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Le diverse Realtà di Assistenza sanitaria integrativa

Statisticamente, coloro che possiedono una situazione lavorativa più stabile ed un reddito continuativo ricorrono più spesso alla Sanità privata per fruire di modalità di accesso compatibili con i tempi vita/lavoro, oltre che di una diversa qualità delle cure. La possibilità di scegliere il Medico di fiducia sarà poi un fattore determinante per chi decide di affidarsi ad un’Assistenza sanitaria integrativa. Saper riconoscere e comprendere le sfumature del panorama delle convenzioni assicurative è la chiave per effettuare scelte consapevoli e diventare protagonisti della propria esperienza di cura.

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L’Assistenza sanitaria integrativa in Italia

L’Imprenditore sanitario operante nel settore privato, nel contribuire a soddisfare gli oltre 40 miliardi di spesa sanitaria privata annua italiana, si è gradualmente abituato alla presenza sempre più rilevante delle forme di assistenza sanitaria integrativa. Non è un caso che queste vengano chiamate “Secondo pilastro della sanità”.

L’Assistenza sanitaria integrativa rappresenta una forma di tutela che permette di integrare e/o sostituire le prestazioni medico-sanitarie pubbliche, consentendo al paziente di ricevere un rimborso totale o parziale delle stesse. In particolare, questa forma di Assistenza riguarda principalmente le prestazioni non coperte dal Sistema Sanitario Nazionale, o che hanno tempi di attesa eccessivamente lunghi nel pubblico (eventualità che porta l’assistito a rinunciare persino alle cure, a volte). Queste prestazioni non erogate dal welfare pubblico e caratterizzate da tempi drasticamente ridotti dagli operatori sanitari privati, prima dell’avvento delle assicurazioni collettive, erano coperte da contratti stipulati individualmente e da casse interne a fondi.

Le coperture assicurative individuali

Le coperture assicurative individuali rappresentano poco più del 20% sul totale degli assicurati, e riguardano quegli accordi stipulati in autonomia. Questa tipologia di polizze prevede solitamente un’amplia copertura per le prestazioni sanitarie chirurgiche e diagnostiche, trascurando però le prestazioni fisioterapiche. Caratterizzano queste coperture assicurative l’estrema variabilità da polizza a polizza ed i numerosi svantaggi per il paziente conservativo (colui che non ha subito interventi chirurgici o traumi). Tipicamente, infatti, viene riconosciuta la copertura solo successivamente ad eventi traumatologici acuti e certi, traducendosi, di fatto, in un rimborso che interessa quasi esclusivamente pazienti che hanno affrontato un intervento.

Le coperture assicurative da casse sanitarie interne a fondi

Per quanto riguarda le coperture delle casse sanitarie interne a fondi, legate a specifiche associazioni di categoria, in passato il rimborso avveniva in maniera generalista anche per i pazienti non operati, senza distinzioni e limiti. Successivamente, dato l’abuso di questa possibilità a volte legata a prestazioni non sanitarie appositamente spacciate per Fisioterapia (quasi sempre prestazioni di estetica o legate ad un concetto più ampio di benessere), i fondi cambiarono politica: in alcuni casi, vennero formulati dei tetti di spesa per le terapie e/o eventuali franchigie per i pazienti (cioè costi a loro carico), in altri furono inseriti dei limiti al numero di prestazioni coperte.

L’assicurazione collettiva

Recentemente ha preso sempre più piede una forma innovativa di assistenza sanitaria integrativa: l’assicurazione collettiva. Una specifica polizza con caratteristiche e coperture definite, stipulata da un contraente unico in nome e a favore di un gruppo che condivide gli stessi interessi. I beneficiari possono essere, ad esempio, i lavoratori di una stessa azienda o dei professionisti autonomi iscritti ad un’associazione di categoria: il datore di lavoro stipula l’assicurazione collettiva per i propri dipendenti, il presidente di categoria fa lo stesso per i propri iscritti.

Grazie alle assicurazioni collettive, la polizza può far parte dei benefit aziendali richiesti volontariamente per i lavoratori, o rientrare nei diritti previsti sempre più diffusamente dalla tipologia dei contratti collettivi nazionali del lavoro (CCNL), dai contratti integrativi aziendali e dai regolamenti dei diversi Albi Professionali.

Nella maggior parte dei casi, gli stessi sindacati hanno sostituito la richiesta di aumenti salariali con erogazione di un benefit assicurativo collettivo dedicato alla categoria che rappresentano. La questione si presenta come una tutela per la salute, ma anche una convenienza fiscale: gli aumenti di stipendio, infatti, sono aggrediti dalle tasse, mentre i contributi sanitari versati a fondi integrativi e casse di assistenza godono di un circuito fiscale vantaggioso sia per l’azienda che per il dipendente. La tendenza è poi incentivata dalle ultime leggi di bilancio, con cui il Governo ha previsto la detassazione dei premi di produttività che il lavoratore decide di convertire in benefit aziendali.

Diverse grandi aziende italiane affermano che il welfare aziendale è oramai pienamente inserito tra i criteri più rilevanti per la scelta del lavoro dei candidati che vi afferiscono. Un welfare tanto gradito quanto più flessibile, differenziato e modulare rispetto agli specifici bisogni di ciascuno.

Ad oggi oltre il 20% degli italiani beneficia di una qualche forma di assistenza sanitaria supplementare, circa l’80% dei quali tramite una assicurazione collettiva. Oggi, più del 50% dei dipendenti ne ha una. Nonostante ciò, molti non sanno di aver già acquisito, attraverso l’attività professionale, una copertura sanitaria integrativa con tutti i vantaggi ad essa legati.

Come verificare se si possiede una Assicurazione integrativa

I lavoratori dipendenti possono controllare la busta paga, verificando la presenza di trattenute per un fondo sanitario o cassa mutua, alternativamente verificando il proprio eventuale Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL).

I liberi professionisti iscritti ad un albo possono chiedere informazioni al proprio ordine professionale.

I pensionati possono verificare tramite la propria ex azienda o rappresentanza di categoria, se la copertura di cui beneficiavano si estende alle persone.

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La diffusione delle polizze malattia in Italia

La diffusione delle polizze assicurative sul territorio nazionale è ancora fortemente disomogenea. La maggioranza degli assicurati si concentra nelle grandi città che, statisticamente, contengono un numero significativo di lavoratori con contratti collettivi nazionali (CCNL) o iscritti ad Albi Professionali. In sostanza ciò riproduce la distribuzione del tessuto produttivo e delle aziende medio-grandi, con la loro incidenza di CCNL. Altra motivazione della distribuzione disomogenea è rappresentata dal divario esistente tra Centro/Nord, numericamente più ricco di assicurati, rispetto ai territori del Sud e delle Isole.

Queste differenze legate al livello di diffusione assicurativa si stanno riducendo gradualmente: il motivo si riconosce nel fatto che i principali gruppi assicurativi hanno intenzione di distribuire le polizze collettive anche a categorie di lavoratori molto numerose, storicamente senza coperture sanitarie integrative, diffuse in tutto il territorio italiano, comprese le piccole città.

Per fare un esempio, Intesa Sanpaolo RBM Salute nel 2017 ha sottoscritto una polizza collettiva con tutti i metalmeccanici d’Italia tramite PMI Salute, un progetto di Sanità integrativa dedicato alle piccole e medie imprese manifatturiere e meccaniche, nato dall’accodo tra Confimi Impresa Meccanica, FIM, CISL, UILM, UIL, dando vita al Fondo Metasalute.

Questa tendenza sistemica contribuirà ad aumentare i già rilevanti milioni di assicurati italiani, influenzando positivamente e in maniera sempre crescente il mercato sanitario privato.

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È perciò evidente che l’introduzione delle assicurazioni collettive, legate in particolare ai CCNL, rappresenta un’opportunità sempre più rilevante per le strutture sanitarie private, compresi i Centri di fisioterapia e gli Ambulatori medico specialistici, che vedranno grazie ad esse ampliare enormemente il proprio bacino di utenza.

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Tuttavia, le forme di sanità integrativa hanno ancora molta strada da fare per evitare di escludere chi non è titolare di un contratto lavorativo, come ad esempio i pensionati, i disoccupati ed i precari.

Le polizze e il ruolo di Top Physio Quality Network®

All’interno di questo scenario, la Fisioterapia viene considerata la “Cenerentola” delle prestazioni sanitarie, molte volte penalizzata per i rimborsi. Le specifiche prestazioni rimborsate sono infatti troppo spesso circoscritte ai pazienti post-chirurgici, in una politica non inclusiva che sfavorisce tutti coloro che, pur non essendo candidati per un intervento, hanno una patologia che causa loro dolore e disagio: purtroppo, in questi casi, il percorso di cura necessario è molto raramente coperto da forme di Assistenza integrativa che richiede esplicitamente un evento puntuale e acuto, come un intervento chirurgico o un referto di pronto soccorso, per avviare i rimborsi o partecipare alle spese per via diretta.

In aggiunta, la politica di rimborso a singola nomenclatura che è stata ideata dal Sistema Sanitario Nazionale, non collima con la moderna concezione della Fisioterapia: riconosciuta concettualmente come una prestazione unica, corrisponde in realtà alla somma di diverse terapie funzionali ad un unico percorso di cura. Il rimborso per singola prestazione ha sempre creato problemi alla governance aziendale delle strutture e al rapporto con i pazienti, a discapito della trasparenza delle cure ricevute che, al contrario, avverrebbe secondo un rimborso a forfait per singola seduta, indipendente dal numero di prestazioni incluse.

Per rimediare alla posizione marginale e obsoleta che la Fisioterapia occupa all’interno delle politiche assicurative, storicamente più favorevoli alle cliniche e ai poliambulatori, Top Physio Quality Network® ha deciso di proporsi come interlocutore “di stimolo” per i gruppi assicurativi. La realtà Top Physio Network rappresenta con determinazione il punto di vista dell’Imprenditore sanitario della Fisioterapia e della Riabilitazione e si prepara ad intervenire sul tema con l’obiettivo di colmare il prima possibile questo divario, tutelando moltissimi assicurati senza effettiva copertura di prestazioni fisioterapiche.

Contemporaneamente, l’obiettivo di Top Physio Quality Network® è quello di costruire un’organizzazione in grado di assorbire e soddisfare pienamente le esigenze delle forme sanitarie integrative (fondi sanitari, compagnie di assicurazione, casse di assistenza e società di mutuo soccorso), diventando loro unico interlocutore per tutte le dinamiche sanitarie. Un interlocutore che riesca a rimanere al tavolo di chi governa il sistema, prevedendo gli sviluppi del settore e anticipandoli secondo una precisa pianificazione di lungo periodo.

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Il futuro della Sanità integrativa e del welfare aziendale

Secondo la Ragioneria Generale dello Stato sono in aumento sia il numero di Assicurazioni private, che la spesa sanitaria privata. Nel dettaglio, la spesa individuale passerà dai 40 miliardi di euro attuali ad oltre 60 nel 2025. Per quanto riguarda la quota di intermediazione sanitaria, si stima una crescita dal 15 al 20% nei prossimi anni. Conseguentemente, la spesa sanitaria privata rimborsata da fondi ed assicurazioni potrebbe passare dagli attuali circa 6 miliardi a quasi 11 miliardi di euro.

L’aumento sarà probabilmente correlato anche alla crescita della sottoscrizione di forme sanitarie integrative, quali polizze collettive e welfare aziendale (che. all’inizio del 2019, erano già state attivate dal 32,5% delle PMI). Questi restano potenti attributi in grado di generare vantaggi contreti sia per l’azienda (tassazione agevolata) che per i dipendenti (incrementando il benessere e di conseguenza la produttività). Nel rapporto Welfare Index PMI 2018, infatti, è stata evidenziata una correlazione positiva tra l’utilizzo degli strumenti di welfare aziendale e la crescita dell’Impresa che li ha attivati, soprattutto in termini di:

  • Clima e soddisfazione aziendale.
  • Produttività del lavoro.
  • Fidelizzazione dei lavoratori.
  • Miglioramento dell’immagine e della reputazione aziendale.
  • Contenimento del costo del lavoro
  • Riduzione delle assenze.

La Presidente dell’Associazione Nazionale delle Industrie Assicurative, Bianca Maria Farina, durante l’assemblea 2019 ha evidenziato come «Il mondo assicurativo sia in grado di fornire un contributo importante allo sviluppo del nostro paese e al suo futuro benessere, soprattutto in termini di crescita, investimenti, stabilità, lavoro e coesione. In particolare, offrendo coperture contro i rischi cui sono esposte famiglie e imprese, il sistema assicurativo riduce le vulnerabilità, rafforza il percorso di crescita dell’economia e, integrando il ruolo del welfare pubblico, ne favorisce l’equilibrio economico e la funzione sociale. Effettuando una attenta valutazione dei rischi ed incentivando la diffusione di strumenti di prevenzione, l’assicurazione diventa parte essenziale di un percorso di sviluppo sostenibile della società e garanzia di benessere per le future generazioni».

Le principali Assicurazioni in Italia

Riportiamo di seguito le principali Realtà della Sanità integrativa in Italia:

Intesa Sanpaolo RBM Salute

Intesa Sanpaolo RBM Salute, nel 2019 con il maggior numero di polizze malattie in Italia, partner di oltre 130 casse di assistenza e fondi integrativi italiani, può contare su un network di oltre 120 mila strutture convenzionate. Per saperne di più sulla sua identità, i suoi traguardi e le sue coperture in ambito fisioterapico puoi cliccare qui.

Unisalute

UNISALUTE, nata in ambito Unipol, è l’impresa monoramo del gruppo. Per conoscerne la mission, saperne di più sulla storia e avere informazioni sulle polizze e il modo in cui convenzionarsi clicca qui.

Generali

GENERALI, presente in 60 nazioni, comprende un importante piano di integrazione assicurativa. Tra i clienti troviamo. Per l’elenco aggiornato dei principali clienti clicca qui. Se invece vuoi saperne di più sul suo impegno nel welfare, sui suoi numeri e sulle coperture legate alla fisioterapia scopri di più qui.

Allianz

ALLIANZ è un gruppo assicurativo internazionale presente in oltre 70 diversi paesi. Per maggiori informazioni sulla sua diffusione sul territorio italiano, sull’erogazione della fisioterapia e sulla gestione diretta e indiretta delle polizze clicca qui.

Europe assistance

EUROPE ASSISTANCE è un gruppo parigino interamente controllato da Assicurazioni Generali, offre prestazioni sanitarie di secondo livello. Per maggiori informazioni clicca qui.

Reale Mutua

REALE MUTUA è una compagnia di assicurazioni in forma di mutua. Per maggiori informazioni sui suoi obiettivi, sull’ampia gamma di polizze offerte a professionisti e privati e sulla sua storia, clicca qui.

Poste Assicura

POSTE ASSICURA, del gruppo Poste Italiane, è dedicata alla sanità integrativa. Per maggiori informazioni clicca qui.

Mapfre Assistance

MAPFRE ASSISTANCE fa parte di un gruppo assicurativo operante in 46 nazioni. Per maggiori informazioni clicca qui.

Cattolica

CATTOLICA è una compagnia assicurativa che fa parte del Gruppo Assicurativo Generali. Per scoprirne la storia e le caratteristiche clicca qui.

Le principali Casse assistenziali legate a Fondi

  • FASI, fondo di assistenza per i dirigenti industriali. Per maggiori informazioni clicca qui
  • FASDAC, fondo di assistenza sanitaria per i dirigenti del terziario e di aziende commerciali. Per maggiori informazioni clicca qui
  • ASSIDAI e ASSIDIR, per altre tipologie di dirigenti. Per maggiori informazioni clicca qui e qui
  • QUAS, per i quadri del terziario. Per maggiori informazioni clicca qui
  • FASCHIM, fondo di assistenza per il settore chimico e farmaceutico. Per maggiori informazioni clicca qui
  • FONDO EST, per il settore del commercio, dei servizi, del turismo e del terziario. Per maggiori informazioni clicca qui
  • CASPIE, cassa assistenziale dedicata ai vari settori tra cui il finanziario e bancario. Per maggiori informazioni clicca qui
  • CASAGIT, per i giornalisti. Per maggiori informazioni clicca qui
  • FASIOPEN, per il settore industriale. Per maggiori informazioni clicca qui
  • INARCASSA, per gli ingegneri e gli architetti. Per maggiori informazioni clicca qui
  • CASSA GEOMETRI. Per maggiori informazioni clicca qui
  • ENPAM e GALENO,per i medici e gli odontoiatri. Per maggiori informazioni clicca qui e qui
  • CASSA FORENSE, per gli avvocati. Per maggiori informazioni clicca qui
  • CASSA NAZIONALE DEL NOTARIATO,per i notai. Per maggiori informazioni clicca qui.
  • ENASARCO, per gli agenti e i rappresentanti di commercio. Per maggiori informazioni clicca qui
  • CAMPA ed EMAPI per i lavoratori autonomi. Per maggiori informazioni clicca qui e qui
  • METASALUTE per il settore metalmeccanico. Per maggiori informazioni clicca qui
Sanità integrativa

Guida riassuntiva al mondo della Sanità integrativa

I Soggetti che erogano le coperture sono riconducibili, come accennavamo, a due tipologie principali: gli Enti senza fini di lucro come Fondi sanitari, Enti, Casse e Società di mutuo soccorso da una parte, e le Società Private, cioè le Compagnie assicurative dall’altra.

A delinearsi è, così, un Sistema sanitario strutturato su tre pilastri:

  • Sanità pubblica;
  • Sanità collettiva integrativa privata tramite Fondi sanitari integrativi, Enti, Casse e Società di mutuo soccorso;
  • Polizze assicurative private stipulate individualmente.

Rispetto ai livelli essenziali di assistenza (LEA) garantiti dalla Sanità pubblica, le prestazioni offerte dalla Sanità integrativa possono essere:

  • Integrative, volte a compensare le carenze del sistema sanitario nazionale alle quali abbiamo accennato nei paragrafi precedenti;
  • Complementari, ossia aggiuntive, non garantite dal Sistema sanitario pubblico eppure indispensabili per la Salute del cittadino;
  • Sostitutive o duplicative, già garantite dal Servizio sanitario nazionale, di cui rappresentano un’alternativa a volte molto interessante.

La Sanità collettiva integrativa privata

I Fondi sanitari integrativi operano secondo il principio di non concorrenza con il Servizio sanitario nazionale. Possono essere costituiti mediante contratti collettivi di lavoro (CCNL), accodi tra lavoratori o liberi professionisti, regolamenti territoriali.

Gli Enti, le Casse e le Società di mutuo soccorso aventi esclusivamente fini assistenziali offrono sia prestazioni integrative, sia prestazioni sostitutive o aggiuntive rispetto al Servizio sanitario nazionale. Come i Fondi sanitari, non hanno fini di lucro e operano secondo principi di non discriminazione e solidarietà tra gruppi professionali e cittadini. Il rapporto che si instaura con queste Realtà è di tipo associativo, per cui l’aderente versa un contributo predeterminato, che non si differenzia in base alle caratteristiche fisiche e/o sanitarie del soggetto assistito.

Le Compagnie assicurative

Le Compagnie assicurative, infine, operano secondo criteri di mercato e offrono prestazioni che dipendono dal premio versato, personalizzato in base alla storia clinica e alle caratteristiche di ogni singolo assistito.

Le modalità di erogazione del contributo integrativo

L’Assistenza sanitaria integrativa può essere erogata in forma diretta o indiretta.

  • L’erogazione diretta si verifica quando il beneficiario della copertura si rivolge a strutture sanitarie convenzionate in forma diretta. In questo caso l’assistito non dovrà sostenere i costi delle prestazioni, ma solo eventuali spese aggiuntive non incluse nella copertura.
  • Se il beneficiario si rivolge invece a strutture non convenzionate, dovrà sostenere personalmente le spese e chiederne successivamente il rimborso, attivando l’erogazione indiretta.
    A tal proposito, aggiungiamo che il regime di erogazione rimborsuale indiretto consente all’assicurato di recarsi presso qualsiasi struttura sanitaria, anticipando l’intero ammontare della spesa.

Tra i due, fortemente incentivato da tutte le forme sanitarie integrative è il regime di erogazione diretta: l’assicurato può infatti affidarsi ad un Network di strutture collegate attraverso un sistema di convenzionamento diretto con le Compagnie assicurative o con i Fondi sanitari, che pagano direttamente la cura. L’incentivo può essere, ad esempio, la copertura integrale della spesa sostenuta dall’assicurato o la riduzione della quota a suo carico.

Non è raro, poi, che si incorra nella possibilità di contenere i costi attraverso procedure di acquisto centralizzato e di pre-autorizzazione delle prestazioni.

Tutto questo si traduce nel fatto che l’ampiezza e la qualità sanitaria del Network di strutture convenzionate, facilmente accessibili, strutturate e con certificazione di qualità, rappresenta un asset di assoluta rilevanza per l’efficacia delle assistenze garantite da ciascuna forma sanitaria integrativa. Tendenzialmente, gli Enti protagonisti della Sanità integrativa privilegiano gli operatori che dispongono di questi Network.

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Le specifiche coperture dipendono dal tipo di assistenza a cui si aderisce: in generale, i piani includono visite specialistiche, ricoveri, interventi chirurgici e trattamenti fisioterapici a seguito di infortunio, intervento o particolari malattie. Queste coperture sono estremamente variabili a seconda del tipo di polizza: alcune patologie degenerative, sebbene molto diffuse, non sempre trovano una copertura adeguata. Ecco anche perché bisognerebbe parzialmente riorientare la sanità integrativa, ampliandone il campo di azione a partire dai bisogni effettivi dei cittadini.

Hai una Polizza assicurativa e vuoi una mano per capire cosa ti viene rimborsato o coperto?

La necessità di presentare alle forme sanitarie integrative prescrizioni sanitarie e fatture per ottenere il rimborso garantisce un efficace contrasto ai fenomeni di elusione ed evasione fiscale, che nel 2017 secondo il rapporto “Curiamo la corruzione” promosso da Trasparency International Italia hanno riguardato il 23% dei quasi 40 miliardi di euro di spesa sanitaria totale.

Sgravi fiscali per gli Assistiti

Per gli accordi collettivi in atto si riconosce:

  • Deducibilità dei contributi versati a Fondi sanitari integrativi, Enti, Casse e Società di mutuo soccorso, per un importo fino a circa 3.600 €.
  • Deducibilità dei premi di produttività convertiti in Sanità integrativa, anche se eccedenti il limite.

Per le sottoscrizioni individuali, in caso di Polizze assicurative malattia, l’assicurato può detrarre le spese mediche, anche se risarcite, nella percentuale del 19% fino a un massimo di circa 1.290 €, dopo aver sottratto una franchigia di circa 129 €.

Nota bene: si raccomanda di verificare sempre le ultime Leggi di bilancio per gli aggiornamenti in materia.

Il settore, in numeri

Secondo il VIII Rapporto RBM Censis (del 2018, su dati 2017):

  • Le liste di attesa del pubblico, mediamente superiori di 50 giorni rispetto al privato, hanno provocato nella popolazione sentimenti di esclusione e di rancore. Il 24% degli Italiani ha dichiarato di aver fatto ricorso a conoscenze o raccomandazioni per accelerare l’accesso a prestazioni sanitarie pubbliche.
  • Il federalismo sanitario ha comportato enormi diseguaglianze tra le varie sanità regionali. Conseguentemente, 6,5 milioni di Italiani, ritenendo inadeguato il proprio sistema sanitario regionale, si sono curati in un’altra regione, generando ulteriori costi sociali quali il trasporto, il vitto, l’alloggio e le assenze dal lavoro, andando inoltre ad aumentare le liste di attesa nella regione di destinazione.
  • La spesa sanitaria privata risultava il 39,7 miliardi di euro, pari al 26% sul totale dei 154 miliardi complessivi di spesa sanitaria globale del Paese, considerata anche la spesa sanitaria pubblica.
  • Oltre 44 milioni di Italiani ha acquistato 150 milioni di prestazioni sanitarie private, con un incremento del 58% rispetto al 2017. Tra questi, circa 2,16 milioni di persone si sono sottoposte a trattamenti di Fisioterapia e Riabilitazione.
  • Il 14,5% della spesa sanitaria privata è stata coperta dagli intermediari, che hanno rimborsato un totale di 5,76 miliardi di euro, Questo importo si è distribuito come segue:
    • l’84% è stato coperto da compagnie assicurative;
    • il 16% è stato rimborsato da Enti operanti in regime di autoassicurazione, come ad esempio i Fondi per i dirigenti di aziende private.
  • Il 70% della Sanità integrativa si realizzava attraverso Fondi che hanno un’origine di tipo contrattuale o comunque di tipo aziendale, una dimensione che riguardava circa 20 milioni di abitanti. In particolare, nel rapporto RBM in esame apparivano assicurati il 53% dei dipendenti, il 47% degli autonomi, il 12% degli imprenditori, il 3% dei pensionati, con una ulteriore variabilità nei gruppi. Infatti, i dipendenti assicurati erano racchiusi nella forbice compresa dal 40% degli Operai al 90% dei Dirigenti, passando per il 60% degli impiegati ed il 70% dei Quadri.
  • Un Italiano su cinque già beneficiava di una forma sanitaria integrativa, recuperando il 66% della propria spesa sanitaria privata.
  • La spesa sanitaria intermediata risultava più significativa al Nord-Ovest (24,9%), intermedia al Centro (14,3%) e al Nord-Est (13,3%), estremamente più bassa al Sud (3,8%).

Secondo i dati dell’Associazione Nazionale delle Industrie Assicuratrici (http://www.ania.it/), è stato registrato un aumento pari a + 7,3% della raccolta premi delle polizze malattia, arrivando ad un totale di 2,9 miliardi. La cifra rappresenta in ogni caso appena l’1,9% del totale dei premi assicurativi (135 miliardi), considerate ad esempio anche le polizze vita o le R.C. Auto.

Secondo il IX Rapporto RBM Censis (del 2019, su dati 2018):

  • Il 35,8% degli Italiani non è riuscito a prenotare, almeno una volta, una prestazione sanitaria nel Sistema pubblico, perché ha trovato le lista d’attesa chiuse.
  • Il 50% dei cittadini finisce con il rassegnarsi e non prova a prenotare una prestazione con il Sistema sanitario pubblico, preferendo contribuire alla spesa mettendo mano al portafoglio e rivolgendosi al servizio privato.
  • Il 37,5% dei tentativi di prenotazione di una Visita ortopedica tramite il SSN finisce per transitare nella Sanità a pagamento, così come il 30,1% dei tentativi di prenotazione di ecografie, il 26,3% delle risonanze magnetiche e il 25,7 delle RX.
  • Complessivamente sono 19,6 milioni gli italiani “obbligati a rivolgersi” alla Sanità a pagamento, cioè spinti almeno una volta l’anno a pagare individualmente prestazioni prescritte dal medico.
  • Come diretta conseguenza di questo scenario, il 44% della popolazione si rivolge direttamente al privato, anche per le cure che rientrano nei livelli essenziali di assistenza del SSN.
  • La spesa sanitaria privata media pro capite ha superato i 691 euro registrando un aumento del 12,3%

Forme integrative: gli Italiani vogliono saperne di più

L’Italiano ha mediamente scarsa familiarità con la Sanità integrativa: non percepisce il costo delle polizze, né la propria spesa sanitaria privata, inoltre non ha una visione chiara degli elementi costitutivi delle offerte assicurative. Ne sanno poco soprattutto coloro che hanno un reddito basso. Il 49% dei Cittadini vorrebbe tuttavia saperne di più e oltre un quinto ha già cercato maggiori informazioni a riguardo di cui il 72% tramite il web. Il 40% vorrebbe avere una forma di Sanità integrativa, ma il principale freno alla stipulazione del contratto deriva dai costi percepiti ipotizzati, pari al doppio della reale disponibilità dichiarata.

In sostanza, molti credono che le Polizze assicurative costino molto più di quanto sarebbero disposti a spendere.

L’utilità della Sanità integrativa è più riconosciuta da coloro che percepiscono redditi più elevati, i quali tendono ad assicurare anche i componenti del proprio nucleo familiare.

Tra i vari motivi di chi non la ha mai sottoscritta, il 10% non ne ha mai sentito parlare, mentre un altro 10% non sa come attivarla.

Il 50% di coloro che non hanno intenzione di sottoscrivere una polizza ha dichiarato di volersi informare a breve e un terzo lo farà in futuro. I maggiori incentivi riconosciuti per la sottoscrizione sono la riduzione dei tempi di attesa medi rispetto al Sistema sanitario nazionale, l’ampia scelta di Strutture e Professionisti, la possibilità di estendere la polizza ai familiari, gli incentivi fiscali, la frequente possibilità di assistenza sanitaria senza attesa ed erogata 24h su 24, 365 giorni l’anno.

Ecco perché i protagonisti della Sanità integrativa sono alla ricerca di nuovi e più validi canali di dialogo con i cittadini, Network compresi, che possano garantire un rapporto fiduciario con questi gli affiliati e che siano strutturati sull’intero territorio nazionale. Lo scopo è quello di chiarire a tutti gli interessati il funzionamento, l’utilità ed i costi reali delle polizze assicurative e del welfare aziendali.

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Il Sistema Sanitario Nazionale tra sostenibilità ed universalismo

Per rispettare i vincoli di finanza pubblica, dal al 2008 al 2018 il Sistema sanitario nazionale ha tagliato 75 mila posti letto, perso 10 mila professionisti e chiuso 175 ospedali. I salari non si sono adeguati e sono rimasti fermi per tutti e 10 gli anni e le nuove assunzioni bloccate. Nel 2018, l’83% dei macchinari di comune utilizzo nella Sanità pubblica risultava obsoleto.

Secondo l’Euro Index Consumer Health, la Sanità pubblica, fiore all’occhiello del welfare italiano, era al ventesimo posto su 35 paesi europei. A questo si aggiunga che entro il 2023 usciranno dal sistema più di 45 mila Medici e le conseguenze si riverseranno chiaramente sui pazienti, con attese più lunghe per i ricoveri e per le visite ambulatoriale. In alcune regioni il tasso di compensazione del turnover dei Medici è già precipitato al 25% (25 nuove assunzioni ogni 100 pensionamenti). A livello nazionale il numero dei Professionisti del Sistema sanitario nazionale si è ridotto in modo costante, così come il rapporto tra questi e la popolazione (1,73 Medici ogni 1.000 persone).

Dal 2013 al 2017 la Spesa sanitaria privata ha subito un incremento del + 9,6%, molto superiore all’aumento medio della spesa per consumi, che si attesta come + 5,3%. Al contrario, analizzando l’andamento della spesa sanitaria pubblica, troviamo un sostanziale arresto, passando dal + 14,1 % del periodo 2001-2008 ad un timido + 1% tra il 2008 ed il 2018, ben al di sotto della media europea, che invece si attesta sul + 3,8%.

Tra il 2006 ed il 2018 si sono susseguite numerose manovre di contenimento della spesa pubblica e di ottimizzazione dei costi in sanità, senza riuscire ad ottenere una definitiva stabilizzazione del sistema. Il 63% della popolazione non si attende alcun contributo dai decisori, ritenendo questi ultimi poco competenti e privi del realismo necessario. A causa del contingentamento progressivo delle risorse, tra il 2009 ed il 2019 la capacità assistenziale del SSN si è contratta dal 97,6% all’86%. Questo dato è incompatibile con un Sistema sanitario universalistico.

Nel 2019 ben 8,1 milioni di italiani (il 13,5%) si sono trovati costretti ad integrare individualmente le spese per le proprie cure, in quanto non più assistiti dallo Stato.

Le ultime valutazioni della Ragioneria Generale dello Stato hanno previsto un serio rischio di insostenibilità finanziaria: per mantenere un’adeguata capacità assistenziale nei prossimi 15 anni da parte del Sistema sanitario nazionale – sorto negli anni ’70 sulla base di caratteristiche demografiche, evolutive, scientifiche, tecnologiche e di salute ben diverse da quelle attuali – sarà realisticamente necessaria un contributo compreso tra i 20 ed i 30 miliardi di euro aggiuntivi, secondo le stime degli ultimi rapporti RBM – Censis. Risulta sempre più evidente che il Sistema pubblico necessita di un rimodernamento organizzativo dei servizi, di un’indipendenza dei Direttori generali dalla politica e di un avvicinamento al valore dell’aziendalizzazione, rideterminando contestualmente il fabbisogno di personale delle diverse figure coinvolte.

La differenza tra reale erogazione dei servizi e proiezioni per il futuro rischia di essere finalizzata con una riduzione di un terzo degli attuali Livelli Essenziali di Assistenza, o con l’ulteriore aumento del contributo pagato dagli Italiani per le cure private, già aumentato quasi del 10% tra il 2013 ed il 2018. Questa spesa, tutt’altro che trascurabile, potrebbe quasi raddoppiare: da 580 € a 1.074 € pro capite.

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