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Le diverse realtà di assistenza sanitaria integrativa

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Statisticamente, coloro che hanno una situazione lavorativa più stabile ed un reddito continuativo ricorrono più spesso alla sanità privata, per fruire di modalità di accesso compatibili con i tempi vita/lavoro, oltre che di una diversa qualità delle cure e per la possibilità di scegliere il medico di fiducia.

L’imprenditore sanitario operante nel settore privato, nel contribuire a soddisfare gli oltre 40 miliardi di spesa sanitaria privata annua italiana, si è gradualmente abituato alla presenza sempre più rilevante delle forme di assistenza sanitaria integrativa, chiamate anche “secondo pilastro della sanità”.

L’assistenza sanitaria integrativa è una forma di tutela che permette di integrare e/o sostituire le prestazioni medico-sanitarie pubbliche, consentendo al paziente di ricevere un rimborso totale o parziale delle stesse. In particolare, questa forma di assistenza riguarda principalmente le prestazioni non coperte dal Sistema Sanitario Nazionale, o che hanno tempi di attesa eccessivamente lunghi nel pubblico (rinunciando a volte persino alle cure), tempi drasticamente ridotti dagli operatori sanitari privati.

L’assistenza sanitaria integrativa, prima dell’avvento delle assicurazioni collettive, si distingueva storicamente in coperture individuali e coperture provenienti da casse interne a fondi.

Le coperture assicurative individuali rappresentano poco più del 20% sul totale assicurati e sono quelle stipulate in autonomia. Questa tipologia di polizze prevede solitamente un amplia copertura per le prestazioni sanitarie chirurgiche e diagnostiche, trascurando la copertura per le prestazioni fisioterapiche, estremamente variabile da polizza a polizza e con gravi carenze per il paziente conservativo (colui che non ha subito interventi chirurgici o traumi). Tipicamente infatti viene riconosciuta la copertura solo successivamente ad eventi traumatologici acuti e certi, traducendosi di fatto in un rimborso quasi esclusivamente per pazienti che hanno subito un intervento.

Per quanto riguarda le coperture delle casse sanitarie interne a fondi, legate a specifiche associazioni di categoria, in passato il rimborso avveniva in maniera generalista, anche per i pazienti non operati, senza distinzioni e limiti. Successivamente, dato l’abuso di questa possibilità, spesso legata a prestazioni non sanitarie appositamente spacciate per fisioterapia (quasi sempre prestazioni di estetica o legate al benessere), i fondi cambiarono politica inserendo in alcuni casi dei tetti di spesa per le terapie e/oo eventuali franchigie per i pazienti (cioè costi a loro carico), in altri casi inserendo dei limiti al numero delle prestazioni coperte.

Negli anni più recenti ha preso sempre più piede una forma innovativa di assistenza sanitaria integrativa: l’assicurazione collettiva. Una specifica polizza con caratteristiche e coperture definite, stipulata da un contraente unico in nome e a favore di un gruppo che condivide gli stessi interessi. I beneficiari possono essere ad esempio i lavoratori di una stessa azienda o dei professionisti autonomi iscritti ad un’associazione di categoria: il datore di lavoro le stipula per i propri dipendenti, il presidente di categoria per i propri iscritti.

Grazie alle assicurazioni collettive, la polizza può far parte dei benefit aziendali richiesti volontariamente per i lavoratori, o rientrare nei diritti previsti sempre più diffusamente dalla tipologia dei contratti collettivi nazionali del lavoro (CCNL), dai contratti integrativi aziendali e dai regolamenti dei diversi Albi Professionali.

Nella maggior parte dei casi, gli stessi sindacati lavorativi hanno sostituito la consueta richiesta di aumenti salariali, per ottenere invece un benefit assicurativo collettivo dedicato alla categoria che rappresentano. Questione di tutela della salute, ma anche di convenienza fiscale: gli aumenti di stipendio sono aggrediti dalle tasse, mentre i contributi sanitari versati a fondi integrativi e casse di assistenza godono di un circuito fiscale vantaggioso sia per l’azienda che per il dipendente. Una tendenza incentivata dalle ultime leggi di bilancio, con cui il Governo ha previsto la detassazione dei premi di produttività che il lavoratore decide di convertire in benefit aziendali.

Diverse grandi aziende italiane affermano che il welfare aziendale è oramai pienamente inserito tra i criteri più rilevanti per la scelta del lavoro. Un welfare tanto gradito quanto più flessibile, differenziato e modulare rispetto agli specifici bisogni di ciascuno.

Ad oggi oltre il 20% degli italiani beneficia di una qualche forma di assistenza sanitaria supplementare, circa l’80% dei quali tramite una assicurazione collettiva. In particolare, più del 50% dei dipendenti ne ha una. Nonostante ciò, molti non sanno di aver già acquisito, attraverso l’attività professionale, una copertura sanitaria integrativa con tutti i vantaggi ad essa legati.

COME VERIFICARE SE SI POSSIEDE UNA ASSICURAZIONE INTEGRATIVA

I lavoratori dipendenti possono controllare la busta paga, verificando la presenza di trattenute per un fondo sanitario o cassa mutua, alternativamente verificando il proprio eventuale Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL).

I liberi professionisti iscritti ad un albo possono chiedere informazioni al proprio ordine professionale.

I pensionati possono verificare tramite la propria ex azienda o rappresentanza di categoria se la copertura di cui beneficiavano si estende alle persone.

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La diffusione delle polizze malattia in Italia

La diffusione delle polizze assicurative sul territorio nazionale è ancora fortemente omogenea. La maggioranza degli assicurati si concentra nelle grandi città che, statisticamente, contengono un numero significativo di lavoratori con contratti collettivi nazionali (CCNL) o iscritti ad albi professionali. In sostanza ciò riproduce la distribuzione del tessuto produttivo e delle aziende medio grandi, con la loro incidenza di CCNL.

Altra disomogeneità è rappresentata dal divario centro/nord, numericamente più ricco di assicurati rispetto ai territori del sud e delle isole.

Queste differenze legate al livello di diffusione assicurativa si stanno riducendo molto gradualmente, in quanto i principali gruppi assicurativi hanno intenzione di distribuire le polizze collettive anche a categorie di lavoratori molto numerose, storicamente senza coperture sanitarie integrative, diffuse in tutto il territorio italiano, comprese le piccole città.

Per fare un esempio, RBM Assicurazione Salute nel 2017 ha sottoscritto una polizza collettiva con tutti i metalmeccanici d’Italia tramite PMI Salute: progetto di sanità integrativa dedicato alle piccole e medie imprese manifatturiere e meccaniche, nato dall’accodo tra Confimi Impresa Meccanica, FIM, CISL, UILM, UIL, dando vita al Fondo Metasalute.

Questa tendenza sistemica contribuirà ad aumentare i già rilevanti milioni di assicurati italiani, influenzando positivamente e in maniera sempre crescente il mercato sanitario privato.

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È perciò evidente che l’introduzione delle assicurazioni collettive, legate in particolare ai CCNL, rappresenta un’opportunità sempre più rilevante per le strutture sanitarie private, compresi i centri di fisioterapia e gli ambulatori medico specialistici, che vedranno grazie ad esse ampliare enormemente il proprio bacino di utenza.

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Tuttavia, le forme di sanità integrativa hanno ancora molta strada da fare per evitare di escludere chi non è titolare di un contratto lavorativo, come ad esempio i pensionati, i disoccupati ed i precari.

Il dibattito sul contenuto delle polizze e il ruolo di Top Physio Quality Network

Purtroppo, all’interno di questo scenario, di fatto la fisioterapia viene considerata la “cenerentola” delle prestazioni sanitarie, essendo molte volte penalizzata per i rimborsi e per le specifiche prestazioni rimborsate, troppo spesso circoscritte ai pazienti post chirurgici. Questa politica sfavorisce pesantemente tutti i pazienti che, pur non essendo da operare, hanno una patologia che causa loro dolore e disagi. Il percorso di cura necessario è in questi casi molto raramente coperto da forme di assistenza integrativa, perché non susseguente ad evento certo come un intervento chirurgico o un referto di pronto soccorso, che eventi che rimangono in realtà statisticamente sporadici sul totale dei bisognosi di fisioterapia.

In aggiunta, la politica di rimborso a singola nomenclatura che è stata ideata dal Sistema Sanitario Nazionale, cozza con la moderna concezione della fisioterapia, riconosciuta concettualmente come una prestazione unica, che corrisponde cioè alla somma di diverse terapie funzionali ad un unico percorso di cura.

Il rimborso per singola prestazione ha sempre creato problemi alla governance aziendale delle strutture e al rapporto con i pazienti, a sfavore di una maggiore trasparenza che, al contrario, comporterebbe il rimborso a forfait per singola seduta, indipendente dal numero di prestazioni incluse.

Per rimediare alla posizione marginale e obsoleta che la fisioterapia occupa all’interno delle politiche di rimborso assicurative, storicamente più favorevoli alle cliniche e ai poliambulatori, Top Physio Quality Network ha deciso di proporsi come interlocutore “di stimolo” per i gruppi assicurativi, rappresentando con determinazione il punto di vista dell’imprenditore sanitario della fisioterapia e della riabilitazione e preparandosi ad intervenire sul tema, con l’obiettivo di colmare il prima possibile queste carenze, che vedono attualmente moltissimi assicurati senza effettiva copertura di prestazioni fisioterapiche.

Contemporaneamente, l’obiettivo è quello di costruire un’organizzazione in grado di assorbire e soddisfare pienamente le esigenze delle forme sanitarie integrative (fondi sanitari, compagnie di assicurazione, casse di assistenza e società di mutuo soccorso), diventando loro interlocutore unico per tutte le dinamiche sanitarie. Un interlocutore che riesca a rimanere al tavolo di chi governa il sistema, prevedendo gli sviluppi del settore e anticipandoli secondo una precisa pianificazione di lungo periodo.

Se hai un centro di fisioterapia che rappresenta l’eccellenza sul tuo territorio e condividi questi obiettivi, portali avanti assieme a noi! Candida la tua struttura per entrare gratuitamente in Top Physio Quality Network! »

Il futuro della sanità integrativa e del welfare aziendale

Secondo la Ragioneria Generale dello Stato sono in aumento sia il numero di assicurazioni private, che la spesa sanitaria privata. Nel dettaglio, la spesa di tasca propria passerà dai 40 miliardi di euro attuali ad oltre 60 nel 2025. Per quanto riguarda la quota di intermediazione sanitaria, si stima una crescita dal 15 al 20% nei prossimi anni. Conseguentemente, la spesa sanitaria privata rimborsata da fondi ed assicurazione potrebbe passare dai circa 6 miliardi di euro attuali a quasi 11.

L’aumento sarà probabilmente correlato anche alla crescita della sottoscrizione di forme sanitarie integrative quali polizze collettive e welfare aziendale (che all’inizio del 2019 erano già state attivate dal 32,5% delle PMI) potenti strumenti in grado di generare importanti vantaggi sia per l’azienda (tassazione agevolata) che per i dipendenti (incrementandone il benessere e la produttività).

Nel rapporto Welfare Index PMI 2018 è stata evidenziata una correlazione positiva tra l’utilizzo degli strumenti di welfare aziendale e la crescita dell’impresa che li ha attivati, soprattutto in termini di:

  • Clima e soddisfazione aziendale.
  • Produttività del lavoro.
  • Fidelizzazione dei lavoratori.
  • Miglioramento dell’immagine e della reputazione aziendale.
  • Contenimento del costo del lavoro
  • Riduzione delle assenze.

La presidente dell’Associazione Nazionale delle Industrie Assicurative, Bianca Maria Farina, durante l’assemblea 2019 ha evidenziato come “il mondo assicurativo sia in grado di fornire un contributo importante allo sviluppo del nostro paese e al suo futuro benessere, soprattutto in termini di crescita, investimenti, stabilità, lavoro e coesione. In particolare, offrendo coperture contro i rischi cui sono esposte famiglie e imprese, il sistema assicurativo riduce le vulnerabilità, rafforza il percorso di crescita dell’economia e, integrando il ruolo del welfare pubblico, ne favorisce l’equilibrio economico e la funzione sociale. Effettuando una attenta valutazione dei rischi ed incentivando la diffusione di strumenti di prevenzione, l’assicurazione diventa parte essenziale di un percorso di sviluppo sostenibile della società e garanzia di benessere per le future generazioni.”

Le principali assicurazioni in Italia:

RBM, nel 2019 con il maggior numero di polizze malattie in Italia, partner di oltre 130 casse di assistenza e fondi integrativi italiani, può contare su un network di oltre 120 mila strutture convenzionate. Tra i clienti troviamo:

  • Gruppo UniCredit
  • Banco BPM
  • IBL
  • Gruppo Banco Desio
  • Banco Fiorentino
  • BCC delle Marche, Toscana, Veneto, Napoli, Udine
  • Banca del Piemonte
  • Banca Carige
  • UBS
  • Alitalia
  • Ansaldo Energia S.p.A.
  • Auchan
  • Carrefour
  • Coca Cola
  • Conad
  • Consip/Sogei
  • Decathlon
  • Despar
  • Diesel
  • Esselunga
  • Ferrovie dello Stato e Busitalia
  • Gruppo Fininvest
  • Gruppo Leonardo (ex Finmeccanica)
  • IKEA
  • it
  • Leroy Merlin
  • LOTTOMATICA
  • MaxMaraFashionGroup
  • OVS
  • Penny Market
  • RadioMediaset
  • RAI
  • SKY
  • Zara
  • Consob
  • AGCM – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
  • ANAC – Autorità Nazionale Anticorruzione
  • Ministero della Difesa
  • Marina Militare
  • Carabinieri
  • Agenzia delle entrate-Riscossione
  • IVASS
  • MAECI – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
  • ICE – Agenzia per la Promozione all’Estero e l’Internazionalizzazione delle Imprese Italiane
  • IRE SPA – Agenzia Regionale Ligure Infrastrutture Recupero Energia
  • Agenzia del Demanio
  • Regione Lazio
  • EAP – Ente di Assistenza per il Personale dell’Amministrazione Penitenziaria
  • ISMEA – Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare
  • Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica
  • Cassa Nazionale del Notariato
  • Italiaonline (ex SEAT Pagine Gialle)
  • ANAP Confartigianato
  • Ascom Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Vicenza
  • Casartigiani Veneto
  • CGIL Veneto
  • CISL Veneto e Belluno-Treviso
  • CNA Veneto
  • Confartigianato Veneto
  • Confcommercio Veneto, Venezia, Verona
  • Confindustria
  • FederDistribuzione Le Aziende della Distribuzione Moderna
  • FIRST CISL – Federazione Italiana Reti dei Servizi del Terziario
  • Inarcassa
  • UIL Veneto
  • Arcobaleno
  • CASBI – Cassa di Assistenza dei Brokers italiani
  • CASDIC – Cassa Nazionale di Assistenza Sanitaria per il personale dipendente del Settore Credito
  • EMAPI – Ente di Mutua Assistenza per i Professionisti Italiani
  • ENPAV – Ente Nazionale di Assistenza e Previdenza Veterinari
  • ENBASS – Ente Nazionale Bilaterale del settore Agenzie di Assicurazione
  • FBA – Fondo Banche Assicurazioni
  • Fondazione ENASARCO Ente Nazionale di Assistenza per gli Agenti e Rappresentanti di Commercio
  • Fondo mètaSalute – Fondo Sanitario lavoratori metalmeccanici
  • Fondo Perseo Sirio
  • Mutua Ulisse
  • PMI SALUTE – Piani Sanitari Piccola e Media Industria settore metalmeccanico
  • IN.VENETO – Fondo di assistenza sanitaria integrativa regionale per i lavoratori delle imprese artigiane del Veneto
  • FONDS – Fondo Sanitario Integrativo dell’Artigianato della Provincia di Bolzano
  • INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
  • Università Ca’Foscari Venezia
  • Università di Napoli
  • Università La Sapienza Roma
  • Università Roma Tre
  • Università Studi Pavia
  • FC Juventus
  • Sport e Salute SpA (già CONI Servizi SpA)
  • Umana Reyer Venezia
  • Verde Sport (La Ghirada)

Per l’elenco aggiornato dei principali clienti clicca qui

UNISALUTE, nata in ambito Unipol, è l’impresa monoramo del gruppo. Tra i clienti troviamo:

  • AGOS DUCATO
  • AMGEN
  • Armani
  • Autobrennero
  • Autostrade
  • Benetton
  • Bonfiglioli
  • Bridgestone
  • Campari
  • Cartiere Fedrigoni
  • Colt Telecom
  • Crédit Agricole Assicurazioni
  • Ducati
  • Chiesi Farmaceutici
  • FAAC, Fastweb, FedEx, G.D. (Gruppo Coesia)
  • Granlatte
  • Gruppo Alfa Sigma
  • Gruppo GUCCI
  • Gruppo SIEMENS
  • Gruppo Vorwerk-Folletto
  • La Perla
  • LIDL
  • Marcolin
  • Philips
  • Roche
  • Safilo
  • Sacmi
  • Sasol
  • I.A.E.
  • Technogym
  • Zanichelli
  • CADIPROF
  • Cassa Colf
  • Cooperative Metalmeccaniche
  • ENFEA
  • Fondo ALTEA
  • Fondo ASIM
  • Fondo Aster
  • Fondo Est
  • Fondo Coopersalute
  • Fondo EASI
  • Fondo E.B.M. Salute
  • Fondo FASA
  • Fondo FASDA
  • Fondo FASIV
  • Fondo Fast
  • Fondo Fontur
  • Fondo per i Dipendenti delle Aziende e Autorità Portuali
  • Fondo Portieri
  • Fondo Salute Sempre
  • Fondo San.Arti
  • Fondo Sanilog
  • Fondo Sanimoda
  • FONDO WILA
  • Sanimpresa
  • Fondo delle Telecomunicazioni
  • UNEBA
  • Banca Intesa S. Paolo
  • Banca Leonardo
  • Banca Nazionale del Lavoro
  • BPER
  • CARIPARMA
  • Aeroporto di Bologna
  • Aeroporti di Roma
  • AGIDAE
  • Arma dei Carabinieri
  • Ascom
  • Cassa di Prev. e Ass. di
  • Ragionieri e Periti Commerciali
  • Cassa Edile Cuneo
  • Cassa Edile di Udine
  • Cassa Edile Vercellese e Valsesia
  • Cassa Nazionale di Prev. e Ass. Forense
  • G.I.L. dipendenti
  • CIA dipendenti Gruppo Unipol
  • CISL
  • CNA
  • Confesercenti
  • Cooperative sociali dipendenti
  • Ente Nazionale di Prev. e Ass. dei Medici e degli Odontoiatri
  • Regione Emilia Romagna
  • UIL
  • Università degli studi Milano Bicocca
  • Università LUISS
  • Vigili del Fuoco

Per l’elenco aggiornato dei principali clienti clicca qui

GENERALI, presente in 60 nazioni, comprende un importante piano di integrazione assicurativa. Tra i clienti troviamo:

  • DANA
  • Europe Assistance
  • Cefla
  • Enel
  • Generali
  • H-FARM
  • Venchi
  • Cerved

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ALLIANZ, gruppo assicurativo internazionale presente in oltre 70 diversi paesi. Per maggiori informazioni clicca qui

EUROPE ASSISTANCE, gruppo parigino interamente controllato da Assicurazioni Generali, offre prestazioni sanitarie di secondo livello. Per maggiori informazioni clicca qui

REALE MUTUA, compagnia di assicurazioni in forma di mutua. Per maggiori informazioni clicca qui

POSTE ASSICURA, del gruppo Poste Italiane, dedicata alla sanità integrativa. Per maggiori informazioni clicca qui

MAPFRE ASSISTANCE, fa parte di un gruppo assicurativo operante in 46 nazioni. Per maggiori informazioni clicca qui

Le principali casse assistenziali legate a fondi:

  • FASI, fondo di assistenza per i dirigenti industriali. Per maggiori informazioni clicca qui
  • FASDAC, fondo di assistenza sanitaria per i dirigenti del terziario e di aziende commerciali. Per maggiori informazioni clicca qui
  • ASSIDAI e ASSIDIR, per altre tipologie di dirigenti. Per maggiori informazioni clicca qui e qui
  • QUAS, per i quadri del terziario. Per maggiori informazioni clicca qui
  • FASCHIM, fondo di assistenza per il settore chimico e farmaceutico. Per maggiori informazioni clicca qui
  • FONDO EST, per il settore del commercio, dei servizi, del turismo e del terziario. Per maggiori informazioni clicca qui
  • CASPIE, cassa assistenziale dedicata ai vari settori tra cui il finanziario e bancario. Per maggiori informazioni clicca qui
  • CASAGIT, per i giornalisti. Per maggiori informazioni clicca qui
  • FASIOPEN, per il settore industriale. Per maggiori informazioni clicca qui
  • INARCASSA, per gli ingegneri e gli architetti. Per maggiori informazioni clicca qui
  • CASSA GEOMETRI. Per maggiori informazioni clicca qui
  • ENPAM e GALENO,per i medici e gli odontoiatri. Per maggiori informazioni clicca qui e qui
  • CASSA FORENSE, per gli avvocati. Per maggiori informazioni clicca qui
  • CASSA NAZIONALE DEL NOTARIATO,per i notai. Per maggiori informazioni clicca qui.
  • ENASARCO, per gli agenti e i rappresentanti di commercio. Per maggiori informazioni clicca qui
  • CAMPA ed EMAPI per i lavoratori autonomi. Per maggiori informazioni clicca qui e qui
  • METASALUTE per il settore metalmeccanico. Per maggiori informazioni clicca qui

Guida riassuntiva al mondo della sanità integrativa

I soggetti che erogano le coperture sono riconducibili, come accennavamo, a due tipologie principali:

  • Enti senza fini di lucro come i fondi sanitari, enti, casse e società di mutuo soccorso.
  • Società Private, cioè le compagnie assicurative.

Si delinea così un sistema sanitario strutturato su tre pilastri:

  • Sanità pubblica.
  • Sanità collettiva integrativa privata tramite fondi sanitari integrativi, enti, casse e società di mutuo soccorso.
  • Polizze assicurative private stipulate individualmente.

Rispetto ai livelli essenziali di assistenza (LEA) garantiti dalla sanità pubblica, le prestazioni offerte dalla sanità integrativa possono essere:

  • Integrative, volte a compensare le carenze del sistema sanitario nazionale.
  • Complementari, ossia aggiuntive, non garantite dal sistema sanitario pubblico.
  • Sostitutive o duplicative, già garantite dal servizio sanitario nazionale, di cui rappresentano un’alternativa.

I fondi sanitari integrativi operano secondo il principio di non concorrenza con il servizio sanitario nazionale. Possono essere costituiti mediante contratti collettivi di lavoro, accodi tra lavoratori o liberi professionisti, regolamenti territoriali.

Gli enti, le casse e le società di mutuo soccorso aventi esclusivamente fini assistenziali offrono sia prestazioni integrative, sia prestazioni sostitutive o aggiuntive rispetto al servizio sanitario nazionale. Come i fondi sanitari non hanno fini di lucro e operano secondo principi di non discriminazione e solidarietà tra gruppi professionali e cittadini. Il rapporto è di tipo associativo, per cui l’aderente versa un contributo predeterminato, che non si differenzia in base alle caratteristiche fisiche e/o sanitarie del soggetto assistito.

Le compagnie assicurative operano secondo criteri di mercato e offrono prestazioni che dipendono dal premio versato, personalizzato in base alla storia clinica e ai valori antropometrici di ogni singolo assistito.

L’assistenza sanitaria integrativa può essere erogata in forma diretta o indiretta.

L’erogazione diretta si ha quando il beneficiario della copertura si rivolge a strutture sanitarie convenzionate in forma diretta. In questo caso l’assistito non dovrà sostenere i costi delle prestazioni, ma solo eventuali spese aggiuntive non incluse in copertura.

Se il beneficiario si rivolge invece a strutture non convenzionate, dovrà sostenere personalmente le spese e chiederne successivamente il rimborso, attivando l’erogazione indiretta.

A tal proposito, aggiungiamo che il regime di erogazione rimborsuale indiretto consente all’assicurato di recarsi presso qualsiasi struttura sanitaria, anticipando l’intero ammontare della spesa. Fortemente incentivato da tutte le forme sanitarie integrative è, invece, il regime di erogazione diretta: l’assicurato può infatti affidarsi ad un Network di strutture collegate attraverso un sistema di convenzionamento diretto con le compagnie assicurative o con i fondi sanitari, che pagano direttamente la cura. L’incentivo può essere ad esempio la copertura integrale della spesa sostenuta dall’assicurato o la riduzione della quota a suo carico. Inoltre, è possibile contenere i costi attraverso le procedure di acquisto centralizzato e di pre-autorizzazione delle prestazioni.

Ne consegue che l’ampiezza e la qualità sanitaria del Network di strutture convenzionate, facilmente accessibili, strutturate e con certificazione di qualità, è un asset di assoluta rilevanza per l’efficacia delle assistenze garantite da ciascuna forma sanitaria integrativa. Tendenzialmente gli enti protagonisti della sanità integrativa privilegiano gli operatori che dispongono di questi Network.

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Le specifiche coperture dipendono dal tipo di assistenza a cui si aderisce. In genere i piani includono visite specialistiche, ricoveri, interventi chirurgici e trattamenti fisioterapici a seguito di infortunio, intervento o particolari malattie. Queste coperture sono fortemente variabili a seconda del tipo di polizza. Alcune patologie degenerative, sebbene molto diffuse, non sempre trovano una copertura adeguata. A tal proposito, bisognerebbe parzialmente riorientare la sanità integrativa, ampliandone il campo di azione a partire dai bisogni effettivi dei cittadini.

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La necessità di presentare alle forme sanitarie integrative prescrizioni sanitarie e fatture per ottenere il rimborso garantisce un efficace contrasto ai fenomeni di elusione ed evasione fiscale, che nel 2017 secondo il rapporto “Curiamo la corruzione” promosso da Trasparency International Italia hanno riguardato il 23% dei quasi 40 miliardi di euro di spesa sanitaria totale.

Sgravi fiscali per gli assistiti

N.B. verificate sempre le ultime leggi di bilancio per gli ultimi aggiornamenti.

Per gli accordi collettivi:

  • Deducibilità dei contributi versati a fondi sanitari integrativi, enti, casse e società di mutuo soccorso fino a circa 3.600 €.
  • Deducibilità dei premi di produttività convertiti in sanità integrativa, anche se eccedenti il limite.

Per le sottoscrizioni individuali, in caso di polizze assicurative malattia, l’assicurato può detrarre le spese mediche, anche se risarcite, nella percentuale del 19% fino a un massimo di circa 1.290 €, dopo aver sottratto una franchigia di circa 129 €.

Il settore in numeri

Secondo il VIII rapporto RBM Censis (del 2018, su dati 2017):

  • Le liste di attesa del pubblico, mediamente superiori di 50 giorni rispetto al privato, hanno provocato nella popolazione sentimenti di esclusione e di rancore. Il 24% degli italiani ha dichiarato di aver fatto ricorso a conoscenze o raccomandazioni per accelerare l’accesso a prestazioni sanitarie pubbliche.
  • Il federalismo sanitario ha comportato enormi diseguaglianze tra le varie sanità regionali. Conseguentemente, 6,5 milioni di italiani, ritenendo inadeguato il proprio sistema sanitario regionale, si sono curati in un’altra regione, generando ulteriori costi sociali quali il trasporto, il vitto l’alloggio e le assenze dal lavoro, andando inoltre ad aumentare le liste di attesa nella regione di destinazione.
  • La spesa sanitaria privata risultava pari a 39,7 miliardi di euro, pari al 26% sul totale dei 154 miliardi complessivi, considerata anche la spesa sanitaria pubblica.
  • Oltre 44 milioni di italiani ha acquistato 150 milioni di prestazioni sanitarie private, con un incremento del 58% rispetto al 2017. Tra questi, circa 2,16 milioni di persone si sono sottoposte a trattamenti di riabilitazione.
  • Il 14,5% della spesa sanitaria privata è stata coperta dagli intermediari, che hanno rimborsato un totale di 5,76 miliardi di euro, importo diviso in un 84% coperto da compagnie assicurative e un 16% rimborsato da enti operanti in regime di autoassicurazione, come ad esempio i fondi per i dirigenti di aziende private.
  • Il 70% della sanità integrativa si realizzava attraverso fondi che hanno un’origine di tipo contrattuale o comunque di tipo aziendale, una dimensione che riguardava circa 20 milioni di abitanti. In particolare, erano assicurati il 53% dei dipendenti, il 47% degli autonomi, il 12% degli imprenditori, il 3% dei pensionati. I dipendenti assicurati variavano da un 40% nel caso degli operai ad un 90% per i dirigenti, passando per un 60% per gli impiegati e un 70% per i quadri.
  • Un italiano su cinque già beneficiava di una forma sanitaria integrativa, recuperando il 66% della propria spesa sanitaria privata.
  • La spesa sanitaria intermediata risultava più significativa al nord ovest (24,9%), meno significativa al centro (14,3%) e al nord ovest (13,3%), estremamente più bassa al sud (3,8%).

Secondo i dati dell’Associazione Nazionale delle Industrie Assicuratrici (http://www.ania.it/), è stato registrato un aumento pari a + 7,3% della raccolta premi delle polizze malattia, arrivando ad un totale di 2,9 miliardi. La cifra rappresenta in ogni caso appena l’1,9% del totale dei premi assicurativi (135 miliardi), considerate ad esempio anche le polizze vita o le R.C. auto.

Secondo il IX rapporto RBM Censis (del 2019, su dati 2018):

  • Il 35,8% degli italiani non è riuscito a prenotare, almeno una volta, una prestazione sanitaria nel sistema pubblico, perché ha trovato le lista d’attesa chiuse.
  • Il 50% dei cittadini finisce con il rassegnarsi e non prova più neanche a prenotare una prestazione con il sistema sanitario pubblico, mettendo mano al portafoglio e rivolgendosi al servizio provato.
  • Il 37,5% dei tentativi di prenotazione di una visita ortopedica tramite il SSN finisce per transitare nella sanità a pagamento, così come il 30,1% dei tentativi di prenotazione di ecografie, il 26,3% per le risonanze magnetiche e il 25,7 per le RX.
  • Complessivamente sono 19,6 milioni gli italiani “forzati” verso la sanità a pagamento, cioè spinti almeno una volta l’anno a pagare di tasca propria prestazioni prescritte dal medico.
  • Come diretta conseguenza di questo scenario, il 44% della popolazione si rivolge direttamente al privato, anche per le cure che rientrano nei livelli essenziali di assistenza del SSN.
  • La spesa sanitaria privata media pro capite ha superato i 691 euro registrando un aumento del 12,3%

Forme integrative: gli italiani vogliono saperne di più

L’italiano ha mediamente scarsa familiarità con la sanità integrativa: non percepisce il costo delle polizze, né la propria spesa sanitaria privata, inoltre non ha una visione chiara degli elementi costitutivi delle offerte assicurative.

Ne sanno poco soprattutto coloro che hanno un reddito basso, ma il 49% vorrebbe saperne di più. Oltre un quinto ha già cercato maggiori informazioni a riguardo, il 72% dei quali tramite il web.

Il 40% vorrebbe avere una forma di sanità integrativa, ma il principale freno all’acquisto deriva dai costi percepiti ipotizzati, pari al doppio della reale disponibilità dichiarata. In sostanza, molti credono che le polizze assicurative costino molto più di quanto sarebbero disposta a spendere.

L’utilità della sanità integrativa è più riconosciuta dai redditi più elevati, che tendono ad assicurare anche i componenti del proprio nucleo familiare.

Tra i vari motivi di chi non la ha mai sottoscritta, il 10% non ne ha mai sentito parlare, mentre un altro 10% non sa come attivarla.

Il 50% di coloro che non hanno intenzione di sottoscrivere una polizza ha dichiarato di volersi informare a breve e un terzo lo farà in futuro.

I maggiori incentivi alla sottoscrizione sono la riduzione dei tempi di attesa, l’ampia scelta di strutture e professionisti, l’estensione della polizza ai familiari, gli incentivi fiscali, la frequente possibilità di assistenza sanitaria senza attesa 24h su 24, 365 giorni l’anno.

A tal riguardo, i protagonisti della sanità integrativa sono spesso alla ricerca di nuovi e più validi canali di dialogo con i cittadini, Network compresi, che possano garantire un rapporto fiduciario con questi ultimi e che siano strutturati sull’intero territorio nazionale, per poter chiarire a tutti gli interessati il funzionamento, l’utilità ed i costi reali delle polizze assicurative e del welfare aziendali.

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Il Sistema Sanitario Nazionale: sostenibilità ed universalismo possono convivere?

Per rispettare i vincoli di finanza pubblica, dal al 2008 al 2018 il sistema sanitario nazionale ha tagliato 75 mila posti letto, 10 mila professionisti e chiuso 175 ospedali. I salari sono stati fermi per tutti e 10 gli anni, così come le nuove assunzioni bloccate. Nel 2018, l’83% dei macchinari risultava obsoleto. Secondo l’Euro Index Consumer Health la sanità pubblica era al ventesimo posto su 35 paesi europei. A questo si aggiunga che entro il 2023 usciranno dal sistema più di 45 mila medici e le conseguenze si riverseranno chiaramente sui pazienti, con più attese per i ricoveri e per le visite ambulatoriale.

In alcune regioni il tasso di compensazione del turnover dei medici è precipitato fino al 25% (25 nuove assunzioni ogni 100 pensionamenti). A livello nazionale il numero dei medici del sistema sanitario nazionale si è ridotto in modo costante, così come il rapporto tra questi e la popolazione (1,73 medici ogni 1.000 persone).

Dal 2013 al 2017 la spesa sanitaria privata ha subito un incremento del + 9,6%, molto superiore all’aumento medio della spesa per consumi, pari al + 5,3%. Al contrario, analizzando l’andamento della spesa sanitaria pubblica, troviamo un sostanziale arresto, passando dal + 14,1 % del periodo 2001 – 2008 ad un timido + 1% tra il 2008 ed il 2018, con una media europea che invece si attesta sul + 3,8%.

Tra il 2006 ed il 2018 si sono inutilmente susseguite numerose manovre di contenimento della spesa pubblica e di ottimizzazione dei costi in sanità, senza riuscire ad ottenere una definitiva stabilizzazione del sistema. Il 63% della popolazione non si attende alcun contributo dalla politica, ritenendo quest’ultima poco competente e priva del realismo necessario.

A causa del contingentamento progressivo delle risorse, tra il 2009 ed il 2019 la capacità assistenziale del SSN si è contratta dal 97,6% all’86%. Questo dato è incompatibile con un sistema sanitario universalistico: nel 2019 ben 8,1 milioni di italiani (il 13,5%) si sono trovati costretti ad integrare individualmente le spese per le proprie cure, in quanto non più assistiti dallo stato.

Le ultime valutazioni della Ragioneria Generale dello Stato hanno previsto un serio rischio di insostenibilità finanziaria: per mantenere un’adeguata capacità assistenziale nei prossimi 15 anni da parte del sistema sanitario nazionale, costruito negli anni ’70 sulla base di caratteristiche demografiche, evolutive, scientifiche, tecnologiche e di salute diverse da quelle attuali, sarà realisticamente necessaria una iniezione tra i 20 ed i 30 miliardi di euro aggiuntivi, secondo le stime degli ultimi rapporti RBM – Censis.

Questa differenza rischia di essere finanziata con una riduzione di un terzo degli attuali Livelli Essenziali di Assistenza, o con l’ulteriore aumento del contributo pagato di tasca propria dagli italiani per le cure private, già aumentato quasi del 10% tra il 2013 ed il 2018, che potrebbe in quest’ottica quasi raddoppiare: da 580 € a 1.074 € pro capite Nel sistema pubblico sarebbe necessario sviluppare l’organizzazione dei servizi, svincolare i direttori generali dalla politica e avvicinarsi sempre più al valore dell’aziendalizzazione, rideterminando contestualmente il fabbisogno di personale delle diverse figure coinvolte.

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