Cresce l’interesse verso l’assicurazione sanitaria

Ultimo aggiornamento il 14 Novembre 2022
assicurazione sanitaria

La pandemia ha aumentato la propensione alla sottoscrizione di polizze

del Dott. Claudio Genco, Responsabile Network Top Physio

Da uno studio di Zurich investments life di giugno 2020 è emerso come a seguito del lockdown siano aumentate dell’800% le ricerche online sulle assicurazioni sanitarie, in particolare da parte dei giovani, che tendono (come anche i più grandi) ad assicurarsi in percentuale maggiore. I motivi della crescita di questo interesse sono legati sia al timore di non avere sufficiente supporto futuro da parte di qualcuno che si prenda cura di loro, sia alla paura di non avere i soldi necessari per affrontare l’eventuale insorgere di una malattia.

L’incremento d’interesse nei confronti delle polizze per chi ha tra 23 e 38 anni è emerso anche da un’indagine della Italian Insurtech Association. Simili risultati anche per una ricerca realizzata da Swg per conto di Kearney: nonostante la crisi provocata dal blocco dell’economia abbia avuto l’effetto di ridurre le capacità e le intenzioni di spesa future in oltre la metà degli intervistati, la propensione a sottoscrivere nuove polizze è invece aumentata, con particolare interesse verso le coperture salute e quelle di sostegno al reddito.

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Assemblea Ania 2020: +10,6% di premi assicurativi nel settore malattia

Durante l’Assemblea 2020 dell’Associazione nazionale delle industrie assicuratrici, la presidente Maria Bianca Farina ha parlato del contributo che le assicurazioni offriranno per il rilancio della nostra economia. Trattandosi di un settore con un peso rilevante, esse possono essere parte fondamentale per il piano di ripresa dell’Italia, schierandosi al fianco delle istituzioni e delle forze produttive e sociali.

La dott.ssa Farina ha spiegato come sia importante rafforzare e correggere l’architettura del welfare, per rimediare alle sue attuali debolezze e criticità, evitando che gli squilibri si amplifichino e ricadano negativamente su aspetti economici e sociali. Paure e sfiducia di larghi strati della popolazione avrebbero, infatti, evidenti ripercussioni sul quotidiano dell’intero Paese.

Per quanto riguarda il sistema sanitario, messo a dura prova dall’esplosione pandemica e in fase di ripensamento e adeguamento, la dott.ssa Farina ha suggerito di lavorare affinché il fattore economico non sia un ostacolo insormontabile per il paziente e per evitare tempistiche di cura inadeguate. Infine, la presidente ha spiegato come ANIA si sia inserita nel dibattito europeo circa la possibilità di coprire con soluzioni assicurative i danni derivanti da possibili future pandemie.

A tal fine è stato costituito un gruppo di esperti composto da economisti, virologi, assicuratori, riassicuratori e autorità di vigilanza, per individuare i bisogni delle famiglie, delle imprese e del sistema sanitario nazionale pubblico e privato, così come emersi dall’esperienza del Covid, e valutarne l’assicurabilità.

Un appunto finale circa il dato di nostro maggiore interesse: i premi assicurativi per il settore malattia del 2019 superano i 3,2 miliardi, con un incremento del 10,6% rispetto al 2018, pur rappresentando sempre un timido 2,02% sul totale premi (considerati tutti i rami), in leggero miglioramento rispetto all’anno precedente (1,9%).

Le assicurazioni rispondono al covid-19 introducendo nuovi servizi utili agli assistiti

A fine settembre 2020 Intesa Sanpaolo Rbm Salute aveva già coperto oltre 50 mila prestazioni legate al Covid-19, a seguito dell’attivazione da parte di 26 fondi istituiti dalla contrattazione nazionale (su 40) di risposte specifiche in tal senso.

Le coperture nel 40% dei casi hanno riguardato l’indennità da ricovero, nel 39% test sierologici e tamponi (anche in azienda o a domicilio), nel 15% tematiche assistenziali e riabilitative, spesso comprensive di teleconsulto specialistico. Oltre che per la protezione pandemica, risultano in aumento le richieste delle aziende nell’ottica di rientro sicuro e di tutela dei lavoratori reinseriti nel luogo fisico di lavoro.

Secondo l’A.D. Marco Vecchietti, il rientro dei lavoratori in azienda e la ripresa economica non possono prescindere da una collaborazione tra pubblico e privato, anche in campo sanitario. Ecco perché è importante riconoscere il significativo ruolo di soccorso verso la sanità pubblica rivestito dagli strumenti di welfare contrattuale e aziendale, in particolare dalle forme sanitarie integrative.

Rilanciare politiche di promozione della sanità integrativa consentirebbe di diminuire la spesa sanitaria pagata direttamente dalle tasche degli italiani, che rappresenta ad oggi il 90% della spesa totale, significativamente più alta di quella del Regno Unito (80%), della Germania (70%) e della Francia (57%).

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