150 mila infortuni al crociato all’anno nel mondo del calcio

Ultimo aggiornamento il 28 Ottobre 2022
LCA infortuni calcistici

Da Totti a Depay, perché tutti questi campioni si infortunano?

Le trasformazioni nel mondo del pallone

Il calcio negli ultimi anni è cambiato. È aumentata la velocità del gioco così come la rapidità dei gesti atletici. Sono mutati i metodi di allenamento e il numero delle sedute settimanali. Sono state introdotte tattiche innovative come il pressing, il fuorigioco e il raddoppio di marcatura. Tutto ciò ha portato l’azione di gioco a svolgersi in un fazzoletto di campo, dove è maggiore anche il numero di calciatori presenti. In uno sport di contatto come il calcio il risultato è l’aumento del rischio di eventi traumatici come contrasti, impatti e collisioni.

Tipologie di infortuni

I traumi che possono subire i calciatori possono essere cronici o acuti, diretti o indiretti. La prassi è quella di suddividere le componenti traumatiche in due grandi categorie: traumi da contatto e senza contatto a seconda che il trauma sia stato provocato da un avversario, dalla palla o dal terreno. Un passo falso o un fallo aggressivo possono portare a traumi cranici, alla rottura delle ossa, a problemi allo sterno, a guai muscolari. Ma la parte anatomica più colpita in questo sport resta senza dubbio la gamba.

LCA

In particolare, le cattive condizione dei campi da gioco portano a compiere movimenti innaturali delle articolazioni che hanno una forte incidenza sulla rottura del legamento crociato anteriore. Una tipologia di infortunio in crescita, anche per via del numero crescente di praticanti. Ogni anno sono, infatti, 150 mila gli atleti tra professionisti e non che incappano in questo infortunio. Tra le concause della rottura del crociato anteriore tra i professionisti pesa, però, anche il numero di gare: tra campionato, coppe nazionali ed europee e squadre nazionali, gli atleti devono infatti giocare più partite che in passato.

Tempi di recupero

I tempi di recupero per una riabilitazione del legamento crociato sono decisamente lunghi e possono compromettere la stagione intera di un calciatore. Mediamente si tratta di 6 mesi. Dal 1998 ad oggi sono numerosi i calciatori di Seria A che hanno subito questa tipologia di infortunio: Francesco Totti (116 giorni di recupero), Cristiano Lucarelli (124 giorni), Arkadiusz Milik (130 giorni), Lorenzo Insigne (146 giorni), Lorenzo de Silvestri (149 giorni), Mattia Perin (162 giorni prima lesione), Claudio Marchisio (192 giorni), Memphis Depay (196 giorni), Mattia Perin (217 giorni seconda lesione), Kevin Strootman (245 giorni), Alex del Piero (269 giorni), Alessandro Florenzi (325 giorni, con ricaduta).

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