Esercizi di propriocezione su pedane polifunzionali

Ultimo aggiornamento il 19 Ottobre 2022
Esercizi per pedane propriocettive

Equilibrio, coordinazione ed elasticità 

Cos’è la propriocezione

La propriocezione è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza il supporto della vista. Derivante dal latino “proprius” (proprio) e dalla parola inglese “(re)ception” (ricezione), governa l’equilibrio, la stabilità e la coordinazione dei movimenti sottili.

Il piede è uno strumento complesso, un capolavoro di biomeccanica che attraverso ossa, legamenti, articolazioni, muscoli e pelle fa da tramite tra il suolo e il sistema nervoso centrale, permettendo al corpo di stare in posizione eretta, di coordinare la postura e di muoversi agevolmente, adattandosi al terreno percorso. È la regione del corpo in grado di fornire il maggior numero di informazioni propriocettive, derivanti dai recettori situati nella parte anteriore del tallone, sotto la testa dei metatarsi e sotto l’alluce e nei muscoli lombricali del piede. È un meccanismo sofisticato che ha lo scopo di fornire al sistema nervoso centrale informazioni della massima precisione, in tempo reale, su diversi parametri legati al movimento del corpo:

  • movimento biomeccanico (velocità, forza, direzione, accelerazione)
  • parametri fisiologici, sullo stato e sui cambiamenti biologici che si verificano nei muscoli, nei tendini e nelle articolazioni, in conseguenza del movimento effettuato.

Le informazioni rilevate dai recettori sono elaborate all’interno di riflessi spinali volti al mantenimento della corretta postura e a contrastare la forza di gravità. La stimolazione del piede nudo attraverso diversi tipi di superfici e di esercizi permette di allenare questa sensibilità, sviluppando una migliore capacità di risposta del corpo agli stimoli esterni.

Come stimolare la propriocezione 

In questo contesto si inseriscono perfettamente le pedane propriocettive polifunzionali, in grado di riprodurre una varietà di percorsi naturali accidentati rendendoli accessibili nella quotidianità come sabbia, sassi o pendenze. Questi inducono una continua instabilità durante l’esecuzione dei movimenti e obbligano il corpo ad adattarsi costantemente per mantenere l’equilibrio, integrando le informazioni ricevute dai propriocettori.

Le pedane propriocettive rispondono a questa necessità anche grazie all’allenamento a piedi nudi. Esistono pedane costituite da un insieme di superfici di dimensioni variabili, liberamente associabili fra loro per creare percorsi personalizzati e facilmente collocabili anche in spazi limitati, realizzati con materiali diversi che simulano diversi livelli di instabilità, come polietilene, poliuretano, materiali viscoelastici, composizioni di materiali studiati appositamente per questo tipo di tecnologia.

Queste pedane permettono di simulare diverse condizioni di terreno naturale irregolare e obbligano il corpo a recuperare costantemente la condizione di equilibrio nel corso dell’esercizio propriocettivo, con conseguente recupero di tono e forza più rapido rispetto agli esercizi tradizionali. Un ulteriore aspetto che caratterizza questo tipo di attività è l’assorbimento degli urti da parte del materiale che compone le pedane, che evita shock e sovraccarichi delle articolazioni e aumenta il dispendio energetico, rispetto ad eseguire gli stessi esercizi sul terreno.

Campi di applicazione delle pedane propriocettive

Questo tipo di attività stimola piacevolmente e in modo naturale la microcircolazione e i meccanocettori del piede, “risvegliando” l’attività dei recettori nervosi che si trovano nei muscoli, nei tendini e nelle articolazioni e che determinano la percezione della posizione del corpo nello spazio (propriocezione). Attraverso il piede, il corpo ritrova rapidamente la funzionalità, l’equilibrio e le condizioni per sfruttare tutte le proprie potenzialità.

Grazie alla possibilità di creare percorsi modulabili, versatili e personalizzabili, le pedane assecondano molteplici esigenze.

1.Età infantile

Durante lo sviluppo di un bambino, l’insieme di esperienze senso-motorie a cui è esposto fino ai 7 anni svolge un ruolo fondamentale: il sistema propriocettivo, infatti, si sviluppa fino a quest’età. Una scarsa attività fisica in questa fase può essere fonte di patologie. Un alterato sviluppo degli schemi motori ha forti ripercussioni su: tono muscolare, coordinazione, equilibrio e perfino su concentrazione e apprendimento. Stimolare il sistema propriocettivo in età evolutiva permette di prevenire il futuro sviluppo di alterazioni motorie e posturali e di correggere precocemente patologie strutturali congenite. Gli esercizi sulle pedane propriocettive sono visti dai bambini come un gioco, ma sin dalla prima lezione vengono appresi in autonomia schemi motori corretti, coordinazione ed equilibrio grazie ad un fisiologico processo di autocorrezione, con benefici immediati nella postura, coordinazione e rilassamento muscolare.

2.Età adulta

Le pedane permettono di mantenersi in forma grazie al maggiore dispendio energetico degli esercizi propriocettivi e alla sicurezza per le articolazioni, intensificano l’allenamento e riducono la fatica e il rischio di lesioni, permettono il perfezionamento del gesto atletico e una più celere riatletizzazione nel caso di sportivi professionisti o amatoriali reduci da una pausa forzata, sono quanto mai preziose in caso di trattamento di patologie flebolinfologiche, cali di forma e sovrappeso.

3.Terza età

L’attività propriocettiva a piedi nudi risulta particolarmente preziosa dove il passar del tempo abbia indebolito l’apparato muscoloscheletrico. Le pedane sono ideali per migliorare l’equilibrio e la coordinazione, mantenendo così un corretto schema motorio nella deambulazione e riducendo il rischio di cadute. Permettono inoltre di acquisire maggior forza muscolare e una ritrovata flessibilità per un sensibile miglioramento della qualità della vita.

Le pedane polifunzionali possono essere utilizzate in diversi contesti a seconda dei diversi scopi.

Riabilitazione e riatletizzazione

Permettono di eseguire esercizi controllati, specifici per il rinforzo di muscoli e articolazioni in seguito a lesioni, fratture o semplici distorsioni. Permettono altresì di ridurre enormemente il carico a livello articolare grazie all’assorbimento dell’energia cinetica, salvaguardando così le articolazioni e accelerando i tempi di guarigione.

Nella riabilitazione permettono quindi di eseguire uno straordinario lavoro propriocettivo senza esporsi al rischio di shock meccanici.

Nella riatletizzazione sono ideali per il recupero ottimale dell’attività del sistema nervoso centrale, base fondamentale per la ripresa sportiva.

Alcune patologie dove trovano grande applicazione sono:

  • displasia dell’anca
  • piede piatto
  • varismo/valgismo del ginocchio
  • problemi posturali quali scoliosi, lordosi, cifosi
  • rachitismo
  • dismorfismo
  • obesità infantile.

Sport agonistici e amatoriali

Ideali per allenare in modo specifico la propriocettività, abbinandola al gesto atletico caratteristico dello sport. Sono molto indicate per:

  • un’attività fisica intensa ma al riparo da traumi articolari
  • migliorare l’equilibrio e mantenere il corretto schema motorio nella deambulazione
  • sviluppare al massimo il controllo del gesto atletico
  • accelerare il recupero in seguito ad un infortunio
  • avere un miglior controllo della muscolatura durante l’attività sportiva e favorire la sollecitazione di gruppi muscolari interi, evitando le contrazioni isolate.

Sovrappeso e obesità

Per favorire un intenso consumo energetico, riducendo enormemente il carico a livello articolare grazie all’assorbimento dell’energia cinetica che semplifica l’attività motoria.

Problemi circolatori

Nel trattamento della patologia flebolinfologica, grazie all’intenso lavoro muscolare e allo stimolo propriocettivo che favorisce la circolazione di ritorno, con evidenti vantaggi per chi soffre di gambe pesanti, linfedema, cellulite e problemi di circolazione in genere.

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