Un Network di fisioterapia di qualità ed eccellenza

Professionisti di esperienze e competenze pluriennali, protocolli riabilitativi mirati e tecnologie all’avanguardia al fine di accompagnare il cliente nel suo percorso di cura, dal primo contatto con la struttura sino al pieno recupero.
Il paziente, non appena in contatto con il Network, viene affidato ad un medico gestore — unico referente che, dopo aver eseguito un esame clinico approfondito in equipe con gli altri specialisti necessari ed un esame misurabile (attraverso i test di valutazione funzionale), definisce il percorso riabilitativo migliore sia per la sua patologia che per il suo stile di vita.
Il paziente viene inoltre affidato ad un tutor amministrativo-assicurativo che lo supporta nel percorso riabilitativo e ne cura gli aspetti burocratici, aiutandolo nella comprensione e nella corretta attivazione della propria polizza, nella raccolta della documentazione sanitaria o in tutte le altre richieste e necessità che dovessero sopraggiungere durante il percorso.
Il paziente viene poi affidato ad un team riabilitativo formato da due fisioterapisti ed un riabilitatore funzionale che, sulla base delle indicazioni mediche, esegue il protocollo riabilitativo ad-hoc, bilancia il programma fisioterapico e ne misura i risultati attraverso i test di valutazione funzionale.
Il medico gestore, il tutor amministrativo e il team riabilitativo lavorano per garantire il pieno recupero funzionale nel minor tempo possibile.


La nostra storia

La storia di Top Physio comincia all’interno di uno studio professionale di un singolo fisioterapista. Un professionista competente e abile con le mani, catapultato dopo il diploma in un difficile mercato, pieno di concorrenti e misurato da riscontri estremamente soggettivi e variabili da paziente a paziente.

Attraverso il sudore e la voglia di continuare ad investire i propri guadagni nella propria formazione, il fisioterapista punta ad una conoscenza più ampia possibile, che lo metta in condizione di saper trattare un sempre crescente numero di patologie, con il maggior successo possibile.

Il laborioso terapista, senza fermarsi mai e facendo del proprio studio la sua casa, comincia gradualmente ad espandere il proprio microcosmo, puntando sempre a garantire un’elevata qualità dei trattamenti, aumentando la mole di pazienti e pubblicizzandosi esclusivamente tramite il passaparola.

Iniziano a gravitare attorno allo studio dei medici esterni che, a seguito dei positivi risultati del terapista, cominciano ad indirizzargli sempre più frequentemente i propri pazienti, pur mantenendo la loro posizione esterna allo studio e senza alcuna collaborazione, avendo come unico contatto con il fisioterapista la loro prescrizione e le successive visite di controllo sui pazienti inviati.

Cominciano in questo momento ad arrivare anche i primi atleti professionisti, i primi personaggi di spicco dello spettacolo, della politica, dell’imprenditoria e dell’arte. Come studio individuale, in questo momento si raggiunge il picco di carico di lavoro e di marginalità, faticando molto e con costi molto limitati.

Il terapista, supportato fino ad ora solamente dalla propria segretaria per tutte le attività di gestione degli appuntamenti, di reception e accettazione, si accorge sempre più che da solo non riesce a soddisfare tutta la crescente mole di pazienti: entra così in gioco il primo collaboratore, con il quale getterà finalmente le basi del futuro progetto di sviluppo e allargamento della sua attività, dando un primo sfogo ai suoi desideri di crescita. Al secondo fisioterapista seguiranno gradualmente altri, fino ad una situazione di equilibrio tra i trattamenti erogati e la relativa forza lavoro necessaria. In questa fase, il titolare dello studio comincia a scontrarsi con tutte le difficoltà legate alla gestione, alla formazione e all’organizzazione del personale. Competenze che negli anni andrà sempre più a consolidare. Per gli aspetti più tecnici, legati a questioni lavoristiche e fiscali tra i professionisti presenti nello studio e i vari interlocutori o fornitori esterni, entra a questo punto in gioco un consulente esterno dedicato, che lo aiuterà costantemente ad individuare le modalità ottimali con cui impostare e gestire questi rapporti professionali.

Lo studio si inizia ad allargare sia come spazi, aggiungendo altre cabine, stanze e una piccola palestra, sia come strumenti utilizzati. Il fatturato prodotto permette i primi investimenti e il titolare dello studio comincia ad acquistare i primi elettromedicali e attrezzature.

I costi iniziano parallelamente a lievitare, sia per via dei collaboratori (terapisti, segretarie), sia per via delle utenze, manutenzioni, affitti più elevati, migliorie varie, oltre ai consulenti esterni che forniscono sempre più frequentemente il loro supporto su specifiche questioni.

Il titolare dello studio si accorge in questo momento che la sua attività si sarebbe potuta evolvere in un vero e proprio centro di fisioterapia. Compie dunque il passo autorizzativo con la regione e trasforma il suo studio in presidio ambulatoriale di recupero e rieducazione funzionale, sfruttando il supporto essenziale di consulenti legali, fiscali e studi di architettura.

Per garantire lo stesso ottimale livello di servizio erogato, è necessaria una costante verifica e allineamento delle tante eterogenee professionalità presenti in struttura. Questo tipo di attività, sommata a quella gestionale, organizzativa e legata strettamente al futuro sviluppo d’impresa, spingeranno il fisioterapista-imprenditore a scegliere di svincolarsi dall’attività clinica, per riuscire a dedicarsi interamente all’evoluta realtà aziendale, consolidandola e radicandola nel tempo.

A partire dall’evento autorizzativo, il medico specialista si trasforma da mera figura esterna prescrittrice, a figura protagonista nella gestione dell’intero iter riabilitativo del paziente, dunque la fondamentale figura del fisiatra sarà da questo momento sempre presente all’interno del presidio.

Il passaggio da studio professionale a centro di fisioterapia e riabilitazione è estremamente delicato: prevede infatti non solo il cambiamento organizzativo interno con l’introduzione del medico gestore e con la definizione di ruoli e responsabilità di tutte le figure interne, ma anche il cambio di mentalità dei pazienti, che non saranno più attirati dal singolo fisioterapista, ma dal marchio del presidio riabilitativo in sé e dai suoi risultati complessivi.

Il paziente del singolo professionista inizia quindi ad affidarsi alla struttura, all’interno della quale si aspetta di trovare dei professionisti qualificati, perché identificati dal marchio riconosciuto e fidato, ricevendo un servizio ottimale a 360° da parte sia dell’amministrazione, che del medico e del fisioterapista.

Le difficoltà e i rischi imprenditoriali trovano in questo momento il loro apice: i costi sono moltiplicati e difficilmente sotto controllo, la gestione del personale molto impegnativa (in quanto le tipologie di professionisti e collaboratori sono estremamente diverse), i rapporti con i consulenti esterni sempre più rilevanti, complessi e costosi, la gestione delle pratiche e della burocrazia diventa soffocante, il rispetto di ogni più improbabile sfaccettatura normativa, in continua evoluzione, irrigidisce fortemente le modalità lavorative, aumentando l’incertezza in ogni programmazione progettuale. Tutte queste criticità motivano l’ingresso di una nuova figura organizzativa e ottimizzatrice.

Attraverso lo studio dell’intera organizzazione e dei suoi singoli processi produttivi, il nuovo professionista pianifica e programma ogni risorsa ed attività aziendale, seguendo i livelli di qualità.

La nuova unità organizzativa-gestionale, e le altre risorse che a mano a mano la affiancheranno, pianificano le attività in ottica di efficacia ed efficienza del servizio offerto e, pur non entrando nella dinamica “clinica”, la valorizzano migliorando tutte le attività che sono di contorno ad essa. Il gruppo analizza il layout ottimale degli spazi al fine di facilitare il lavoro degli operatori e garantire il giusto comfort ai pazienti, studia ed approfondisce il comparto tecnologico per una migliore scelta degli elettromedicali, ottimizza i costi, introduce modalità di comunicazione informativa ed informatizzata, crea dei meccanismi di valutazione ed incentivo per gli operatori, individua strumenti di misurazione per la valutazione oggettiva del percorso di cura del paziente ma soprattutto, per ogni nuova attività, crea “modelli” ottimizzati e replicabili per la gestione del paziente e delle sue cure, infine individua professionisti specializzati, dedicati allo sviluppo del business.

La definizione e l’utilizzo di questi “modelli” consente facilmente di diffondere il know how maturato negli anni ed un più rapido avviamento delle attività per le nuove strutture che scelgono di avvalersene. Un modello generale a garanzia del risultato.

Dopo anni di gestione di una rete cittadina, matura l’idea di un ampliamento su scala Nazionale e si avvia il progetto Top Physio Network. Sulla base del percorso fatto negli anni, il progetto si fonda sull’idea che ciascun centro deve mantenere la sua identità e le sue peculiarità e che l’adesione al Network deve solo garantirgli condivisione della conoscenza finalizzata al potenziamento ed all’ampliamento delle proprie capacità. Deve inoltre assicurare al centro economie di scala per ridurre i costi e sviluppo di nuove strategie di business per aumentarne i ricavi.

Tutti i centri aderenti al Network Top Physio vengono quindi accuratamente selezionati e, ad oggi, rappresentano le eccellenze territoriali italiane nella fisioterapia e la riabilitazione, pur trovandosi ciascuno di essi in fasi diverse dell’evoluzione da studio professionale a presidio ambulatoriale strutturato.

Il percorso evolutivo descritto rappresenta la storia di Top Physio e la sua più intima identità. Si tratta di una via in salita, con infinite difficoltà che continuamente si scontrano con il fisioterapista-imprenditore, che in molte realtà è sostituito dal medico-imprenditore. Il segreto per superarle al meglio è affrontarle con il giusto spirito e mentalità: non si può continuare a ragionare da artigiano se si sceglie di crescere e trasformarsi in imprenditore. La difficoltà maggiore è sicuramente rappresentata da questo cambio di atteggiamento.

Tutte le esperienze sviluppate e costantemente in miglioramento sono confluite in Top Physio Engineering, al cui interno operano professionisti sempre pronti ad aiutare chiunque si riconoscesse in una delle fasi di evoluzione sopra descritte, per crescere e svilupparsi ulteriormente e con criterio.