F.A.Q. Traumatologia e fratture

Ultimo aggiornamento il 30 Maggio 2022
Dottoressa analizza le fratture insieme ai colleghi

Hai bisogno di un consiglio nella scelta del Superspecialista o del Centro più idoneo per affrontare il tuo particolare caso? Segnalaci la problematica inoltrandoci via mail gli ultimi referti medici o diagnostici effettuati. Sarà nostra premura suggerirti il professionista più indicato per conoscere quale sia il miglior percorso di cura personalizzato sulle tue esigenze.

Chi ha visitato questo sito ci ha spesso chiesto:

Chi è il Medico Chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia?

L’Ortopedico-traumatologo è uno specialista che ha prima conseguito il diploma di Laurea in Medicina e Chirurgia e poi ha dedicato anni ad approfondire, anche tramite un Corso di Specializzazione universitario, la diagnosi e la cura delle patologie che coinvolgono il sistema muscolo-scheletrico.
La sua formazione procede per gradi: dopo il corso di Laurea Magistrale, della durata di 6 anni, il Medico è già pronto ad affrontare le sfide cliniche e chirurgiche, ma assume una maggiore dimestichezza e capacità di gestione dello specifico ambito scelto tramite la Specializzazione. Nel caso della Specialità in Ortopedia e Traumatologia, sono altri 5 gli anni riservati allo studio della gestione delle patologie del sistema osteo-muscolare. Durante la carriera universitaria eventuali Master e Corsi accademici ed extra-accademici indirizzeranno ulteriormente la sua formazione verso una Superspecialità; sarà comunque l’esperienza maturata nel corso della pratica clinica a rendere l’Ortopedico un Medico eccellente.
Data l’incredibile ampiezza dell’ambito di studio non è raro che lo Specialista Ortopedico si dedichi sono ad alcuni campi di ricerca clinica, in modo da offrire al paziente le più recenti metodiche di intervento medico e chirurgico, un’expertise fatta di aggiornamento continuo e una sensibilità propria della moderna medicina basata sull’evidenza.


Chi è specializzato nella Chirurgia ortopedica nella mia città? Come trovo il giusto Chirurgo Ortopedico per me?

Siamo consapevoli di quanto sia difficile trovare uno Specialista preparato, in grado di affrontare le sfide diagnostiche a cui viene sottoposto, con un’empatia relazionale nei confronti dell’assistito e con un bagaglio di conoscenze tale da accompagnarlo nel miglior percorso di cura. A questo scopo abbiamo selezionato i migliori specialisti nella Chirurgia ortopedica della tua città, che si occupino del tuo particolare problema, dalla diagnosi alla cura.
Trovi i curricula dei nostri Top Specialist e le indicazioni su come scegliere lo Specialista adatto alle tue esigenze in questa pagina.


Cosè la Traumatologia?

Sebbene l’Ortopedia-traumatologia sia un’unica grande disciplina, è possibile dividerla concettualmente in aree tematiche, o branche, che poi coincidono spesso con le aree di Superspecializzazione del Medico che vi afferisce.
La Traumatologia è la branca dell’Ortopedia che si occupa del trattamento conservativo e chirurgico delle manifestazioni patologiche traumatiche, in regime di emergenza-urgenza, intervenendo quindi in tutti quei casi che necessitino di una stabilizzazione del quadro clinico nel più breve tempo possibile. Non è raro che l’Ortopedico Traumatologo dedichi gran parte del suo tempo all’attività di Pronto Soccorso, occupandosi quindi di fratture e lussazioni e di altri eventi acuti o di riacutizzazioni di patologie croniche.
L’attività del Traumatologo deve fare i conti con quadri clinici spesso complessi (i cosiddetti politraumi) e si avvantaggia di esami di diagnostica per immagini, come ecografia e radiografia. L’Ortopedico si occupa assai frequentemente delle conseguenze di incidenti sul lavoro e stradali, ma anche di incidenti che si verificano in ambito domestico o sportivo, gestendo lesioni traumatiche diversificate a seconda della gravità, dalle più lievi (contusioni di entità trascurabile) a quelle più impegnative, le cui conseguenze saranno di volta in volta valutate con occhio attento.


Che differenza c’è tra l’Ortopedico e il Traumatologo?

In Italia la Specialità è la stessa, ma ci sono Ortopedici Traumatologi che decidono di dedicare particolare cura all’una o all’altra branca durante la loro carriera formativa.
Infatti, possiamo dividere gli Specialisti in Ortopedia e Traumatologia in due principali gruppi:

  • l’Ortopedico Traumatologo, che si dedica alla gestione del trauma in regime di emergenza-urgenza; sarà sua cura porre un’attenzione particolare non solo alla sede della lesione, ma all’esame generale del paziente;
  • l’Ortopedico che si occupa delle patologie non traumatiche si dedica invece a quella che viene chiamata chirurgia d’elezione, ovvero un tipo di chirurgia con priorità differibile e programmabile; sono di solito trattate in elezione quelle patologie croniche che necessitano di intervento chirurgico ma non rappresentano un rischio per la salute del paziente. È in questo ambito che l’Ortopedico può ultra-specializzarsi in specifici distretti corporei (anca, spalla, mano, ecc.).
Esistono poi altre tipologie di Specialista in Ortopedia e Traumatologia che hanno approfondito tematiche cliniche di particolare rilievo, come l’Ortopedico oncologo (orientato sulle patologie muscolo-scheletriche di rilevanza oncologica), o che si occupano di particolari fasce di popolazione, come l’Ortopedico pediatrico (orientato sulle patologie dell’apparato osteo-muscolare che interessano la popolazione più giovane).


Quali sono le competenze di chi si occupa della Traumatologia dello Sport o Traumatologia
sportiva?

Il Traumatologo dello Sport è il Chirurgo ortopedico che si occupa della diagnosi e del trattamento degli infortuni conseguenti all’attività sportiva.
Non è raro, infatti, a causa dell’elevato impegno fisico richiesto a sportivi ed atleti, che si verifichino infortuni dovuti ai traumatismi continui propri del gesto atletico, oppure per incidenti riferiti durante gli allenamenti o match/gare. Sarà il Traumatologo dello Sport, a seconda del quadro clinico che gli viene presentato, a richiedere adeguati esami strumentali per confermare il sospetto diagnostico (dall’ecografia ad altre indagini di diagnostica per immagini, ad esami di laboratorio), a strutturare una visita specialistica con esami funzionali specifici che coinvolgano i distretti anatomici per i quali si richiede l’intervento, ad indicare il trattamento conservativo o chirurgico ed un congruo regime di riposo e riabilitazione. Sarà sempre cura del Traumatologo dello Sport indicare l’adeguata terapia farmacologica a supporto del percorso di cura e a programmare controlli periodici per verificare l’andamento della ripresa funzionale e la gestione del dolore.
Lo scopo di ogni intervento della Traumatologia sportiva è quello di riguadagnare il migliore stato di salute possibile per consentire all’atleta di élite e allo sportivo amatoriale di tornare alle sue passioni e alla sua vita precedente all’evento traumatico.


Cosè l’Artroscopia?

L’Artroscopia è una metodica diagnostico-chirurgica descritta da minore invasività rispetto alla chirurgia a cielo aperto. Si caratterizza per essere una modalità operatoria relativamente nuova rispetto all’approccio classico ed è attuata per mezzo di specifici strumenti, uno fra tutti è rappresentato dall’artroscopio.
L’artroscopio è forse lo strumento più caratteristico dell’Artroscopia: può accedere direttamente alla cavità articolare attraverso piccoli fori, consentendo di effettuare una diagnosi accurata (Artroscopia diagnostica o esplorativa), e di operare, contestualmente, sulla lesione individuata (Artroscopia operativa).
L’Artroscopia differisce dalle metodiche operatorie classiche per la minor durata della procedura, la ridotta invasività, la più veloce ripresa funzionale articolare, nonché il minor dolore e tempo di degenza media. Sarà comunque sempre la sensibilità dell’operatore a guidare la scelta di procedere con una metodica classica, detta open, oppure con un intervento artroscopico.
Abbiamo parlato in dettaglio dell’Artroscopia in questo approfondimento.


Come va curata una frattura composta?

La frattura composta è quella che si presenta nel caso in cui i monconi generati dalla frattura rimangano nella loro posizione fisiologica, senza interruzione della linea dell’osso. Si tratta quindi di una frattura meno complicata da trattare rispetto a quella scomposta e, solitamente, si può procedere con un trattamento conservativo che preveda l’immobilizzazione dell’osso tramite gesso o tutore. Questo trattamento consentirà alle parti dell’osso di rinsaldarsi e all’osso di guarire. Non in tutti i casi, però, questo discorso è applicabile; ad esempio, nel caso di frattura composta del femore nell’anziano è comunque consigliato l’intervento chirurgico.


Una frattura scomposta va sempre operata?

La frattura scomposta è quella che si presenta nel caso in cui i monconi generati dalla frattura abbiano perso il contatto tra di loro, deviando dalla posizione fisiologica dell’osso. Non è detto che la frattura scomposta debba essere operata in tutti i casi; infatti, bisogna tenere in considerazione il grado di scomposizione e l’età del paziente; a volte nei bambini, anche in presenza di fratture scomposte, non è necessario intervenire chirurgicamente data la maggiore capacità dell’osso di guarire da sé e vista la maggiore quantità di cartilagine presente nelle prime fasi della vita.
Vuoi affidarti nelle mani dei nostri Top Specialist per eseguire un intervento di riduzione di frattua scomposta?


Chi cura la frattura del femore?

Il femore è un osso dell’arto inferiore e costituisce lo scheletro della coscia. Si tratta di un osso connesso ad altri fondamentali distretti anatomici quali anca, tibia e rotula. Dato il suo ruolo significativo nel garantire il movimento, la frattura del femore, che può essere causata da cadute, incidenti stradali o infortuni sportivi, è particolarmente problematica, soprattutto nei soggetti anziani. La frattura del femore viene curata dal Chirurgo Ortopedico specializzato in questa tipologia di trattamento: questi saprà stabilire le forme più opportune di intervento.


È comune la frattura del femore negli anziani?

La frattura del femore negli anziani è molto comune. La maggiore frequenza di questa tipologia di lesione nelle fasce di età avanzate dipende dalla maggiore fragilità ossea legata spesso all’insorgenza dell’osteoporosi. L’osteoporosi è una patologia cronica che colpisce l’apparato muscolo-scheletrico andando a deteriorare la microarchitettura del tessuto osseo e a ridurre la densità minerale ossea. Questa malattia rende le ossa meno resistenti e quindi più soggette a fratture come quella del femore.
Soffri di osteoporosi e hai subito una frattura?


Come evitare, a seguito di una frattura del femore, le complicanze?

Purtroppo, le complicanze sono insite nella natura della frattura del femore: l’intervento chirurgico in caso di frattura, se proposto dallo Specialista, considera sempre che sono meno comuni rispetto a quelle che non si avrebbero in caso di lesione non operata. Comunque, la convergenza di diversi fattori, come quelli indicati di seguito, possono consentire di evitare le complicanze più comuni relative all’intervento per frattura di femore:

  • Scelta delle procedure chirurgiche caratterizzate da minore invasività;
  • Riduzione dell’allettamento;
  • Esecuzione degli esercizi respiratori post-operazione;
  • Attività riabilitativa;
  • Assistenza negli esercizi terapeutici in casa
  • Tono dell’umore alto

Temi una complicanza a seguito di una frattura di femore?


Cosè la frattura pertrocanterica del femore?

La frattura pertrocanterica del femore è la frattura che avviene tra i due trocanteri (grande e piccolo trocantere), rilievi ossei situati alla base del collo femorale, dove si inseriscono i muscoli della regione glutea e dell’anca. A differenza delle fratture del collo del femore, che sono tra gli eventi più frequenti, la frattura pertrocanterica è gravata da una maggiore morbilità (possibilità statistica di incorrere nell’insorgenza di una patologia) e mortalità. Il trattamento di questa lesione avviene per lo più tramite intervento chirurgico, da eseguire entro le 48h onde evitare complicanze. Nell’intervento per frattura pertrocanterica è previsto l’utilizzo di mezzo di sintesi (presidi chirurgici ortopedici per lo più in metallo).


Quali sono, post frattura del femore, i tempi di recupero?

I tempi di recupero post-frattura del femore possono variare sulla base di svariati fattori:

  • Tipo di frattura: le fratture, in generale, possono essere composte ed avere quindi una risoluzione meno complessa. In questo caso, basterà tenere l’arto bloccato per il periodo di tempo indicato dall’Ortopedico. Le fratture, però, possono anche essere scomposte e richiedere l’intervento chirurgico. In quest’ultimo caso, si tratta di una lesione più complessa che può ulteriormente essere aggravata da lesioni associate. Nella circostanza specifica di frattura al femore, specialmente nel soggetto anziano, l’operazione, anche in caso di frattura composta, non solo è consigliata ma deve avvenire anche d’urgenza, per poter evitare gravi complicanze. Nonostante si tratti di un trattamento meno complesso, non è detto comunque che il trattamento conservativo assicuri tempi di recupero più veloci.
  • Tipologia di intervento eseguita: a seconda del tipo di intervento cui sottoporrà il paziente, il Chirurgo Ortopedico potrà fare un prospetto specifico sui relativi tempi di recupero.
    • Lesioni associate: talvolta alla frattura del femore si possono accompagnare lesioni ad altri distretti corporei che potrebbero prolungare i tempi di recupero post-operatori.
    • Qualità ossea: le caratteristiche delle formazioni ossee di ciascun individuo hanno un’influenza sulla resistenza alle fratture e sui tempi post-operatori di recupero.
    • Autonomia del paziente precedente l’operazione: essere un soggetto fisicamente attivo può facilitare il decorso post-operatorio. Infatti, solitamente i benefici derivanti dall’attività fisica possono avere positive ripercussioni anche in una fase di temporanea immobilità.
    • Tipo di riabilitazione: la tipologia del percorso riabilitativo intrapreso e il tipo di esercizi eseguiti hanno un impatto sulla riduzione o il prolungamento dei tempi di recupero per frattura di femore.
      Vuoi saperne di più riguardo i tuoi fattori di rischio?


      Chi cura la frattura di tibia e perone?

      Tibia e perone sono le ossa lunghe che compongono lo scheletro della gamba. Il Chirurgo Ortopedico, specializzato nel trattamento delle fratture di tibia e perone, è colui che si occupa di intervenire su questa tipologia di lesioni. La frattura della tibia può avvenire in qualsiasi punto dell’osso, ma dato che con grande frequenza a fratturarsi è spesso la sezione della tibia che concorre alla formazione dell’articolazione del ginocchio (piatto tibiale), con frattura della tibia si intende, se non altrimenti specificato, la frattura del piatto tibiale. Le fratture di tibia e perone hanno di solito origine da traumi di una certa entità in conseguenza di incidenti stradali, azioni brusche nell’ambito di sport da contatto o impatti particolarmente intensi e cadute rovinose. Se vuoi avere maggiori informazioni riguardo l’ortopedia di ginocchio, in questa pagina abbiamo racchiuso le domande che più spesso ci vengono poste questa pagina.


      La frattura della tibia che tempi di recupero ha?

      I tempi di recupero post-frattura della tibia possono variare a seconda dei fattori indicati anche per la frattura del femore (tipo di frattura, tipologia di intervento eseguita, qualità ossea, lesioni associate e tipo di riabilitazione). Per quanto riguarda le lesioni associate, specifichiamo che spesso alla frattura della tibia si accompagnano lesioni al ginocchio, in particolare ai legamenti crociati anteriore e posteriore.
      Vuoi saperne di più?


      La frattura scomposta della tibia richiede intervento? E la frattura composta della tibia?

      Generalmente, la frattura composta della tibia viene trattata in modo conservativo attraverso l’adozione di un apparecchio gessato o di un tutore, in modo che l’osso immobilizzato nella giusta posizione possa rinsaldarsi e guarire. In caso di frattura scomposta della tibia, è invece più frequente ricorrere all’intervento chirurgico che prevedrà l’utilizzo di mezzi di sintesi interni come protesi, chiodi, placche, viti o esterni come i fissatori esterni.


      La frattura scomposta di tibia e perone va operata?

      Nella maggioranza dei casi la frattura scomposta di tibia e perone deve essere operata. Sarà il Chirurgo Ortopedico a stabilire, dopo aver effettuato diagnosi, la tipologia di operazione più adatta a cui ricorrere e determinerà quindi se sia necessario un intervento chirurgico con mezzi di sintesi interni o mezzi di sintesi esterni.


      Chi cura la frattura del perone?

      La frattura del perone viene trattata dal Chirurgo Ortopedico-traumatologo, specializzato nel trattamento di questa tipologia di lesione, che saprà di caso in caso valutare il modo più efficace per intervenire. Nella maggior parte delle circostanze, la frattura del perone si associa anche ad altre fratture (soprattutto della tibia). La frattura potrebbe interessare uno o più parti tra quelle in cui il perone è suddiviso (testa del perone, diafisi e malleolo peroneale) ed essere composta o scomposta.


      Quali sono, post-frattura del perone, i tempi di recupero?

      I tempi di recupero post-frattura del perone possono variare a seconda dei fattori indicati anche per la frattura del femore e della tibia (tipo di frattura, tipologia di intervento eseguita, qualità ossea, lesioni associate e tipo di riabilitazione). Per quanto riguarda le lesioni associate, specifichiamo che spesso alla frattura del perone si accompagna la frattura della tibia.


      Cosa fare in caso di frattura dell’omero?

      L’omero è l’osso impari, posto tra scapola e avambraccio, che va a costituire lo scheletro del braccio. In caso di frattura dell’omero è necessario rivolgersi ad un Ortopedico-traumatologo specialista nelle fratture dell’omero, che saprà valutare il trattamento più corretto da applicare nella particolare circostanza. In molti casi – soprattutto nei bambini, data la maggiore flessibilità ossea – è possibile evitare l’intervento chirurgico e trattare la frattura attraverso l’adozione di un tutore che immobilizzi l’arto per il periodo di tempo stabilito dall’Ortopedico-traumatologo. In altre circostanze, soprattutto nell’evenienza di fratture scomposte dell’omero nell’adulto, sarà necessario intervenire chirurgicamente adottando mezzi di sintesi (chiodi, viti, placche, fissatori) per far sì che i frammenti siano adeguatamente ricomposti e fissati nella giusta posizione.


      La frattura scomposta dell’omero va operata?

      La decisione di operare o meno una frattura scomposta dell’omero dipende dalla considerazione di diversi fattori; infatti, oltre a valutare il grado di scomposizione, sarà necessario ponderare la scelta anche in base all’età del paziente. I bambini, ad esempio, anche in caso di frattura scomposta, hanno molte più possibilità degli adulti di non dover essere sottoposti ad intervento chirurgico. Nei bambini è infatti più probabile che, grazie alla particolare flessibilità ossea e alla maggiore presenza di cartilagine rispetto agli adulti, l’osso possa guarire in autonomia. In quel caso, basterà adottare un tutore per evitare colpi e movimenti bruschi, senza intervenire chirurgicamente.


      Chi cura una frattura alle costole?

      A curare la frattura alle costole si dedica il Chirurgo Ortopedico Traumatologo, specializzato nel trattamento di questo tipo di lesioni. Per la diagnosi, che rappresenta un momento di vitale importanza, si procede tramite esame obiettivo (ricerca diretta dei segni rivelatori di una determinata patologia o lesione) e radiografia. Questo esame permette di avere un quadro generale della situazione e quindi accertarsi del numero di fratture costali e della loro tipologia nonché dell’eventuale interessamento dei polmoni che potrebbero essere stati lesionati dai monconi ossei, generati dalla frattura. La diagnosi tempestiva è essenziale e nel caso di traumi di grave entità permette di intervenire quanto prima. Infatti, un grande trauma che interessi un certo numero di costole può portare anche a lesioni degli organi interni. Una grave conseguenza di fratture multiple è ad esempio il volet costale, condizione clinica che si manifesta nello scollamento delle costole dalla gabbia toracica. Tale evenienza, andando potenzialmente a intaccare i polmoni, può anche portare alla morte. Si tratta comunque di casi rari; infatti, la maggior parte delle lesioni costali non porta a conseguenze di così grave entità e può essere trattata tranquillamente grazie all’esperienza di un ottimo Ortopedico-traumatologo.


      A seguito di una frattura alle costole, quali sono i sintomi?

      Nella maggior parte dei casi il sintomo più evidente di una frattura alle costole è il dolore. Quest’ultimo varierà a seconda del numero di costole coinvolte nella lesione, della posizione assunta, dei movimenti effettuati con il torace e della soglia di dolore individuale. Qualora la frattura alle costole fosse causata da un trauma, potrebbero associarsi al dolore anche altri sintomi quali gonfiore e comparsa di ematomi.


      Quale specialista tratta la frattura dello scafoide?

      Partiamo innanzitutto da una definizione di scafoide. Lo scafoide è un osso del carpo, a sua volta caratterizzato da un insieme di 8 ossa dette appunto carpali. Lo scafoide concorre, insieme all’osso semilunare, a formare l’articolazione del polso ed è fondamentale per garantirne le normali funzionalità. La frattura dello scafoide è la più frequente tra quelle che possono interessare il carpo ed è solitamente dovuta ad un evento traumatico (cadute, infortuni in ambito sportivo, incidenti stradali).
      Nel trattamento della frattura dello scafoide si impegna il Chirurgo ortopedico-traumatologo, specializzato in questo tipo di lesioni. Diagnosticare e trattare tempestivamente questo tipo di frattura e affidarsi a un esperto è essenziale per riportare il polso alle funzionalità precedenti il trauma ed evitare complicanze future (come l’artrosi) dovute a consolidamenti ossei non correttamente avvenuti.

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