Artroscopia

Ultimo aggiornamento il 12 Ottobre 2023
Artroscopia

L’artroscopia è un intervento di chirurgia ortopedica che si caratterizza per essere minimamente invasivo e ben tollerato dal paziente. Presenta mediamente una minore casistica di complicanze intra-operatorie e post-operatorie rispetto alle metodiche open surgery (chirurgia a cielo aperto) ed è oggi un intervento di routine impiegato per il trattamento delle patologie che coinvolgono le articolazioni.

Che cos’è e cosa significa artroscopia

La parola artroscopia deriva da due parole greche, “arthro” (che si riferisce al distretto articolare) e “skopein” (guardare): il termine significa letteralmente “guardare all’interno dell’articolazione” e indica una procedura chirurgica dall’invasività ridotta che eseguita attraverso delle piccole incisioni. Queste permettono l’accesso diretto all’articolazione da parte di specifici strumenti chirurgici che prendono il nome di artroscopi.

L’artroscopio: lo strumento della chirurgia mini-invasiva

L’artroscopio è lo strumento più rappresentativo dell’artroscopia.

Cavo al suo interno, si presenta delle dimensioni di una cannuccia di diametro inferiore a 1 cm e alloggia una rete di fibre ottiche in grado di illuminare il campo operatorio e, allo stesso tempo, di filmarlo: utilizzando l’artroscopio, l’operatore potrà osservare ciò che accade direttamente all’interno dell’articolazione e nell’area limitrofa.

Le immagini sono proiettate su un monitor e permettono di esplorare ad alta risoluzione l’articolazione oggetto della manovra operatoria.

L’impiego degli artroscopi ha il vantaggio di:

  • ridurre le complicanze operatorie, l’estensione della futura cicatrice chirurgica e la sintomatologia dolorosa post-operatoria perché evita le incisioni più estese, gli scollamenti dei piani muscolari e l’esposizione del campo chirurgico a possibili contaminanti chimici, fisici e biologici;
  • garantire una maggiore precisione nella riparazione della lesione proprio grazie all’accesso diretto all’ambiente protetto dalla capsula articolare.

Quando si esegue un intervento artroscopico

L’impiego della chirurgia artroscopica ha una duplice finalità, diagnostica e terapeutica [1] .

L’artroscopia diagnostica

A volte non è sufficiente ricorrere ad esami di diagnostica per immagini per arrivare a una diagnosi corretta e confermare il sospetto clinico. Le articolazioni del corpo umano, infatti, sono spesso mal esplorabili dagli esami classici (come la radiografia, la risonanza magnetica e la tomografia computerizzata) e il complesso articolare che provoca dolore ed è sede di processi infiammatori può richiedere le tecniche proprie dell’artroscopia diagnostica.

L’artroscopia terapeutica

Una volta chiaro il quadro clinico, si potrà procedere, anche nella stessa seduta dell’artroscopia esplorativa, con finalità operative, di modo da trattare la lesione individuata. L’artroscopia terapeutica è impiegata per gestire e risolvere:

  • lesioni acute o croniche a carico di ossa, cartilagini, legamenti e tendini;
  • processi infiammatori o infettivi articolari;
  • cicatrici ipertrofiche e crescita abnorme di tessuti o di versamenti, essudati e trasudati nella camera articolare;
  • l’accidentale deposizione dei frammenti di tessuto osseo o cartilagineo che impediscono il corretto movimento articolare.

Pianificare un intervento artroscopico

Fase artroscopica pre-operatoria

Come per gli altri interventi di chirurgia ortopedica eseguiti in elezione, il paziente deve recarsi presso la struttura scelta per l’intervento con lo scopo di sottoporsi a degli esami clinici e strumentali. In questa occasione verranno concordati i dettagli operatori ed il paziente sarà informato circa le misure pre-operatorie da adottare.

Un intervento chirurgico eseguito in elezione (intervento elettivo o programmato), come quello artroscopico, rappresenta una procedura concordata con il Medico, ma anche organizzata ed eseguita in situazione di non urgenza per andare incontro alle esigenze del paziente e dell’équipe operatoria.

Sei un candidato per un intervento di artroscopia eseguita in elezione e desideri organizzare un consulto con uno Specialista in grado di guidarti al meglio nel processo di selezione del Centro a cui affidarti, anche per effettuare un percorso di fisioterapia?

Per ridurre al minimo il rischio di complicanze durante la fase esplorativa e terapeutica è bene rendere noti al Chirurgo e all’Anestesista i dettagli relativi all’anamnesi farmacologica comunicando medicinali e/o integratori assunti e loro posologia.

Il consenso informato

Le complicazioni derivanti dalla chirurgia artroscopica sono rare ma è bene che il paziente ne sia informato prima di sottoporvisi.

La discussione del rischio di complicanze è parte integrante del colloquio pre-operatorio e riguarda anche le eventualità minori e facilmente risolvibili. Le potenziali complicazioni di una procedura artroscopica sono:

  • complicanze anestesiologiche;
  • complicanze infettive;
  • sanguinamento o gonfiore eccessivi;
  • flebite (infiammazione a carico del distretto venoso) con o senza formazione anomala di trombi. I trombi sono degli aggregati solidi costituiti dai normali componenti del sangue: si formano all’interno del sistema vascolare o nelle cavità cardiache e aderiscono più o meno estesamente alle pareti di cuore e vasi;
  • lesioni a carico dei nervi distrettuali;
  • intorpidimento e parestesie o dolore: è bene ricordare che alterazioni della sensibilità sono dei reperti normali e estremamente comuni dopo un’operazione artroscopica e tendono a diminuire di intensità e risolversi con il tempo;
  • rottura dell’artroscopio, che sarà recuperato dal chirurgo per mezzo di una piccola incisione.

Sarà utile, in sede di colloquio preliminare, riferire la presenza di allergie note o sospette a principi farmacologici e seguire le precauzioni consigliate dal chirurgo per evitare complicazioni infettive. A tal proposito, l’impiego di antibiotici o altri farmaci, se consigliato, sarà puntualmente indicato prima di procedere con l’operazione affinché il paziente ne sia informato [2].

Fase artroscopica operatoria

Le tecniche artroscopiche sono largamente impiegate per trattare le principali articolazioni e vengono ormai considerate operazioni di routine: permettono di intervenire sul complesso articolare della spalla (Artroscopia di Spalla), sul complesso articolare di ginocchio (Artroscopia di Ginocchio, soprattutto in caso di chirurgia artroscopica di menisco), sul Complesso articolare del bacino (Artroscopia di Anca), Gomiti, Polsi e Caviglia.

L’artroscopia è un intervento ambulatoriale della durata piuttosto breve e raramente richiede il ricovero.

Fase artroscopia post-operatoria

Uno dei maggiori benefici della chirurgia artroscopica è il veloce recupero post-operatorio.

Terminata la fase chirurgica, il paziente è tenuto precauzionalmente sotto osservazione fino a quando non svaniscono gli effetti dell’anestesia: la dimissione avverrà a quadro clinico stabile, spesso lo stesso giorno dell’intervento. Anche i postumi dell’operazione e dell’anestesia sono minimi.

I principali postumi dell’anestesia e della sedazione

Una delle maggiori preoccupazioni che accompagna i pazienti durante il percorso chirurgico riguarda gli effetti dell’anestesia che si manifestano o si prolungano dopo il tempo utile all’operazione.

Tra gli effetti comuni ritroviamo un forte senso di stanchezza (astenia), vertigini, confusione e stordimento; si tratta di sintomi che si risolvono, in genere, in meno di 24 ore, ma rappresentano uno dei motivi per cui occorre essere affiancati da un familiare o un care-giver di fiducia nei momenti post-operatori, evitando di mettersi alla guida di mezzi e veicoli per tornare a casa.

Dopo l’intervento di chirurgia artroscopica è bene aspettarsi di:

  • Sostare in una sala di ricovero temporaneo. L’applicazione di impacchi freddi per ridurre il dolore e il gonfiore è spesso proposta al paziente.
  • Essere esortati a mantenere bene asciutta e pulita l’area di interesse chirurgico per ridurre le possibilità di infezione post-operatoria: non è infrequente l’impiego di drenaggi collocati nelle fasi finali delle manovre operatorie proprio a tale scopo.
  • Non ricevere divieto di farsi la doccia, ma l’importante è proteggere dall’acqua l’area sottoposta ad artroscopia.
  • Mantenere la zona dell’intervento in posizione sollevata per le prime 24-48 ore, se possibile, per favorire il ritorno venoso e linfatico ed evitare ristagni di liquidi, cercando di monitorare la presenza di eccessive tensioni e dolori nelle aree a valle del distretto operato (potrebbe trattarsi di segni di flebite).

I principali postumi dell’intervento

Nei primi giorni è frequente sperimentare dolore e gonfiore nella zona interessata dall’operazione artroscopica. Questo non deve destare preoccupazione a meno che la sintomatologia persista oltre quanto preventivato dal Chirurgo ortopedico.

Di seguito elenchiamo i principali postumi delle tecniche di chirurgia ortopedica artroscopica:

  • Nei momenti immediatamente successivi all’artroscopia si possono sperimentare dolore e gonfiore; è possibile sia consigliato tenere a riposo la zona interessata dall’operazione e applicare degli impacchi freddi.
  • L’utilizzo, al bisogno, di antidolorifici sarà consigliato dal Medico-chirurgo di fiducia.
  • In caso di intervento al ginocchio, piede e anca, l’impiego di appositi bastoni e stampelle potrà rendere più agevole la deambulazione.

Ogni distretto corporeo prevederà l’attuazione di accortezze specifiche e sarà compito dello Specialista informare in merito il paziente.

Il ritorno alle normali attività

La possibilità di prescrivere un preciso programma di esercizi riabilitativi sarà di appannaggio del Medico Fisiatra e rappresenterà un momento indispensabile per un completo recupero: la terapia prevista potrà cominciare parallelamente al ritorno alle normali attività scolastiche e lavorative [3].

Come dormire dopo un intervento di artroscopia

Molti pazienti sono preoccupati di non poter riposare adeguatamente dopo un intervento di artroscopia e di non riuscire, di conseguenza, a recuperare le forze per poter affrontare le normali attività quotidiane ed il percorso di fisioterapia che consegue l’operazione. Anche in questo caso l’applicazione di impacchi freddi e ghiaccio, per un tempo limitato e non superiore ai 20-30 minuti, potrà temporaneamente alleviare il dolore per favorire l’addormentamento.

L’utilizzo di un tutore anche di notte è da incentivare qualora sia necessario mantenere ben ferma in posizione di riposo l’area interessata; è sempre importante non gravarvi con il peso corporeo. Da valutare la possibilità di dormire reclinati per favorire il ritorno venoso e linfatico e limitare eccessivi gonfiori al risveglio: nel caso di un intervento artroscopico di spalla, ad esempio, è bene dormire supini e con il braccio leggermente distaccato dal corpo.

Sitografia

[1] What is arthoscopic surgery? – The Arthroscopy Association of North America

[2] Understanding the risks – The Arthroscopy Association of North America

[3] Recovering from your surgery – The Arthroscopy Association of North America

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