Covid e attività fisica: “Ogni movimento conta”

Ultimo aggiornamento il 28 Gennaio 2022
Fare attività fisica rappresenta una difesa per l'organismo. "Ogni movimento conta"

Diversi studi confermano che fare attività fisica, seppur moderatamente, rappresenta un buon modo per proteggere l’organismo dai sintomi più gravi da Covid-19. Fare sport e muoversi regolarmente sono pratiche raccomandate per prevenire l’insorgenza di moltissime patologie e, da quanto emerge dalle ricerche scientifiche in merito, anche per proteggersi dalle manifestazioni più feroci della sindrome scatenata dal virus SARS-CoV-2, che da due anni ha sconvolto le nostre vite.

Talvolta però non è facile capire quale attività fisica ed esercizio fisico siano più indicati per noi e per il nostro corpo, e neppure riuscire a conciliarli con le nostre esigenze e gli impegni quotidiani. Per questa ragione può essere vantaggioso unire la pratica sportiva a una parte medicale, orientandosi verso il Medical Fitness.


Benefici attività fisica e danni sedentarietà

L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, ha modificato di recente le Linee guida su attività fisica e sedentarietà aggiornando le precedenti raccomandazioni risalenti al 2010. Oltre a ribadire alcuni concetti come per esempio “fare un po’ di attività fisica è meglio di niente”, il testo chiarisce meglio alcuni aspetti: in modo particolare la quantità e il tipo di attività fisica che, in base alle fasce d’età e al proprio stato di salute, si dovrebbe praticare per ottenere vantaggi e diminuire i rischi per la propria salute.

Il portale Epicentro dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità), in un articolo dal titolo Every move counts, spiega più nel dettaglio le novità: «Rispetto ai tempi ottimali e alle modalità di attività fisica consigliate per le differenti fasce di età, bambini e adolescenti dovrebbero raggiungere una media di 60 minuti di movimento quotidiano durante la settimana, e non “almeno un’ora al giorno” come raccomandato precedentemente. […] Gli adulti e anziani dovrebbero svolgere una quantità di attività fisica di moderata intensità tra i 150 e i 300 minuti settimanali o tra i 75 e i 150 se d’intensità vigorosa, oppure combinazioni equivalenti delle due modalità, senza più l’indicazione precedente del limite minimo di 10 minuti per sessione, perché appunto “qualsiasi movimento conta”».

Se, come sottolineato dall’OMS, “ogni movimento conta” e contribuisce al nostro benessere psico-fisico, è pure vero che la sedentarietà ha l’effetto opposto. Prendendo nuovamente in considerazione i dati forniti dall’OMS, si stima che si potrebbero evitare fino a 5 milioni di morti all’anno se la popolazione globale facesse più attività fisica. Non solo: la sedentarietà è spesso associata ad altri comportamenti a rischio – come l’adozione di un’alimentazione scorretta o il passare molte ore di fronte alla televisione – che contribuiscono all’insorgenza di patologie croniche. 

Attività fisica e salute sono connesse

Secondo i dati ISTAT risalenti al 2017, circa il 39,1% degli italiani è sedentario, con alcune differenze in base a sesso, età e area geografica: si tratta di una percentuale davvero molto alta e allarmante, viste le evidenti conseguenze legate all’inattività. Nella The Lancet Series del 2016 dedicata all’attività fisica, infatti, vengono sottolineati due punti cruciali rispetto ai danni legati alla sedentarietà: in primis, l’aumentato rischio di morte e di insorgenza di disabilità associato allo stare molte ore seduti e, in secondo luogo, il suo impatto in termini di aumento dei costi sanitari e perdita di produttività.

In base a quanto si può leggere nell’Informativa OMS risalente al 2014, la sedentarietà si attesta al quarto posto tra i più importanti fattori di rischio di mortalità a livello mondiale: “L’inattività fisica è in aumento in molti paesi, rendendo più pesante il carico delle malattie non trasmissibili e ripercuotendosi negativamente sulla salute in tutto il mondo”.

Non è un caso che le malattie croniche non trasmissibili si diffondano molto più ampiamente tra le persone non attive; in particolare la sedentarietà rappresenta un fattore di rischio per le seguenti patologie:

  • Diabete mellito
  • Patologie cardiovascolari
  • Patologie muscolo-scheletriche
  • Malattie metaboliche
  • Malattie reumatiche
  • Obesità
  • Accelerazione di forme degenerative di tipo artrosico
  • Stress
  • Depressione
  • Attacchi di panico
  • Infezioni virali

Covid e salute: i rischi della sedentarietà

L’elenco riportato nel precedente paragrafo rende chiaro quanto la sedentarietà impatti non solo sulla salute fisica ma anche su quella mentale, rendendo la situazione ancora più allarmante in tempo di pandemia da virus SARS-CoV-2. Infatti, le patologie croniche pregresse hanno un ruolo decisivo sulla prognosi dei pazienti affetti da Covid-19: oggi sappiamo che il virus SARS-CoV-2 non può considerarsi solo l’agente causale di una patologia localizzata all’albero respiratorio e polmonare, ma si tratta di una vera e propria sindrome sistemica, che tende a insidiare anche altri organi e apparati. E le preoccupazioni per la salute pubblica riguardano soprattutto coloro che sono interessati da malattie croniche e disfunzioni dell’organo.

Su questo tema, dati molto interessanti emergono da una ricerca dal titolo Physical inactivity is associated with a higher risk for severe COVID-19 outcomes: a study in 48.440 adult patients pubblicata sul «British Journal of Sports Medicine». Si tratta di uno studio retrospettivo osservazionale che ha preso in esame circa 50.000 pazienti adulti documentandone il livello di attività fisica nei due anni precedenti a marzo 2020, periodo che coincide con l’inizio del primo lockdown dovuto alla pandemia. Come sottolineato nell’ambito dello studio descritto, l’US Centers for Disease Control and Prevention ha identificato diversi fattori di rischio per le forme severe di Covid-19, tra le quali:

  • Età avanzata
  • Sesso maschile
  • Presenza di comorbidità (ossia coesistenza di una o più patologie diverse come diabete, obesità, malattie cardiovascolari, ecc.)

Lo studio sottolinea come la mancanza di attività fisica rappresenti ormai un fattore di rischio ben documentato per più malattie croniche, incluse quelle associate alle forme più gravi di Covid-19. Pazienti affetti da Covid-19 che erano stati sistematicamente inattivi nei due anni precedenti hanno avuto un rischio decisamente maggiore di ospedalizzazione, ricovero in terapia intensiva e morte rispetto a coloro che avevano seguito le linee guida per l’attività fisica o si erano mossi anche moderatamente.

Sedentarietà

Gli effetti dell’attività fisica sullo stato del sistema immunitario

È noto che le funzioni immunitarie del nostro organismo migliorino grazie ad attività fisica regolare. Coloro che la praticano sistematicamente sono sottoposti a una minore incidenza e a un’attenuata intensità di sintomi associati a varie infezioni, incluse le infezioni virali. Infatti, l’attività fisica praticata con regolarità riduce il rischio di infiammazione sistemica, che rappresenta uno dei principali determinanti del danno ai polmoni causato dalla Covid-19. L’adozione di abitudini di vita sane e lo svolgimento regolare di movimento concorrono al rafforzamento delle difese immunitarie, messe così in grado di rispondere in modo più efficiente agli attacchi di agenti patogeni.

L’attività fisica diminuisce il rischio di malattia grave derivato da infezione di SARS-CoV-2

Emerge un aspetto particolarmente significativo da notare nelle conclusioni cui sono giunti i ricercatori dello studio Physical inactivity is associated with a higher risk for severe COVID-19 outcomes: a study in 48.440 adult patients: la sedentarietà rappresenta il fattore di rischio più importante per manifestazioni gravi di Covid-19 rispetto a qualsiasi altra condizione medica preesistente e rispetto ad altri determinanti identificati dal Centers for Disease Control and Prevention, con l’eccezione dell’età avanzata e di una storia clinica di trapianto d’organi. Rappresenta inoltre il fattore di rischio maggiore tra quelli modificabili comunemente citati, inclusi fumo, obesità, diabete, ipertensione, patologie cardiovascolari e cancro.

I ricercatori del Kaiser Permanente-Fontana Medical Center che hanno condotto lo studio hanno messo in evidenza che, rispetto ai pazienti che hanno seguito le linee guida per l’attività fisica, i pazienti totalmente sedentari hanno rischiato:

  • l’ospedalizzazione 2,26 volte in più
  • il ricovero in terapia intensiva 1,73 volte in più
  • la morte 2,49 volte in più

Hanno inoltre messo in luce che, rispetto ai pazienti che hanno svolto solo un po’ di attività fisica (non attenendosi sistematicamente alle linee guida), i pazienti totalmente sedentari hanno rischiato:

  • l’ospedalizzazione 1,20 volte in più
  • ricovero in terapia intensiva 1,10 volte in più
  • la morte 1,32 volte in più

Fattori di rischio delle abitudini di vita per COVID-19 severa

Lo scoppio della pandemia e le conseguenti misure adottate per arginarla hanno messo a dura prova la popolazione mondiale da svariati punti di vista. I/le cittadini/e di tutto il mondo hanno dovuto modificare velocemente le loro abitudini, evitando contatti con gli individui al di fuori della cerchia domestica. La permanenza forzata in casa e l’impossibilità di accedere, almeno per un certo periodo, a palestre, piscine, parchi e altri luoghi di incontro hanno avuto l’effetto di ridurre ulteriormente livelli di attività fisica già non molto elevati. Lo studio precedentemente citato evidenzia che “mentre i livelli prepandemici di attività fisica erano generalmente insufficienti, le misure di controllo della pandemia hanno prodotto il non voluto effetto di ridurli ulteriormente. Infatti, studi recenti hanno indicato una significativa riduzione dei livelli di attività fisica dall’inizio della pandemia”.

Lockdown e sedentarietà

Il lockdown ha inevitabilmente avuto un impatto negativo sulla quantità di attività fisica praticata. Gli spazi della casa – magari non grandi e condivisi spesso con altre persone –, le ansie e le preoccupazioni derivanti dal difficile periodo vissuto e il non poter essere seguiti in modo mirato da professionisti sono aspetti che possono sicuramente aver contribuito a un aumento della sedentarietà durante i periodi di isolamento dovuti alla pandemia. Anche dopo la fine del lockdown per alcune persone non è stato facile riprendere attività fisica e sport e ritornare ai livelli precedenti: spesso capita di avere il timore di non saper fare l’esercizio in modo adeguato o di non riuscire a rimettersi in forma come si vorrebbe.

Il supporto di professionisti che possano fornire un programma di attività fisica mirato e possano monitorare l’esecuzione degli esercizi può essere molto utile: il Medical Fitness rappresenta un’ottima soluzione per ritrovare il benessere con l’aiuto di un professionista e con il sostegno di una vera e propria prescrizione specialistica.

Medical fitness come prevenzione e nuovo approccio allo sport

Il Medical Fitness è un tipo di attività fisica eseguito sotto la guida e il monitoraggio di uno specialista. Si tratta di un allenamento mirato basato sulla messa in pratica di un programma personalizzato scelto da un professionista, in base alle specifiche esigenze e caratteristiche della persona.

Questa pratica nasce per dare un valido supporto a tutti coloro che abbiano bisogno di ritrovare il benessere e potenziare il gesto atletico, attraverso allenamenti mirati e non tramite esercizi “fai da te”. Spesso infatti andare in palestra garantisce una buona disponibilità di strumenti ma non il supporto necessario per usarli nel modo corretto, arrivando talvolta a rendere l’allenamento inefficace, se non controproducente. Il Medical Fitness assicura invece una preliminare e attenta valutazione delle proprie caratteristiche fisiche, delle proprie esigenze e degli obiettivi che si desiderano realizzare. Conclusa questa fase conoscitiva, si può partire con l’allenamento, in cui si alternerà l’utilizzo di strumenti e attrezzature diverse in modo che l’attività sia sempre varia e stimolante. L’aspetto fondamentale del Medical Fitness però è proprio la presenza costante di un trainer che analizzerà i movimenti svolti e i progressi fatti e il lavoro in equipe con il Medico Chirurgo Specialista in Medina Fisica (Fisiatra) che valuterà il paziente inquadrandone le esigenze cliniche e l’andamento del percorso atletico.

Per saperne di più sui benefici e gli obiettivi del Medical Fitness

Altrimenti

In conclusione, l’attività fisica è una parte fondamentale della nostra vita e una medicina per la nostra salute. Vi sono tanti modi creativi e divertenti per praticarla ma anche professionisti disponibili per far sì che sia eseguita al meglio, perché…“ogni movimento conta”, ma se praticato nel modo giusto, vale doppio!

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