Il fisioterapista

Ultimo aggiornamento il 19 Ottobre 2023
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Chi è il fisioterapista? Il fisioterapista è un professionista sanitario specializzato nel trattamento e nella riabilitazione di pazienti affetti da disturbi muscoloscheletrici, neurologici, respiratori e cardiovascolari. Il suo obiettivo principale è quello di aiutare i pazienti a recuperare la funzionalità fisica, ridurre il dolore, migliorare la mobilità e promuovere un benessere generale.[…]

Il fisioterapista è un professionista sanitario specializzato nel trattamento e nella riabilitazione di pazienti affetti da disturbi muscoloscheletrici, neurologici, respiratori e cardiovascolari. Il suo obiettivo principale è quello di aiutare i pazienti a recuperare la funzionalità fisica, ridurre il dolore, migliorare la mobilità e promuovere un benessere generale. di pazienti affetti da varie condizioni mediche. Attraverso l’uso di tecniche specifiche, il fisioterapista aiuta i pazienti a migliorare la loro funzionalità fisica, ridurre il dolore, recuperare la mobilità e migliorare la qualità della vita. La fisioterapia è una disciplina completa e indispensabile nel campo della salute e del benessere.

L’individuazione di questa figura e del relativo profilo professionale è stata normata nel 1994 con il Decreto Ministeriale 741. Nel testo sono comprese le professionalità proprie del fisioterapista e i suoi campi di competenza. Tra questi, si identifica la figura del fisioterapista come un operatore sanitario, titolare del diploma universitario abilitante, che svolge in modo autonomo o in collaborazione con altri professionisti sanitari interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della mobilità, delle funzioni cognitive superiori e delle funzioni viscerali derivanti da eventi patologici di varie eziologie, sia congenite che acquisite. In base alle diagnosi e alle prescrizioni del medico, nell’ambito delle proprie competenze, il fisioterapista:

  • elabora, anche in équipe multidisciplinare, la definizione del programma di riabilitazione mirato all’identificazione e al superamento dei bisogni di salute dei disabili;
  • svolge autonomamente attività terapeutiche per la rieducazione funzionale delle disabilità motorie, psicomotorie e cognitive, utilizzando terapie fisiche, manuali, massoterapiche e occupazionali;
  • propone l’utilizzo di protesi e ausili, addestra all’uso e verifica la loro efficacia;
  • verifica l’adeguatezza delle metodologie riabilitative adottate per il raggiungimento degli obiettivi di recupero funzionale.

Che cosa fa il fisioterapista?

Il fisioterapista svolge un’ampia gamma di mansioni nel corso della sua pratica professionale. A seguito di una prescrizione di un medico specialista in Fisiatria o di un Ortopedico, il fisioterapista valuta il paziente per identificare il problema e la condizione clinica. Questa valutazione comprende una serie di test fisici, valutazioni funzionali e una dettagliata anamnesi del paziente. Sulla base di queste informazioni, il fisioterapista elabora un piano di trattamento personalizzato che può comprendere terapia manuale, terapia strumentale, massoterapia, linfodrenaggio. Le sue mansioni riguardano la valutazione, la diagnosi e il trattamento dei disturbi fisici al fine di favorire il ripristino e il mantenimento delle funzioni motorie e fisiche.

Una volta completata la valutazione, il fisioterapista utilizza una varietà di tecniche terapeutiche per affrontare le problematiche fisiche del paziente. Queste tecniche possono includere:

  1. Esercizi terapeutici: il fisioterapista prescrive e guida l’esecuzione di esercizi specifici volti a ripristinare la forza muscolare, la flessibilità e la mobilità articolare. Questi esercizi possono essere eseguiti in diversi modi, come attraverso il movimento attivo, la resistenza, la terapia manuale o l’utilizzo di attrezzature specializzate.
  2. Terapia manuale: il fisioterapista utilizza le sue mani il massaggio terapeutico, la mobilizzazione articolare e la manipolazione muscolare, al fine di ridurre il dolore e ripristinare la funzionalità.
  3. Terapia fisica: comprende l’utilizzo di modalità fisiche come il calore, il freddo, l’elettroterapia, tecarterapia, terapia laser e ultrasuoni per alleviare il dolore, ridurre l’infiammazione e favorire il recupero muscolare.

In generale, il fisioterapista è tenuto a dare consigli utili e informazioni sulla gestione dei sintomi, sul corretto utilizzo del corpo, sulle posizioni da adottare, sull’ergonomia e sulla gestione dell’attività fisica. Questo può includere la prescrizione di esercizi specifici da eseguire a casa, in palestra o in un centro riabilitativo, al fine di mantenere la forza muscolare, la flessibilità e la salute generale. Questo potrebbe includere anche l’istruzione sulla prevenzione agli infortuni e la promozione di uno stile di vita sano.

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Le aree di intervento del fisioterapista sono diverse e includono la riabilitazione post-operatoria, la gestione del dolore cronico, il recupero da lesioni sportive, il trattamento di condizioni muscolo-scheletriche come l’artrosi, la lombalgia, le lesioni spinali, le patologie neurologiche come, ad esempio, l’ictus, il morbo di Parkinson. Mediante la formazione complementare, integra la sua formazione di base con specializzazioni nel campo della psicomotricità e della terapia occupazionale: la specializzazione in psicomotricità consente al fisioterapista di fornire assistenza riabilitativa, sia psicologica che fisica, a soggetti in età evolutiva con deficit neurosensoriali o psicologici; la specializzazione in terapia occupazionale permette al fisioterapista di operare anche nella traduzione funzionale della mobilità residua, al fine di sviluppare compensi funzionali alla disabilità, con particolare attenzione all’addestramento per ottenere l’autonomia nelle attività quotidiane, relazionali (studio-lavoro-tempo libero) e all’utilizzo di diversi tipi di ausili per la persona o l’ambiente.

Oltre alle terapie dirette, il fisioterapista può essere coinvolto nella gestione del paziente all’interno di un team multidisciplinare, collaborando con medici, infermieri e altri professionisti sanitari per garantire un approccio globale e integrato alla cura del paziente.

Come e quando può aiutarti il fisioterapista?

Il fisioterapista può aiutare la persona in diversi modi, a seconda delle specifiche esigenze e condizioni. Ecco alcuni dei modi principali in cui un fisioterapista può offrire assistenza:

  1. Riduzione del dolore: Il fisioterapista può utilizzare diverse tecniche terapeutiche, come la terapia manuale, il massaggio, il calore, il freddo o la terapia elettrica, per ridurre il dolore. Queste tecniche possono essere utilizzate per alleviare il dolore muscolare, le tensioni, le lesioni o le condizioni croniche come l’artrite.
  2. Ripristino della funzionalità: a seguito di un infortunio o di una patologia che ha compromesso la mobilità o la capacità di svolgere le attività quotidiane, il fisioterapista può aiutare nel recupero della funzionalità. Attraverso esercizi terapeutici, programmi di rieducazione motoria e l’utilizzo di apparecchiature specializzate, il fisioterapista può aiutare a riacquistare la forza, la flessibilità e la coordinazione necessarie per tornare alle attività normali.
  3. Riabilitazione post-operatoria: dopo un intervento chirurgico, il fisioterapista può svolgere un ruolo fondamentale nel processo di riabilitazione. Utilizzando tecniche specifiche e protocolli di esercizio mirati, il fisioterapista lavora con il paziente per il ritorno ad una completa mobilità.
  4. Prevenzione delle lesioni: attraverso valutazioni funzionali, consigli su postura corretta, tecniche di rafforzamento e stretching, il fisioterapista è in grado di migliorare la resistenza, la stabilità e la capacità di movimento, riducendo così il rischio di lesioni.
  5. Miglioramento delle performance sportive: per uno sportivo, il fisioterapista è fondamentale per la preparazione atletica e il miglioramento delle prestazioni. Attraverso valutazioni biomeccaniche, programmi di allenamento specifici, terapia manuale e modalità di recupero adeguati, il fisioterapista è in grado di ottimizzare la resistenza, forza e coordinazione per raggiungere gli obiettivi sportivi.
  6. Gestione di condizioni croniche: il fisioterapista può lavorare con persone che soffrono di condizioni croniche, come artrite, fibromialgia o malattie neurologiche. Attraverso un approccio multidisciplinare, il fisioterapista può fornire trattamenti che aiutino a gestire i sintomi, migliorare la qualità della vita e mantenere la funzionalità il più possibile.
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È importante sottolineare che ogni situazione clinica è unica e necessita di una consulenza specifica per l’esigenza. Grazie ad una diagnosi accurata del medico specialista, il fisioterapista metterà in atto le prescrizioni e sarà in grado di sviluppare un trattamento riabilitativo personalizzato.

Dove lavora il fisioterapista?

In base al comma 6 del D.M. 741, il fisioterapista svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero-professionale. Il fisioterapista, inoltre, può svolgere attività di studio e di ricerca, di insegnamento e di consulenza professionale. Il fisioterapista può lavorare in diversi contesti e setting di cura, sia nel settore pubblico che privato.

Contesti lavorativi in cui un fisioterapista può esercitare la sua professione

Ospedali:
I fisioterapisti lavorano in contesto ospedaliero ambulatoriale ma anche in reparti specifici, come il reparto di riabilitazione o il reparto ortopedico, sia in altri reparti come l’unità di terapia intensiva, la pneumologia o la neurologia. Qui, collaborano con il team medico per fornire terapie di riabilitazione ai pazienti affetti da patologie acute o croniche.

Centri riabilitativi: I centri riabilitativi, compresi i centri di riabilitazione fisica, i centri di riabilitazione cardiaca e i centri di riabilitazione neurologica, offrono un ambiente dedicato alla riabilitazione e al recupero funzionale. I fisioterapisti lavorano in stretta collaborazione con altri professionisti sanitari per fornire programmi di riabilitazione personalizzati ai pazienti.

Studi privati di fisioterapia: Molti fisioterapisti scelgono di aprire il proprio studio privato, dove offrono servizi di fisioterapia a pazienti ambulatoriali. Questo può includere terapie manuali, esercizi terapeutici, tecniche di rieducazione motoria e altre modalità di riabilitazione.

Centri sportivi: I fisioterapisti possono lavorare in centri sportivi, club sportivi, squadre professionali o associazioni sportive, fornendo supporto per la prevenzione degli infortuni, la riabilitazione e il miglioramento della performance atletica. Collaborano con gli atleti per migliorare la resistenza, la forza e la flessibilità e per gestire eventuali lesioni muscolari.

Case di cura e strutture di assistenza a lungo termine: I fisioterapisti possono lavorare in case di cura, strutture di assistenza domiciliare o residenziale, dove forniscono terapie di riabilitazione e assistenza a lungo termine a persone anziane o con disabilità.

Ambulatori medici: I fisioterapisti possono lavorare in ambulatori medici, cliniche specialistiche o poliambulatori, dove collaborano con medici e altri professionisti sanitari per fornire terapie di riabilitazione e trattamenti specifici per determinate condizioni mediche.

Centri di ricerca e accademici: Alcuni fisioterapisti possono scegliere di lavorare in centri di ricerca o istituzioni accademiche, partecipando a studi clinici, svolgendo ricerche o insegnando in programmi di fisioterapia.

Questi sono alcuni dei principali contesti lavorativi in cui un fisioterapista può lavorare. È importante sottolineare che le opportunità di lavoro possono variare a seconda del contesto geografico, delle specializzazioni del fisioterapista e delle esigenze del sistema sanitario locale.

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Come diventare fisioterapista? Il percorso di studi

Il percorso formativo di un fisioterapista viene definito con il decreto del Ministero della Sanità e si conclude con il rilascio del titolo abilitante che costituisce il titolo preferenziale per l’esercizio della professione. La formazione di un fisioterapista in Italia richiede la Laurea Triennale in Fisioterapia conseguita presso Fisioterapia presso un’università riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. L’ammissione al corso di laurea richiede il superamento di un esame di ammissione, che può variare a seconda dell’università.

Il corso di laurea in Fisioterapia offre una solida formazione teorica e pratica, finalizzata a fornire agli studenti le competenze necessarie per lavorare come fisioterapisti professionisti. Durante il corso di studi, gli studenti acquisiscono conoscenze approfondite sull’anatomia umana, la fisiologia, la biomeccanica, la neurologia, la patologia e le metodologie di valutazione e trattamento fisioterapico. In ogni corso triennale, è prevista un tirocinio obbligatorio, elemento fondamentale del percorso di studi in fisioterapia in cui gli studenti hanno l’opportunità di applicare le conoscenze acquisite durante le lezioni teoriche. I tirocini vengono svolti presso strutture sanitarie, ospedali, centri riabilitativi e altre strutture dove operano fisioterapisti professionisti.

Questi stage offrono agli studenti l’opportunità di lavorare direttamente con i pazienti, al fine di acquisire familiarità con le diverse condizioni cliniche. Al termine del corso di laurea triennale, gli studenti devono sostenere un esame di laurea, che consiste in una prova teorica e pratica per valutare la loro preparazione e competenza nel campo della fisioterapia. Dopo la laurea, molti fisioterapisti scelgono di continuare la loro formazione attraverso corsi di specializzazione, master o dottorati di ricerca. Questi percorsi formativi offrono l’opportunità di approfondire ulteriormente le conoscenze e le competenze in specifici settori della fisioterapia, come la riabilitazione neurologica, ortopedica o sportiva.

Abilitazione all’esercizio professionale

L’abilitazione all’esercizio professionale e l’iscrizione all’Albo dei fisioterapisti sono requisiti fondamentali per chi desidera praticare la professione di fisioterapista in Italia. Vediamo nel dettaglio cosa sono e a che cosa servono.

L’abilitazione all’esercizio professionale è il riconoscimento formale che attesta la competenza e la qualificazione di un fisioterapista per esercitare la professione. Per ottenere l’abilitazione, è necessario superare l’Esame di Stato per l’abilitazione alla professione sanitaria di Fisioterapista. Questo esame è organizzato dal Ministero della Salute e si svolge alla fine del percorso di studi triennale. L’Esame di Stato consiste in una prova scritta e una prova pratica.

La prova scritta valuta la conoscenza teorica del candidato in vari settori della fisioterapia, come l’anatomia, la fisiologia, la patologia e le metodologie di valutazione e trattamento.
La prova pratica, invece, permette di dimostrare le competenze pratiche nel campo della fisioterapia, attraverso la valutazione e il trattamento di un paziente simulato. Superato l’Esame di Stato, si ottiene l’abilitazione all’esercizio professionale, che è requisito obbligatorio per praticare la professione di fisioterapista in Italia. Questo riconoscimento conferisce al fisioterapista la responsabilità di fornire cure di qualità e sicurezza ai pazienti, nel rispetto delle normative professionali e degli standard etici.

Iscrizione all’Albo dei Fisioterapisti

L’iscrizione all’albo dei fisioterapisti è un ulteriore passo importante per un fisioterapista. L’albo è un registro pubblico gestito dall’Ordine dei Fisioterapisti della regione di appartenenza. Per potersi iscrivere all’albo, è necessario presentare la documentazione richiesta, tra cui la certificazione di abilitazione all’esercizio professionale. L’iscrizione all’Albo dei Fisioterapisti, ora confluito in un Ordine autonomo, offre numerosi vantaggi professionali. Innanzitutto, conferisce una legittimazione ufficiale all’esercizio della professione, fornendo ai pazienti una garanzia sulla competenza e la qualificazione del fisioterapista. Inoltre, l’iscrizione all’albo permette di essere parte di una comunità professionale, facilitando la condivisione di conoscenze, l’aggiornamento scientifico e la partecipazione a eventi formativi. L’albo dei fisioterapisti svolge anche un ruolo di controllo e tutela nei confronti della professione. Monitora l’operato dei professionisti, disciplinando eventuali comportamenti non conformi alle norme deontologiche.

Il fisioterapista è laureato?

Sì, per diventare fisioterapista è necessario conseguire la laurea triennale in Fisioterapia. In molti Paesi, tra cui l’Italia, la professione di fisioterapista richiede una formazione universitaria specifica. Il percorso di studio per la laurea in Fisioterapia comprende corsi che coprono una varietà di discipline, tra cui anatomia, fisiologia, neurologia, ortopedia, riabilitazione, metodologie di valutazione e tecniche di trattamento fisioterapico. Durante il corso di laurea, gli studenti acquisiscono competenze pratiche attraverso stage clinici presso strutture sanitarie e centri di riabilitazione.

Dopo aver completato con successo il corso di laurea in Fisioterapia, è possibile richiedere l’abilitazione all’esercizio professionale, che consente di svolgere la professione di fisioterapista. L’abilitazione viene rilasciata dall’Ordine dei Fisioterapisti della regione di appartenenza dopo aver superato un esame di stato.

La laurea in Fisioterapia fornisce le conoscenze e le competenze necessarie per lavorare come fisioterapista e svolgere le varie mansioni e trattamenti legati alla professione.

Cosa studia un fisioterapista: il percorso di studio

Le università italiane offrono percorsi di studio specialistici, che possono riguardare master di specializzazione ma anche Dottorati di ricerca. Vediamo nel dettaglio i percorsi di studio disponibili.

Laurea Triennale in Fisioterapia: Il corso di laurea triennale in Fisioterapia è il percorso di base per diventare un fisioterapista. Questo corso di laurea ha una durata di tre anni e fornisce una formazione completa nelle discipline fondamentali della fisioterapia. Gli studenti acquisiscono una solida conoscenza teorica e competenze pratiche per valutare e trattare pazienti con disturbi fisici. Durante il corso di studi, sono previste anche esperienze pratiche e il tirocinio obbligatorio per applicare le conoscenze acquisite.

Master in Fisioterapia: Dopo la laurea triennale, i fisioterapisti possono scegliere di continuare la loro formazione attraverso corsi di specializzazione o master. I master in Fisioterapia offrono un approfondimento specifico in un’area di interesse, consentendo ai professionisti di acquisire competenze avanzate e specialistiche. Questi programmi di studio possono essere focalizzati su settori come la riabilitazione neurologica, ortopedica, cardiopolmonare, sportiva o pediatrica. I master in Fisioterapia sono solitamente della durata di uno o due anni e comprendono sia corsi teorici che esperienze pratiche. È importante notare che l’accesso ai master in Fisioterapia può richiedere requisiti specifici, come il possesso della laurea triennale in Fisioterapia e/o un certo numero di anni di esperienza lavorativa nel campo. Inoltre, le università offrono anche programmi di studio post-laurea, come dottorati di ricerca o corsi di perfezionamento, per coloro che desiderano approfondire ulteriormente la ricerca nel campo della fisioterapia o perseguire una carriera accademica.

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Il fisioterapista è un medico?

No, il fisioterapista non è un medico. Il termine “fisioterapista” si riferisce a un professionista sanitario specializzato nella diagnosi e nel trattamento dei disturbi fisici attraverso terapie non invasive. Mentre i medici si concentrano sulla diagnosi medica e sulla prescrizione di farmaci, i fisioterapisti si occupano di fornire terapie fisiche e riabilitazione per aiutare i pazienti a recuperare la funzionalità fisica, ridurre il dolore e migliorare la qualità di vita. Sono in grado di valutare e diagnosticare disturbi muscoloscheletrici, neurologici, respiratori e cardiovascolari. Sulla base di questa valutazione, sviluppano piani di trattamento personalizzati utilizzando una varietà di tecniche, come terapia manuale, esercizio terapeutico, elettroterapia e altre modalità.

È importante sottolineare che, sebbene il fisioterapista non sia un medico, lavora spesso in collaborazione con i medici e altri professionisti sanitari all’interno di un team multidisciplinare. La loro collaborazione è fondamentale per garantire una cura completa e integrata per il paziente.

Che differenza c’è tra un fisioterapista e un fisiatra?

Il fisioterapista e il fisiatra sono due professionisti che lavorano nel campo della riabilitazione e della cura del corpo, ma hanno ruoli e responsabilità diverse. Il medico fisiatra o medico specialista in fisiatria è un medico specializzato nella medicina fisica e riabilitativa. Si tratta di un medico specialista che ha completato una formazione specifica nel campo della fisiatria. Il ruolo principale del fisiatra è valutare e gestire le disabilità e le condizioni mediche che influiscono sulla funzionalità del paziente.

Il fisiatra utilizza una combinazione di valutazioni cliniche, procedure diagnostiche e approcci terapeutici per stabilire un piano di cura completo e multidisciplinare per i pazienti. In base alla diagnosi e alle condizioni cliniche del paziente, il fisiatra può prescrivere cicli di fisioterapia e di esercizi terapeutici. Questo può includere prescrizioni di farmaci per il controllo del dolore, procedure terapeutiche come infiltrazioni o elettroterapia, prescrizione di dispositivi di assistenza come tutori o protesi, e coordinamento di trattamenti e terapie come la fisioterapia. Il fisiatra lavora in stretta collaborazione con altri professionisti sanitari, come fisioterapisti, terapisti occupazionali, ortopedici e neurologi, per fornire una cura integrata e mirata.

Il fisioterapista è un professionista sanitario specializzato nel trattamento e nella gestione dei disturbi muscolo-scheletrici e neurologici. Il suo obiettivo principale, seguendo le indicazioni del medico prescrittore, è di promuovere il movimento e la funzionalità ottimali attraverso l’uso di terapie fisiche, esercizi terapeutici, tecniche manuali, modalità fisiche come il calore o il freddo, e altre modalità di trattamento. Il fisioterapista lavora in stretta collaborazione con il paziente per ridurre il dolore, ripristinare la funzione e favorire il recupero dopo un infortunio o una malattia.

La differenza principale tra un fisioterapista e un fisiatra risiede nella formazione e nella qualifica professionale. Il fisioterapista è un professionista sanitario specializzato nella terapia fisica e nel trattamento dei disturbi muscolo-scheletrici e neurologici, mentre il fisiatra è un medico specialista che si occupa di valutazione, diagnosi e gestione globale delle condizioni mediche che influenzano la funzionalità del paziente.

Quali branche della fisioterapia esistono?

La fisioterapia è una disciplina vasta e diversificata, che comprende diverse branche di specializzazione. Di seguito, sono elencate alcune delle principali:

  1. Fisioterapia muscolo-scheletrica: si concentra sulla diagnosi, il trattamento e la riabilitazione delle patologie muscolo-scheletriche, come lesioni sportive, fratture, dislocazioni, distorsioni, dolori muscolari e articolari, problemi posturali e disfunzioni della colonna vertebrale.
  2. Fisioterapia neurologica: si occupa di pazienti con lesioni o malattie neurologiche, come ictus, lesioni del midollo spinale, malattia di Parkinson, sclerosi multipla e lesioni cerebrali traumatiche. Gli obiettivi principali sono il ripristino della funzione motoria, il miglioramento dell’equilibrio e della coordinazione, e la gestione dei sintomi neurologici.
  3. Fisioterapia pediatrica: si concentra sulla cura e sulla riabilitazione di bambini e neonati con disturbi congeniti, disturbi dello sviluppo, disabilità fisiche o neurologiche, ritardi motori e problemi respiratori. Il fisioterapista pediatrico utilizza approcci specializzati per favorire lo sviluppo motorio e il raggiungimento di traguardi appropriati all’età.
  4. Fisioterapia cardiaca e respiratoria: La fisioterapia cardiaca si occupa di pazienti con malattie cardiovascolari, come infarto miocardico, insufficienza cardiaca o chirurgia cardiaca. La fisioterapia respiratoria si concentra invece sulla gestione delle patologie polmonari, come l’asma, la bronchite cronica, la fibrosi cistica e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Queste branche mirano a migliorare la funzionalità cardiaca e respiratoria attraverso esercizi, tecniche di respirazione e gestione dell’energia.
  5. Fisioterapia sportiva: si concentra sulla prevenzione, il trattamento e la riabilitazione delle lesioni sportive. I fisioterapisti sportivi lavorano con atleti di diverse discipline per ottimizzare la performance, migliorare la forza e la flessibilità e gestire le lesioni legate all’attività sportiva.
  6. Fisioterapia geriatrica: si occupa degli anziani e dei problemi di salute associati all’invecchiamento, come l’artrite, l’osteoporosi, la ridotta mobilità e l’equilibrio compromesso. Il fisioterapista geriatrico mira a migliorare la qualità di vita degli anziani, mantenendo la mobilità, la funzionalità e l’autonomia.
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Quali patologie tratta il fisioterapista?

Il fisioterapista si occupa di una vasta gamma di patologie e condizioni che coinvolgono il sistema muscolo-scheletrico, neurologico, cardiopolmonare e altri sistemi del corpo. Di seguito, sono elencate alcune delle principali patologie con cui un fisioterapista può confrontarsi nella pratica clinica.

  • Disturbi muscolo-scheletrici: questi includono lesioni muscolari, distorsioni, tendiniti, fratture, lussazioni, osteoartrite, malattie degenerative delle articolazioni e dolori cronici alla schiena, al collo, alle spalle o ad altre parti del corpo.
  • Lesioni sportive: i fisioterapisti sono coinvolti nella prevenzione e nella gestione delle lesioni sportive, come distorsioni, stiramenti muscolari, lesioni legamentose, lesioni da sovraccarico e lesioni acute o croniche associate alla pratica sportiva.
  • Patologie neurologiche: queste includono ictus, lesioni del midollo spinale, sclerosi multipla, paralisi cerebrale, lesioni del sistema nervoso periferico, malattia di Parkinson e neuropatie. I fisioterapisti si concentrano sulla riabilitazione e sul ripristino delle funzioni motorie e dell’equilibrio.
  • Problemi respiratori: i fisioterapisti possono trattare pazienti con patologie respiratorie come asma, bronchite cronica, enfisema e fibrosi polmonare. In questi casi, utilizzano tecniche specializzate per migliorare la funzione respiratoria, la capacità polmonare e l’efficienza respiratoria.
  • Riabilitazione post-operatoria: dopo interventi chirurgici ortopedici, neurologici o cardiovascolari, i fisioterapisti svolgono un ruolo cruciale nel processo di riabilitazione. Aiutano i pazienti a recuperare la mobilità, la forza muscolare e la funzionalità nel periodo post-operatorio.
  • Problemi pediatrici: I fisioterapisti possono trattare bambini con condizioni come ritardo dello sviluppo motorio, paralisi cerebrale, disturbi del tono muscolare, difetti congeniti o neurologici.
  • Problemi legati all’invecchiamento: con l’avanzare dell’età, possono sorgere condizioni come l’artrite, l’osteoporosi, l’instabilità e le cadute. I fisioterapisti aiutano gli anziani a mantenere l’indipendenza funzionale, migliorando la mobilità, l’equilibrio e la qualità della vita.
  • Disturbi del sistema cardiaco: per lavorare con pazienti affetti da malattie cardiache, come l’infarto miocardico, l’insufficienza cardiaca o patologie delle valvole cardiache i fisioterapisti si concentrano sull’esercizio terapeutico e sull’allenamento cardiovascolare.

Fisioterapista convenzionato

Per accedere a servizi di fisioterapia convenzionati, si possono seguire questi passaggi:

  1. Verifica le tue coperture assicurative: prima di cercare una convenzione per la fisioterapia a Roma, è importante verificare le tue coperture assicurative. Controlla se hai un’assicurazione sanitaria privata che copra i trattamenti di fisioterapia o se sei beneficiario di una polizza salute.
  2. Consulta il tuo medico o specialista: spiega loro le tue condizioni e chiedi se possono consigliarti una convenzione specifica a Roma. I medici hanno familiarità con le reti di fornitori e possono indirizzarti verso strutture o professionisti che offrono servizi di fisioterapia convenzionati.
  3. Contatta le strutture convenzionate: una volta individuata una lista di strutture o professionisti convenzionati, contattali direttamente per chiedere informazioni dettagliate sulle convenzioni e sulla copertura assicurativa. Fornisci loro i dettagli della tua assicurazione e chiedi quali documenti o procedure sono necessari per usufruire dei servizi convenzionati.
  4. Prenotazione e trattamenti: confermata la tua idoneità alla convenzione, procedi con la prenotazione dei trattamenti di fisioterapia presso la struttura convenzionata. Assicurati di seguire le procedure specifiche indicate dalla struttura e di portare con te eventuali documenti richiesti.

Ricorda che le convenzioni possono variare a seconda delle strutture e delle assicurazioni; quindi, è sempre consigliabile verificare i dettagli specifici con i fornitori dei servizi e le tue assicurazioni. Inoltre, tieni presente che alcune convenzioni potrebbero prevedere un limite di sedute o richiedere autorizzazioni preventive da parte del medico prescrittore.

Fisioterapista a domicilio Roma

La fisioterapia domiciliare offre la comodità di ricevere cure specialistiche direttamente a casa propria, adatta a persone con difficoltà di mobilità o che preferiscono essere trattate nel loro ambiente familiare.

Consulenza medica: parla con il tuo medico di fiducia o con uno specialista per ottenere un riferimento o una raccomandazione per un fisioterapista a domicilio. Gli esperti medici possono avere una rete di professionisti fidati a cui possono indirizzarti.

Pianifica una valutazione iniziale: una volta individuato un fisioterapista a domicilio che sembra adatto alle tue esigenze, pianifica una valutazione iniziale. Durante questa visita, potrai discutere delle tue condizioni, dei tuoi obiettivi di riabilitazione e delle modalità di trattamento. È importante che tu sia aperto nel comunicare le tue esigenze e aspettative per garantire una terapia personalizzata.

Verifica le credenziali: assicurati che il fisioterapista a domicilio sia adeguatamente qualificato e abilitato. Verifica che sia registrato presso l’Ordine dei Fisioterapisti e che abbia le competenze necessarie per trattare la tua specifica condizione.

Costi e disponibilità: Discuti dei costi e delle tariffe dei trattamenti a domicilio. Assicurati di comprendere se accettano pagamenti assicurativi o se offrono piani di pagamento flessibili. Inoltre, verifica la disponibilità del fisioterapista e concorda sugli orari e sulla frequenza delle visite.

Scegliere un fisioterapista a domicilio a Roma richiede attenzione e ricerca per garantire un’assistenza di qualità. Prenditi il tempo necessario per valutare le opzioni disponibili e trova un professionista competente che possa soddisfare le tue esigenze di cura.

Nelle grandi città come Roma, Milano e Napoli, ma anche in piccoli centri urbani non raggiunti capillarmente da una rete di strutture riabilitative all’avanguardia, la fisioterapia domiciliare è fondamentale!

Idrokinesiterapista: cosa fa un fisioterapista in acqua

L’idrokinesiterapista è un fisioterapista specializzato nella riabilitazione in acqua conosciuta come idrokinesiterapia o idroterapia o idrochinesiterapia. Si tratta di una forma di riabilitazione che si svolge in piscine sanitarie appositamente attrezzate, integrando e ottimizzando il percorso riabilitativo eseguito a secco. Quando si considera la realizzazione di tali impianti, è importante tenere conto di diversi fattori e investimenti significativi.

Cosa è importante per un impianto di piscina da idrokinesiterapia

  1. Temperatura dell’acqua: si tratta di un elemento cruciale per l’efficacia della terapia. Questa deve essere costantemente monitorata; di solito, l’acqua viene mantenuta tra i 28 e i 34 gradi Celsius, più calda quindi rispetto alle comuni piscine.
  2. Elementi strutturali aggiuntivi: la vasca riabilitativa deve essere dotata di elementi strutturali che favoriscano il movimento agevolato del paziente e la modulazione degli esercizi. Questi elementi possono includere gradini, maniglie e barre di sostegno.
  3. Ausili, attrezzi e accessori: per eseguire in maniera completa una sessione di fisioterapia in acqua è necessario disporre di specifici ausili, attrezzi e accessori come pesi o galleggianti. L’idrokinesiterapista sceglierà gli strumenti più adatti per ogni paziente in base alle esigenze specifiche.
  4. Percorsi facilitati di ingresso e uscita: è importante che la piscina offra percorsi agevolati per consentire ai pazienti di entrare e uscire in sicurezza dall’acqua. Questo può includere scale con corrimano, rampe o soluzioni alternative per favorire l’accessibilità.
  5. Spogliatoi: la struttura deve disporre di adeguati spazi e ben attrezzati per offrire comfort e privacy ai pazienti durante le fasi di cambio e preparazione.

L’idrokinesiterapia offre numerosi benefici grazie all’ambiente acquatico, come il supporto dell’acqua che riduce l’effetto gravitazionale sul corpo, il miglioramento della mobilità articolare, il rilassamento muscolare. L’utilizzo di una piscina riabilitativa adeguatamente attrezzata contribuisce a garantire un trattamento sicuro ed efficace, consentendo ai pazienti di svolgere gli esercizi in modo confortevole e ottimale sotto la guida del fisioterapista. A Roma, Top Physio Clinics ha deciso di puntare sull’Idrokinesiterapia, dotando di questo servizio le sue sedi presenti sul territorio della Capitale

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