Fibromialgia

Ultimo aggiornamento il 19 Ottobre 2022
Linee guida sulla fibromialgia

Migliorare la qualità di vita con la fisioterapia

del Dott. Andrea Acciarini

La fibromialgia (FM) è una condizione frequente e diffusa in tutto il mondo: si tratta soprattutto di una sindrome dolorosa cronica che colpisce circa il 2% della popolazione mondiale ed è più comune fra le donne di età adulta (rapporto femmine-maschi di 3:1).

La causa è sconosciuta, tuttavia negli ultimi 15 anni i progressi nel settore delle tecnologie di neuroimmagine funzionale hanno evidenziato il ruolo della “sensibilizzazione centrale del dolore” quale principale processo patogenetico: il soggetto ha una maggiore sensibilità agli stimoli fisici e alla sensazione tattile, avverte quindi dolore a seguito di stimoli che normalmente non vengono percepiti dal sistema nervoso centrale come dolorosi o lo sono solo lievemente. Ad esempio, un pizzicotto leggero viene avvertito come un dolore intenso o lancinante.

La FM rimane una sindrome controversa e stimola un continuo dibattito scientifico: alcuni medici non ritengono di dover usare l’etichetta diagnostica di “fibromialgia” in quanto in disaccordo con il concetto stesso della condizione, altri hanno difficoltà a diagnosticare un paziente con dolore cronico diffuso come affetto da FM. Queste incertezze determinano un considerevole ritardo nella diagnosi che invece ridurrebbe l’ansia ed eviterebbe l’esecuzione di indagini diagnostiche superflue in molti pazienti. Allo scopo di colmare queste lacune, negli ultimi anni sono state pubblicate alcune linee guida basate sulla migliore evidenza disponibile in letteratura per aiutare i medici a stilare la diagnosi corretta e decidere il trattamento. Proviamo a sintetizzare questi dati.

Diagnosi di fibromialgia  

Le linee guida concordano sul fatto che la diagnosi di FM è clinica, non essendo disponibili esami del sangue, strumentali o istologici in grado di confermarla. L’anamnesi deve includere una storia familiare e/o personale di dolore cronico (a carico di articolazioni, addome, testa), anche in età giovanile, generalmente associato ad un’alta tensione emotiva, astenia e facile affaticamento, ipersensibilità cutanea al tatto, presenza di vari sintomi somatici (gastrointestinali, uro-ginecologici, neurologici, ecc).

L’esame obiettivo evidenzia una dolorabilità generalizzata a carico di strutture muscolo-tendinee e articolari. Ad integrazione della valutazione clinica, si può richiedere al paziente di compilare il Fibromyalgia Survey Questionnaire, uno strumento di screening per fibromialgia che può essere utilizzato dal medico per raccogliere informazioni sulla malattia. Infine, vale la pena ricordare che molte malattie simulano una FM (soprattutto malattie reumatiche infiammatorie, endocrine, neurologiche, a volte neoplastiche) e che alcuni farmaci, fra cui statine, bifosfonati e inibitori dell’aromatasi, sono gravati da eventi avversi che possono essere confusi con la FM.

Per un corretto inquadramento dei sintomi il medico può fare riferimento ai criteri diagnostici per FM, sottoposti a numerose revisioni dal 1990 ad oggi (Tab 1).

Terapia per la fibromialgia   

Principi generali di trattamento

La gestione ottimale della FM richiede una diagnosi precoce e una pianificazione del trattamento condivisa col paziente, al quale è necessario spiegare che i sintomi sono “reali” in quanto legati alla “amplificazione” del dolore da parte del sistema nervoso centrale, ma che i muscoli dolenti non hanno anomalie strutturali o funzionali, non essendo colpiti da una malattia organica, come dimostrato dalla normalità degli esami laboratoristico/strumentali.

Tutto ciò, associato al chiarimento che la FM non comporta disabilità o riduzione dell’aspettativa di vita, riduce l’ansia che accompagna inevitabilmente molti pazienti con dolore cronico.

Obiettivi del trattamento

L’obiettivo del trattamento è migliorare la qualità della vita, moderando l’entità dei sintomi e mantenendo la funzionalità muscoloscheletrica, tenendo conto delle malattie concomitanti e delle preferenze del paziente.

Terapie non farmacologiche

Tutte le linee guida raccomandano una gestione terapeutica improntata principalmente sull’approccio non farmacologico: in tal senso, sono fortemente indicati l’allenamento aerobico (marcia, corsa, cyclette, esercizi ginnici guidati in palestra) ed esercizi di stretching e rinforzo muscolare a secco o in acqua, da iniziare gradualmente per evitare il peggioramento dei sintomi. Anche la balneoterapia e l’idrokinesiterapia (trattamenti ed esercizi in piscina riscaldata) si sono dimostrate efficaci. Pratiche meditative (es. yoga, tai chi), agopuntura e terapie cognitive possono risultare utili in alcuni pazienti, sebbene il livello di evidenza di efficacia sia inferiore rispetto alla fisioterapia sopraindicata, poiché i dati in loro supporto sono meno significativi.

Terapia farmacologica

I trattamenti farmacologici devono essere prescritti solo se necessari, alla dose minima efficace, per un tempo possibilmente limitato e in combinazione con l’attività fisica. I farmaci raccomandati dalle principali linee guida includono duloxetina e milnacipran (inibitori della ricaptazione di serotonina e noradrenalina), amitriptilina (antidepressivo triciclico), pregabalin (un antiepilettico), ciclobenzaprina (un miorilassante ad azione centrale). Purtroppo, solo una piccola percentuale di pazienti (10-25% in più rispetto al placebo) ottiene un efficace sollievo dal dolore con l’uso dei farmaci. Infine, va ricordato che paracetamolo, farmaci antinfiammatori non steroidei, oppiacei e corticosteroidi, tradizionalmente usati nella gestione dei vari tipi di dolore cronico, sono risultati inefficaci nella FM e quindi non sono suggeriti.

In conclusione, la FM si può curare riducendo i sintomi e migliorando la qualità della vita. La fisioterapia ha un ruolo di primo piano nella gestione terapeutica della malattia. Laddove il medico decida di utilizzare farmaci, deve sempre valutarne il rapporto rischi/benefici.

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