L'aneurisma dell'aorta addominale

Ultimo aggiornamento il 1 Agosto 2023
aneurisma aorta addominale

Le potenzialità dell’esercizio fisico

del dott. Tamburlani Matteo, dott.ssa Cuscito Rossana, dott.ssa Marocco Sofia

L’aneurisma dell’aorta addominale (AAA) è una grave affezione del sistema circolatorio, definita come una dilatazione segmentale, a tutto spessore dell’aorta addominale che supera del 50% il normale diametro del vaso, sebbene un diametro dell’aneurisma di 3.0 cm sia comunemente considerate come valore soglia.1 Più comunemente, gli AAA, si trovano al di sotto delle arterie renali.

Tuttavia, possono estendersi prossimalmente sopra il tronco celiaco e distalmente oltre la biformazione aortica.2 Se non trattata, si assiste a un graduale indebolimento del vaso che risulterà in una progressiva dilatazione – generalmente asintomatica – a seguito di sollecitazioni emodinamiche. Successivamente, quando le forze emodinamiche del flusso sanguigno pulsatile superano la forza della parete dell’AAA, tale dilatazione esiterà in una rottura che darà origine all’evento acuto – spesso fatale –.1,3 Ciononostante, si stima che l’incidenza di morte per rottura di AAA stia subendo una decrescita negli ultimi decenni, per via del miglioramento dei seguenti fattori: una maggiore divulgazione e screening della patologia; un miglioramento dei trattamenti chirurgici e dei successivi outcome postoperatori; un aumento dell’accesso ai suddetti trattamenti.4

Sono numerose le affezioni che fungono da causa primaria di AAA. Tra le più importanti possiamo annoverare il tabagismo, l’ipertensione arteriosa, ma anche il sesso maschile e la familiarità.4-5 Uno studio del Journal of Vascular Surgery ha dimostrato una maggiore incidenza di questa affezione negli individui di età compresa tra i 65 e i 74 anni di età, di sesso maschile e di razza caucasica. La prevalenza aumentava, inoltre, negli individui fumatori e al progredire dell’età.6

aneurisma aorta addominale

Nella maggior parte dei casi i pazienti affetti da AAA intatto non manifestano sintomatologia, anche se alcuni potrebbero presentare una pulsazione a livello addominale.7 Quest’ultima può essere evidenziata tramite un esame obiettivo, ma il suddetto possiede una sensitività ridotta e operatore-dipendente nell’individuazione di AAA.8 Altri sintomi di aneurisma intatto, se presenti, sono dolore e aumento della sensibilità localizzati in prossimità dell’aneurisma, oppure irradiati alla schiena e ai genitali.

Per la sorveglianza e gestione medica di piccoli AAA vengono prescritte delle terapie farmacologiche costituite da terapia antiaggregante, agenti ipolipemizzanti in caso di colesterolo LDL elevato e antipertensivi in caso di pressione arteriosa >140 mmHg, con lo scopo di diminuire i fattori di rischio cardiovascolare, ai quali i pazienti affetti da AAA sono particolarmente suscettibili.9 Nei pazienti che invece hanno raggiunto la soglia chirurgica – definita nella RESCAN meta-analysis come un diametro pari a 5.5 cm negli uomini e a 4.5 nelle donne10 – le tecniche di riparazione maggiormente utilizzate sono l’intervento a cielo aperto e la riparazione endovascolare, sia in chirurgia di elezione che d’emergenza.9

Per quanto concerne il ruolo dell’attività fisica nella terapia, i pareri risultano essere ancora estremamente discordanti e ambigui, in particolar modo in merito al ritorno alle attività fisiche in cui sono previsti sforzi elevati. Ciò è probabilmente dovuto alla preoccupazione che un aumento della pressione arteriosa con l’esercizio fisico possa essere associato al rischio di rottura.10 Tutto ciò, però, genera nei sopravvissuti incertezza circa le possibilità dell’esercizio fisico.11 Pertanto, ci sarà un abbandono dell’attività sportiva con la successiva instaurazione del decondizionamento, fonte di limitazioni funzionali, perdita della forza muscolare e del fitness cardiovascolare, nonché disabilità e scarsa qualità della vita.12

In merito a questa tematica numerosi studi clinici hanno incentrato la loro attività di ricerca sull’importante ruolo assolto dalla riabilitazione cardiologica (CR) basata sull’esercizio fisico. L’U.S. Public Health Service e il Cardiac Rehabilitation/Secondary Prevention Performance Measures Writing Committee hanno definito la riabilitazione cardiologica (CR) come l’insieme di programmi a lungo termine in merito alla valutazione medica, alle prescrizioni d’esercizio, alla modificazione dei fattori di rischio, all’educazione e all’assistenza psicologica; questi programmi hanno come obiettivo quello di limitare gli effetti fisiologici e psicologici della malattia, andando a ridurre la mortalità, controllando la sintomatologia, stabilizzando o invertendo il processo aterosclerotico e migliorando lo stato psicosociale e lavorativo dei pazienti selezionati.13-14

Dei 10 studi inclusi in questa Revisione Sistematica: 4 propongono un protocollo di esercizio preoperatorio della durata di 4-6 settimane (Barakat 2014, Barakat 2016, Kothmann 2009, Tew 2017), 4 studi promuovono protocolli di esercizio a intensità moderata (Lima 2018, Myers 2010, Myers 2013, Tew 2012), mentre 2 studi valutano l’applicazione di programmi di esercizio a intensità elevate (Bailey 2018, Perissiou 2019). Nello specifico sono state proposte attività al treadmill e al cicloergometro di intensità moderata e continua, attività intense a intervalli, nonché stair climbing, ellittica, rowing ed esercizi quali heel raises, flesso-estensione di ginocchia contro resistenza, biceps curl, affondi e sit-to-stand.

Possiamo affermare che il grande impatto della Dissezione Aortica causa effetti importanti sulla salute psicofisica dei pazienti che ne sono affetti, dando origine a limitazioni che incidono sulla qualità della vita, sull’autonomia e sul reinserimento sociale. In questo contesto lo sport – sia moderato che intenso – e il sollevamento di pesi sono attività fortemente sconsigliate: ciò alimenta la paura e scoraggia un ritorno all’esercizio fisico negli individui colpiti da questa condizione.

L’allenamento, però, è stato dimostrato essere elemento fondamentale e imprescindibile della terapia, e fonte di miglioramenti nelle attività di vita quotidiana. Pertanto, viene messo in luce il ruolo chiave della riabilitazione cardiologica, che permette di raggiungere un miglioramento della salute cardiovascolare del paziente, della sua capacità funzionale e dell’autonomia; inoltre, esso è fonte di benefici per quanto riguarda parametri vitali e ventilatori.

Possiamo quindi asserire che l’esercizio fisico in tutte le sue declinazioni apporta numerosi vantaggi ai pazienti affetti da aneurisma aortico – migliorando la funzione cardiorespiratoria ed emodinamica, la capacità di esercizio e i consumi energetici, e riducendo le complicanze postoperatorie –. Per tale motivo, deve essere promosso come parte integrante dell’armamentario di strategie da adottare nell’iter riabilitativo, al fine di garantire un rapido e ottimale ritorno alle attività di vita quotidiana.

BIBLIOGRAFIA

1) HIRATZKA L. F., BAKRIS G. L., BECKMAN J. A., BERSIN R. M., CARR V. F., CASEY D. E., EAGLE K. A., HERMANN L. K., ISSELBACHER E. M., KAZEROONI E. A., KOUCHOUKOS N. T., LYTLE B. W., MILEWICZ D. M., REICH D. L., SEN S., SHINN J. A., SVENSSON L. G., WILLIAMS D. M., 2010 ACCF/AHA/AATS/ACR/ASA/SCA/SCAI/SIR/STS/SVM guidelines for the diagnosis and management of patients with Thoracic Aortic Disease: a report of the American College of Cardiology Foundation/American Heart Association Task Force on Practice Guidelines, American Association for Thoracic Surgery, American College of Radiology, American Stroke Association, Society of Cardiovascular Anesthesiologists, Society for Cardiovascular Angiography and Interventions, Society of Interventional Radiology, Society of Thoracic Surgeons, and Society for Vascular Medicine, Circulation, Vol. 121, n. 13, aprile 2010, pp.e266-369, DOI: 10.1161/CIR.0b013e3181d4739e, PMID: 20233780.

2) MARTINI F. H., TALLITSCH R. B., NATH J. L., Anatomia Umana, VII Edizione, EdiSES, Napoli, 2019.

3) ANASTASI G., Trattato di Anatomia Umana, IV Edizione, Edi. Ermes, Milano, 2007.

4) DEFABIO D.C., DEFABIO C.J., Exercise parameters for the chronic type B aortic dissection patient: a literature review and case report, Postgrad Med., 2021 Mar;133(2):217-222. DOI: 10.1080/00325481.2020.1824728. Epub 2020 Nov. 8. PMID: 32940109.

5) GUYTON A. C., HALL J. E., Textbook of Medical Physiology, Twelfth Edition, Saunders Elsevier, Philadelphia, 2011.

6) HAGAN P. G., NIENABER C. A., ISSELBACHER E. M., ET AL., The International Registry of Acute Aortic Dissection (IRAD): New Insights Into an Old Disease, JAMA, 2000;283(7):897-903. DOI: 10.1001/jama.283.7.897.

7)https://www.nurse24.it/studenti/patologia/dissecazione-aortica-cause-sintomi-trattamento.html

8) VENDRAMIN I. ET AL., Percorso assistenziale del paziente con Sindrome Aortica Acuta

9) NIENABER C. A., FATTORI R., MEHTA R. H., RICHARTZ B. M., EVANGELISTA A., PETZSCH M., COOPER J. V., JANUZZI J. L., INCE H., SECHTEM U., BOSSONE E., FANG J., SMITH D. E., ISSELBACHER E. M., PAPE L. A., EAGLE K. A., International Registry of Acute Aortic Dissection. Gender-related differences in acute aortic dissection, Circulation, 2004, Jun 22;109(24):3014-21, DOI: 10.1161/01.CIR.0000130644.78677.2C, Epub 2004 Jun 14, PMID: 15197151.

10) EVANGELISTA A., ISSELBACHER E. M., BOSSONE E., ET AL., Insights from the International Registry of Acute Aortic Dissection, Circulation. 2018;137:1846-1860. https://doi.org/10.1161/CIRCULATIONAHA.117.031264

11) ERBEL R., ABOYANS V., BOILEAU C., BOSSONE E., BARTOLOMEO R. D., EGGERBRECHT H., EVANGELISTA A., FALK V., FRANK H., GAEMPERLI O., GRABENWÖGER M., HAVERICH A., IUNG B., MANOLIS A. J., MEIJBOOM F., NIENABER C. A., ROFFI M., ROUSSEAU H., SECHTEM U., SIRNES P. A., ALLMEN R. S., VRINTS C. J., ESC COMMITTEE FOR PRATICE GUIDELINES, 2014 ESC Guidelines on the diagnosis and treatment of aortic diseases: Document covering acute and chronic aortic diseases of the thoracic and abdominal aorta of the adult. The Task Force for the Diagnosis and Treatment of Aortic Diseases of the European Society of Cardiology (ESC), Eur Heart J., 2014 Nov 1;35(41):2779, PMID: 25173340.

12) GRIFFO R. ET AL., Linee Guida nazionali su cardiologia riabilitativa e prevenzione secondaria delle malattie cardiovascolari: sommario esecutivo, Giornale Italiano di Cardiologia 2008;9 (4):286-297

13) ERBEL R. ET AL., Diagnosis and management of aortic dissection: Recommendations of the Task Force on Aortic Dissection, European Society of Cardiology, European Heart Journal (2001) 22, 1642-1681, DOI: 10.1053/euhj.2001.2782

14) https://www.assocarenews.it/infermieri/concorsi-infermieri/appunti-concorsi-infermieri/scala-di-borg-valutazione-della-percezione-di-sforzo

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