazione, riscaldamento e sanificazione;
  • ausili strutturali e attrezzature impiegate.

A questo si somma un costo di manutenzione e gestione della vasca riabilitativa che può aggirarsi sui 15.000-20.000 euro annui. Queste eventualità, oltre a quella rappresentata dal dover ricorrere ad Operatori specializzati e accreditati, fanno sì che sia difficile trovare Centri di fisioterapia e Case di cura in piccoli nuclei abitati in grado di garantire accesso ad una vasca riabilitativa. Nelle grandi città e capoluoghi (Roma fra tutti) è più facile, invece, verificare la presenza di strutture adeguatamente attrezzate. Tutte queste considerazioni si riflettono sul costo della riabilitazione in acqua, mediamente più alto rispetto ad altre attività rieducative.

Fatto questo doveroso preambolo, la maggior parte delle strutture private propongono prezzi che vanno dai 50 ai 150 euro a seduta.

La regola generale è quella di diffidare di un preventivo troppo basso rispetto al prezzo di mercato. Ovviamente questa considerazione decade nel momento in cui si applicano scontistiche pensate per agevolare il paziente o si erogano voucher comprensivi di un numero cumulativo di ingressi. Se vuoi avere maggiori informazioni riguardo a particolari agevolazioni attive presso i Centri affiliati a Top Physio Network relativamente a convenzioni assicurative in grado di ridimensionare il prezzo della Fisioterapia in acqua

Il prezzo della riabilitazione in acqua è troppo alto?

Le caratteristiche dell’ambiente della vasca riabilitativa, la preparazione e l’aggiornamento continuo richiesto al fisioterapista e l’esclusività della struttura che ospita una vasca di idrokinesi sono alla base del costo relativamente elevato della riabilitazione in acqua.

Questo strumento, integrato con l’attività a secco, è però in certi casi essenziale per il corretto recupero del paziente.

Idrokinesiterapia: i protocolli riabilitativi in acqua

È sempre bene, nel momento in cui si valuta la fattibilità di un percorso di rieducazione che comprenda anche un protocollo idrochinesiterapico, considerare che ogni intervento riabilitativo si inserisce nel contesto specifico del paziente.

L’attività in acqua con finalità riabilitative è infatti uno strumento in grado di migliorare la condizione di salute di pazienti ortopedici e fisiatrici (ma non solo) e deve essere modulata diversificando il carico di esercizio. Come precedentemente detto, la costruzione di un programma di lavoro in acqua in una piscina apposita e manutenuta al meglio, con un fisioterapista specializzato in vasca con il paziente, giustifica il costo dell’idroterapia.

Il protocollo di lavoro in acqua deve tenere conto di:
Tipo ed entità di eventuali stati patologici del paziente, attuali o pregressi, loro decorso e prognosi;
Età, sesso caratteristiche antropometriche, fisiche, fisiologiche, psicosociali;
Atteggiamento verso l’acqua, grado di acquaticità ed esperienze attuali e precedenti in acqua;
Obiettivi a breve, medio e lungo termine dell’intervento riabilitativo;
Richieste funzionali (lavorative, sportive, personali) a cui il paziente deve propendere;
Rapporto con gli altri trattamenti, le altre esercitazioni e i protocolli previsti dal progetto riabilitativo;
Tempistiche (seduta, ciclo, programma riabilitativo).
Tabella 1: modificata da Idrochinesiterapia, Manuale di Riabilitazione in Acqua, di Piero Benelli e Milco Zanazzo, EdiErmes.

Una vera interazione tra il lavoro a secco e in acqua deve prevedere e realizzare un completamento reciproco fin dalle prime fasi della fisioterapia. È sempre bene ricercare una maggiore interazione tra gli interventi e le proposte rieducative per combinare i due lavori e potenziare l’effetto sul paziente: l’appropriatezza terapeutica però non può non tenere conto del costo mediamente più alto di una riabilitazione a secco.

L’assicurazione sanitaria copre i costi dell’idrokinesi?

Prima di accedere ad un programma di idrokinesi è anche utile avere chiarimenti circa il rimborso assicurativo offerto dalla sanità integrativa. Infatti, le possibili forme di assistenza sanitaria integrativa e le modalità di adesione tramite cui accedere alle prestazioni sanitarie sono varie; altrettanto diversificate risultano le attività medico-sanitarie per cui può essere prevista la copertura assicurativa.

A seconda delle forme contrattuali tra le parti, infatti, la sanità integrativa può offrire:

  • un rimborso totale delle prestazioni medico-sanitarie beneficiate;
  • un rimborso parziale delle stesse.

Anche in caso di rimborso il panorama è diversificato a seconda della convenzione:

  • la modalità di rimborso diretto delle attività eseguite presso strutture ospedaliere e strutture e ambulatori convenzionati prevede la partecipazione diretta dell’assicurazione;
  • la modalità di rimborso indiretto si basa sull’anticipazione del pagamento da parte dell’assistito che poi verrà, appunto, rimborsato secondo modalità sottoscritte in sede di firma contrattuale.

È molto importante che il paziente sia informato circa i termini del contratto per poter verificare il contributo e le modalità di rimborso attuate delle casse assicurative private per l’idrokinesiterapia.

La mutua privata può essere un’opzione?

Le mutue private (società di mutuo soccorso) possono concorrere a contenere i costi dell’Idrokinesiterapia sostenuti dall’assistito al pari delle polizze sanitarie. Le differenze si riflettono sui piani sanitari integrativi offerti e sulle prestazioni accolte dal contratto stipulato.

La mutua garantisce la detraibilità fiscale (19%) dei contributi associativi, cosa di cui non è possibile beneficiare nel caso di una polizza tradizionale.

Idrokinesiterapia costi: posso portarli in detrazione?

Resta da chiarire un ultimo punto riguardo il costo dell’idrokinesi, ovvero la detraibilità della spesa nella dichiarazione dei redditi.

Le spese mediche per cui è prevista detrazione sono tutte scaricabili (o deducibili) purché si sia in possesso del documento che ne certifichi la transazione: nella maggior parte dei casi si riconosce una detrazione dell’Irpef di una percentuale della spesa sostenuta (19%) per la parte eccedente l’importo di 129,11 euro.

Qualsiasi spesa fatturata da personale sanitario e/o da un centro medico specializzato è detraibile tra le spese sanitarie: non è richiesta la prescrizione del medico o dello specialista (la detrazione di spese di fisioterapia è sottoposta a quanto indicato nella Circolare n 19 del 2012). Per una ulteriore tutela è tuttavia buona prassi farsi rilasciare documentazione accertante la necessità di ricorrere all’Idrokinesiterapia.

Ricordiamo che in alcuni casi la franchigia di 129,11 euro non è prevista e si può beneficiare di una deduzione dal reddito complessivo. L’Agenzia delle entrate ogni anno predispone una circolare, a cui rimandiamo, che riporta le istruzioni e i chiarimenti in base alla normativa vigente per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi.

Bibliografia

Idrochinesiterapia, Manuale di Riabilitazione in Acqua, di Piero Benelli e Milco Zanazzo, EdiErmes.

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