Distorsione alla caviglia: parola al Dottor Forconi

Ultimo aggiornamento il 27 Ottobre 2022
Forconi e la distorsione di caviglia

La distorsione alla caviglia interessa, solo nel nostro Paese, fino a 5000 persone al giorno. L’ampia casistica ne fa un evento traumatico estremamente comune e fin troppo spesso sottovalutato. Ne approfondisce gli aspetti salienti il Dottor Fabrizio Forconi, Top Specialist per la patologia del piede e della caviglia del Centro Medico di Eccellenza FIFA e FIMS c/o la Casa di Cura Villa Stuart di Roma – Top Physio Balduina nella cornice di Elisir, il programma di approfondimento sui temi di salute e società di Rai 3.

Storta alla caviglia e frattura: quali differenze?

L’intervento del Dottor Forconi si apre facendo chiarezza riguardo due lesioni traumatiche che interessano l’articolazione della caviglia: la frattura e la slogatura (o distorsione).

Sebbene frattura e distorsione siano accomunate da un evento traumatico che coincide con uno stimolo meccanico eccessivo e che costringe l’articolazione ad assumere una posizione viziata (anche soltanto per un lasso limitato di tempo), le due lesioni si differenziano per gli organi colpiti. Se il trauma è a carico dell’osso, si parla di frattura, se invece interessa i tessuti molli (e, più in dettaglio, i legamenti), si parla di distorsione alla caviglia, o slogatura, comunemente chiamata “storta”.

Le cause delle slogature alla caviglia

È possibile individuare moltissime cause che insistono sullo stesso evento traumatico:

  • non si possono non nominare i fattori biomeccanici che sono insiti nella deambulazione, nella corsa e nell’atterraggio dopo la parabola di un salto. Questo spiega perché gli sportivi siano particolarmente soggetti a questo tipo di danno legamentoso;
  • a questi si aggiungono criticità proprie del singolo paziente, come:
    • fattori costituzionali tipici di certe condizioni e patologie che interessano il tessuto connettivo, ma anche
    • fattori ambientali, come la pratica di sport in campi sintetici o l’abitudine di passeggiare su margini stradali imperfetti e sconnessi.

Oltre agli elementi analizzati, è importante tenere a mente che fattori di rischio predisponenti per eventi distorsivi sono le stesse slogature, avvenute in epoca pregressa, ma anche tutte quelle eventualità che necessitano dell’adozione di ulteriori precauzioni – puntualizza il Dottor Forconi. Tra queste, rientra la condizione di instabilità cronica di caviglia.

Instabilità di caviglia come fattore di rischio per distorsione

L’instabilità di caviglia è quasi sempre la conseguenza di un pregresso trauma (che i pazienti possono anche non ricordare). Visitando il paziente, il Medico osserva una differenza oggettivabile tra i due arti, ma anche, in caso di condizioni che implichino una lesione maggiore dei legamenti coinvolti nell’anatomia della caviglia, alterazioni apprezzabili sulla superficie cutanea alla mobilizzazione del piede.

Test che evidenzia la lesione legamentosa della caviglia: sulla superficie cutanea si evidenzia un solco altrimenti assente in caso di integrità dei legamenti.

Distorsione alla caviglia, instabilità e dolore: come intervenire

In caso di distorsione alla caviglia, l’immobilità prolungata è oggi sconsigliata.

L’applicazione di impacchi freddi (20 minuti ogni due ore), fasciature e l’adozione di accortezze che consentano di sollevare la caviglia lesa sono i trattamenti consigliati per i primi 3-4 giorni dal trauma. Queste manovre mirano ad evitare che l’articolazione si gonfi e si infiammi oltre misura, e precedono la fase dinamica nel trattamento riabilitativo.

In caso di instabilità, invece, il dolore riportato dai pazienti non è acuto e improvviso; la sintomatologia piuttosto insorge a seguito dell’impegno fisico e la storta, è proprio il caso di dirlo, è solo la punta dell’iceberg. Le alterazioni di natura cronica a cui si associa, quale l’infiammazione dovuta all’eccessivo slittamento dei capi ossei coinvolti nell’articolarità, comportano microtraumi di natura flogistica che non si risolvono da soli. Ecco perché è fondamentale consultare uno Specialista!

Quando è necessario operare una distorsione?

Il Dottor Forconi sottolinea anche la differenza di intervento tra frattura e distorsione: se nel primo caso si procede per un trattamento chirurgico nella quasi totalità dei casi, nel secondo solo 1/5 dei pazienti giunge all’Ortopedico o in Pronto Soccorso per una valutazione adeguata, ignorando l’importanza cruciale della Fisioterapia, da iniziare appena possibile.

Questa precocità di trattamento è indispensabile affinché stimoli meccanici correttamente indirizzati siano volti a ripristinare l’integrità degli organi e tessuti, guidando il processo riparativo in modo quanto più possibile rispettoso delle caratteristiche native dell’articolazione. Un Fisioterapista esperto, applicando i Protocolli stabiliti e supervisionato da un Fisiatra o Ortopedico, permetterà non solo di accelerare la guarigione, ma anche di ridurre il rischio di sviluppare le complicanze delle storte (tra cui l’instabilità articolare, a sua volta fattore di rischio per il persistere di fastidi cronici fino all’artrosi di caviglia) risparmiando, molte volte, strade conservative lunghe e faticose ma anche interventi chirurgici altrimenti evitabili.

Diagnostica per immagini di una caviglia con artrosi dovuta a instabilità articolare cronica
Diagnostica per immagini di una caviglia con artrosi dovuta a instabilità articolare cronica.
Intrvento protesico di caviglia per risolverne l'instabilità
Evidenze radiologiche di intervento protesico di caviglia per risolverne l’instabilità e l’artrosi che ne deriva.
Intervento protesico di caviglia per risolverne l'instabilità
Proiezione laterale della protesi di caviglia, impiegata per correggere l’instabilità cronica.

Le raccomandazioni del Dottor Forconi per un ritorno allo sport senza rischi

Le tempistiche di un completo recupero dipendono dalla gravità della lesione: da un minimo di dieci giorni ad un massimo di un paio di mesi. È anche importante, sottolinea il Top Specialist, che al momento del ritorno allo sport si aumentino in modo progressivo i carichi di lavoro e le distanze percorse, eventualmente assieme all’impego di tutori idonei.

Per chi volesse approfondire, lasciamo l’intervista del Dottor Fabrizio Forconi riguardo questa tematica di grande attualità.

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