F.A.Q. Ortopedia dell’anca

Ultimo aggiornamento il 4 Luglio 2022
Ortopedia dell'anca

Hai bisogno di un consiglio nella scelta del super specialista o del centro più idoneo per affrontare il tuo particolare caso? Segnalaci la problematica inoltrandoci via mail gli ultimi referti medici o diagnostici effettuati. Sarà nostra premura suggerirti il professionista più indicato da interpellare per conoscere quale sia il miglior percorso di cura personalizzato da intraprendere nel tuo caso.

Chi ha visitato questo sito ci ha spesso chiesto:

Chi sono gli Specialisti in Ortopedia d’anca? Chi si occupa di Chirurgia dell’anca?

Gli Specialisti in ortopedia d’anca sono Chirurghi ortopedici che hanno dedicato una grande parte della loro formazione e hanno maturato elevate competenze nel trattamento delle patologie, delle lesioni e dei traumi dell’anca. Si tratta di Super specialisti della diagnosi e del trattamento dell’anca che si occupano anche della chirurgia relativa a questo distretto, avendo all’attivo un’alta percentuale di casi di successo.


Chi è Specializzato in Chirurgia mininvasiva dell’anca?

La Chirurgia mininvasiva dell’anca è eseguita da un Chirurgo ortopedico esperto nell’utilizzo delle tecniche artroscopiche per il trattamento di patologie, lesioni e traumi dell’anca. Si tratta quindi di un Professionista specializzato nei trattamenti artroscopici mininvasivi dell’anca.


Quali sono, relativamente alla Chirurgia d’anca, i Centri d’eccellenza?

In Italia sono presenti diversi centri di eccellenza nella chirurgia d’anca. Noi di Top Physio abbiamo effettuato le nostre scelte prendendo in considerazione tutti quei Centri in cui vengono eseguiti più interventi chirurgici d’anca e con i migliori risultati. Abbiamo quindi a disposizione svariati riferimenti ma, conoscendo meglio la tua problematica e il luogo in cui risiedi, possiamo sicuramente consigliarti in modo più preciso. Infatti, raccogliendo maggiori dettagli, possiamo non solo indirizzarti al Centro d’eccellenza più adatto a risolvere le tue problematiche ma anche a quello per te più comodo in termini di vicinanza alla tua abitazione. In tal modo sarai accolto nel Centro migliore per il trattamento dell’eventuale patologia o lesione che ha colpito l’anca senza percorrere strade laterali inutili per accedere alle cure a te necessarie. 


Chi è il miglior Ortopedico per l’anca in Italia?

Vi sono diversi Ortopedici d’eccellenza nella diagnosi e del trattamento dell’anca ma ciascuno di loro, a seconda dei casi, matura nell’arco del suo percorso professionale una maggiore esperienza in specifiche patologie e lesioni che interessano il distretto corporeo e maggiori competenze in determinate tipologie di operazioni e trattamenti. In base alla propria problematica è quindi necessario fare una ricerca mirata.


Chi è il miglior Ortopedico per l’anca in generale? Come riconosco un Ortopedico Specialista dell’anca?

Il miglior Ortopedico per l’anca in generale è un Chirurgo Ortopedico che ha dedicato il suo percorso professionale allo studio e al miglioramento delle tecniche che consentono il trattamento delle patologie dell’anca, concentrando la sua casistica principalmente su questo particolare distretto corporeo. In relazione al secondo quesito, vale ciò che abbiamo già detto in risposta alla domanda “Chi è il miglior ortopedico per l’anca in Italia?”: diversi problemi possono essere risolti da Superspecialisti differenti, ciascuno con più esperienza su quella particolare patologia o strategia di cura che si renda necessaria. Per questo, ti invitiamo a parlarci della tua problematica in modo più dettagliato così da poterti indirizzare verso l’Ortopedico migliore per la risoluzione della tua specifica patologia o lesione o dell’eventuale trauma che ha colpito l’anca.


Chi si occupa della frattura del bacino?

Il Chirurgo Ortopedico specialista in Traumatologia, specializzato nei trattamenti della frattura del bacino, è il professionista più adatto ad occuparsi di questo tipo di lesione. Abbiamo parlato più approfonditamente delle fratture in questa pagina, dove trovi ricapitolate le domande frequenti riguardo l’argomento.


Cosa comporta la frattura del bacino per gli anziani?

La frattura del bacino comporta la rottura di una o più ossa tra quelle che vanno appunto a costituire il bacino:
Osso sacro: osso impari collocato nella parte inferiore della colonna vertebrale e contribuisce a formare le due articolazioni sacro iliache
Coccige: osso impari, composto da quattro vertebre, collocato nel tratto terminale della colonna vertebrale e nella parte inferiore dell’osso sacro.
Due ossa iliache, ischiatiche e pubiche: ossa pari che si sviluppano ai lati dell’osso sacro e che completano lo scheletro del bacino.
Le fratture del bacino possono essere stabili o instabili. Mentre le fratture stabili del bacino si distinguono per avere un unico punto di rottura ed essere quindi più semplici da trattare, le fratture instabili del bacino sono invece caratterizzate da più punti di rottura, rappresentando quindi lesioni di risoluzione più complessa. Le fratture del bacino negli anziani, frequentemente causate da cadute accidentali, rappresentano delle gravi lesioni che possono essere trattate in diversi modi a seconda che siano stabili o instabili. Le fratture stabili, meno gravi, potrebbero non richiedere l’intervento chirurgico ma solo l’immobilizzazione a letto o l’utilizzo di ausili per deambulare. Le fratture instabili, più complesse da trattare, generalmente richiedono l’intervento chirurgico. In entrambi i casi, comunque, sarà necessario prevedere un periodo di riabilitazione di lunghezza variabile al quale si verrà opportunamente indirizzati dall’Ortopedico che detterà con precisione modalità e tempistiche.


Quali sono, per la frattura del bacino, i tempi di recupero?

I tempi di recupero post-frattura di bacino possono variare sulla base di molteplici fattori tra i quali:
– Trauma subito
– Età del paziente
– Condizioni di salute del paziente
– Tipologia di intervento/trattamento
– Tipo di riabilitazione e di fisioterapia
Ovviamente dovrà essere l’Ortopedico, anche sulla base dei fattori indicati, a stabilire per ogni specifico caso i tempi di recupero previsti dopo la frattura dell’anca.

Loperazione allanca come avviene?

Possono essere eseguite diverse tipologie di operazione all’anca. Infatti, con operazione all’anca si può fare riferimento all’artroscopia d’anca, all’artroprotesi d’anca e all’endoprotesi d’anca. Per quanto riguarda l’artroscopia d’anca, maggiormente indicata nei giovani, si tratta di un’operazione mininvasiva che può apportare notevoli vantaggi al paziente in termini di intensità del dolore, sanguinamento e tempi di recupero. In diverse circostanze, soprattutto nei casi di artrosi avanzata, l’artroscopia è controindicata e bisogna procedere con artroprotesi. L’artroprotesi è un’operazione che consiste nell’asportazione dell’acetabolo e della testa del femore, sostituiti con una protesi totale. Nel caso dell’endoprotesi, operazione necessaria per lo più in caso di frattura del femore, invece vengono inserite protesi parziali a sostituzione della sola testa del femore danneggiata. Sarà cura dell’Ortopedico stabilire in base a una molteplicità di fattori, tra i quali il tipo di trauma subito, l’età del paziente, le sue condizioni di salute e il suo stile di vita, quale operazione sia più adatta in ogni specifico caso.


Una operazione all’anca a 80 anni è indicata?

Per stabilire se un’operazione all’anca sia indicata non è opportuno considerare solo quanti anni abbia il paziente. Infatti, come abbiamo più volte sottolineato nelle risposte ai precedenti quesiti, sono molti i fattori che l’Ortopedico deve prendere in considerazione prima di intraprendere tale scelta. Di conseguenza valutare solo l’età e le condizioni del paziente rappresenta un modo limitato di affrontare la specifica problematica. Il nostro suggerimento è quello di chiedere un consulto a un Chirurgo ortopedico, in grado di valutare tutti i fattori che concorrono alla reale presenza di indicazione chirurgica per il caso particolare che gli viene sottoposto. Se hai bisogno di aiuto per individuare l’esperto più indicato, noi possiamo aiutarti!


Per un’operazione all’anca quali sono i tempi di recupero?

I tempi di recupero post-operazione all’anca possono variare in base a quanto già detto precedentemente in relazione alla frattura del bacino. Riepiloghiamo i di seguito i principali fattori dal prendere in considerazione:
– Trauma subito
– Età del paziente
– Condizioni di salute del paziente
– Tipologia di intervento/trattamento
– Tipo di riabilitazione e di fisioterapia
Anche in questo caso però va necessariamente sottolineato che solo l’Ortopedico potrà stabilire con certezza i tempi di recupero in base all’attenta valutazione di ogni specifico caso.


L’intervento all’anca elimina il dolore?

Sì, l’intervento all’anca elimina il dolore e questo è proprio uno dei motivi per il quale ai pazienti viene proposta l’indicazione chirurgica. Nel post-operatorio, comunque, la presenza di una sintomatologia dolorosa è normale e prevista, nonostante questa sia particolarmente ridotta dopo intervento artroscopico d’anca (procedura mininvasiva e più veloce).
In generale, le tempistiche con le quali pian piano si affievolisce il dolore variano da paziente a paziente, ma già dopo le prima sedute riabilitative tende a diminuire sensibilmente. Infine, una volta riacquisite le normali funzionalità motorie – a seguito di un adeguato periodo di riabilitazione stabilito dall’Ortopedico – non si proverà più né il dolore precedente all’intervento e legato alla presenza della lesione, del trauma o della patologia che aveva colpito l’anca, né quello successivo all’operazione.


L’intervento all’anca comporta dei rischi?

Gli interventi all’anca, soprattutto artroprotesi e endoprotesi, sono operazioni complesse e invasive e, come qualsiasi intervento chirurgico, possono comportare, seppur in rari casi, rischi e complicanze. Questi ultimi però possono essere minimizzati rivolgendosi a Centri di alta eccellenza e interpellando i migliori Professionisti.


Chi è esperto in artroscopia di anca?

Un Chirurgo ortopedico che abbia dedicato il suo percorso professionale allo studio e al miglioramento delle tecniche di trattamento artroscopico delle patologie dell’anca è il professionista esperto in artroscopia di anca.


Chi esegue l’intervento su anca mini invasivo?

La chirurgia mininvasiva dell’anca è eseguita da un Chirurgo Ortopedico esperto nell’utilizzo delle tecniche mininvasive per il trattamento delle patologie, delle lesioni e dei traumi che colpiscono l’anca. Si tratta di un professionista in grado di rendere l’operazione mini-traumatica e facile da recuperare.


Come posso trovare il miglior ortopedico per la protesi d’anca?

Soltanto conoscendo nel dettaglio il tipo di trauma subìto, l’età del paziente, le condizioni di salute e le sue specifiche esigenze e facendosi un’idea della tipologia di protesi che dovrà essere impiegata è possibile dare una risposta più precisa. Raccontaci approfonditamente del tuo caso e facci sapere dove ti trovi, in modo da poterti consigliare non solo l’Ortopedico più adatto a intervenire sulla tua specifica problematica ma anche il Professionista più vicino alla tua abitazione, in modo che tu possa affrontare il percorso clinico in comodità.


L’intervento di protesi d’anca è risolutivo?

Con la premessa che l’intervento di protesi d’anca debba essere attentamente valutato – prendendo in considerazione molteplici fattori e calcolando anche la durata (di circa vent’anni) della protesi in vista di una seppur lontano ma necessario nuovo intervento –, questa operazione risolve completamente la sintomatologia dolorosa e le difficoltà relative alla deambulazione, consentendo di camminare senza problemi. Rappresenta, generalmente, la soluzione per riappropriarsi del benessere precedente la lesione e per ritornare a un’elevata qualità della vita. Va però sottolineato che sarà necessario evitare attività sportive particolarmente intense e ad alto impatto a seguito dell’operazione protesica.


Qual è la durata dell’intervento di protesi d’anca?

Le tempistiche di un’operazione all’anca variano a seconda del tipo di intervento da eseguire. Infatti, come abbiamo detto anche in risposta al precedente quesito “L’operazione all’anca come avviene?”, è possibile effettuare, a seconda dei casi, o un intervento di artroprotesi (protesi totale) o endoprotesi (protesi parziale). In generale, comunque, la durata di un intervento di protesi d’anca si attesta tra i 60 e i 90 minuti.


Chi cura la frattura di anca?

Il Chirurgo Ortopedico Specialista in Traumatologia e specializzato nei trattamenti delle lesioni, delle patologie e dei traumi dell’anca è il Professionista più adatto ad occuparsi della frattura di questo distretto corporeo. Se cerchi maggiori informazioni riguardo le fratture, abbiamo estesamente parlato di queste lesioni affrontando le domande frequenti nella pagina a loro dedicata.


La frattura dell’anca si opera?

Decidere se operare o meno la frattura dell’anca è una scelta che dipende da una serie di fattori tra i quali:
– Età del paziente
– Condizioni di salute
– Stile di vita
– Trauma subito
– Tipo di frattura
Comunque, dovrà essere il Chirurgo ortopedico a valutare, dopo una visita accurata e gli accertamenti diagnostici necessari, la possibilità o meno di ricorrere ad intervento chirurgico per frattura dell’anca.


Quali sono, per la frattura di anca, i sintomi?

Vi sono diversi sintomi che possono indicare frattura dell’anca dopo un trauma; i principali sono:
– Forte dolore
– Gonfiore
– Lividi
– Difficoltà a muoversi e a mantenere la posizione eretta
– Arto addotto accorciato ed extraruotato
Il consiglio, dopo un trauma e in caso di dolore e sintomi simili, è quello di recarsi tempestivamente da un Ortopedico che possa valutare la presenza o meno di frattura e, in tale evenienza, la possibilità di ricorrere a trattamenti di tipo conservativo (approcci non chirurgici e poco invasivi) o a trattamenti di tipo chirurgico.


Cosa comporta la frattura di anca per gli anziani?

Negli anziani la frattura dell’anca può rivelarsi un’evenienza pericolosa per la vita: alcuni studi dimostrano come, sopra i 65 anni, la mortalità ad un anno dall’intervento di protesi d’anca sia di circa il 20%. Inoltre, nell’ambito di questa tipologia di pazienti circa la metà non riesce a recuperare le capacità motorie precedenti il trauma con conseguente perdita di autonomia.
Purtroppo, anche l’immobilizzazione a letto, conseguente alla frattura dell’anca, può provocare diversi problemi, tra cui l’insorgenza di infezioni. È per questo che l’indicazione è quella di agire in modo tempestivo non solo intervenendo, nella maggior parte dei casi, con un’operazione chirurgica, ma anche indirizzando il paziente verso un buon percorso riabilitativo successivo all’operazione.


La frattura di anca può causarsi tramite incidente?

Sì, è possibile che a seguito di un trauma causato da un incidente l’anca possa fratturarsi. Purtroppo, nei pazienti anziani indeboliti da un avanzato stato di osteoporosi, anche piccoli infortuni casalinghi o movimenti bruschi possono causare la frattura dell’anca.


Cosè la frattura periprotesica di anca?

La frattura periprotesica dell’anca è una frattura che si manifesta in prossimità della protesi dell’anca. Il prefisso peri- infatti deriva dal greco περί che vuol dire appunto “intorno a”, “presso”; infatti, la frattura periprotesica si presenta proprio intorno o vicino alla protesi. Si tratta di una lesione particolarmente complessa da trattare ma fortunatamente abbastanza rara.

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